Cronistoria


5 marzo 2007

Silvio Scaglia fonda Babelgum, società di telecomunicazioni e media professionali interattivi


13 marzo 2007

Silvio Scaglia viene sentito per la prima volta dai magistrati romani che indagano su una presunta frode fiscale internazionale. I fatti sono gli stessi che riguardano la recente operazione “Broker”, sebbene in questi tre anni non siano emersi elementi nuovi.


13 aprile 2007

Il pubblico ministero chiede di archiviare la posizione di Scaglia perché «non emergono fatti sufficienti a sostenere una accusa in giudizio».


22 maggio 2007

Il giudice delle indagini preliminari archivia il caso.


10 aprile 2007 – maggio 2007

Si perfeziona l’annunciata Opa di Swisscom su Fastweb. Silvio Scaglia conferisce anche la sua partecipazione e la società svizzera diventa il primo azionista con l’82,1% delle azioni.


19 giugno 2007

Silvio Scaglia lascia gli incarichi operativi in Fastweb e si dedica alle sue nuove attività.


23 febbraio 2010

Scatta l’operazione Broker: 56 misure di custodia cautelare e arresti domiciliari per riciclaggio e frode fiscale internazionale in cui risultano coinvolti i vertici di Telekom Sparkle e Fastweb. Scaglia viene a sapere del mandato di cattura per frode fiscale mentre si trova all’estero.


24 febbraio 2010

Swisscom convoca per il 24 marzo l’assemblea per ratificare o nominare il Cda di Fastweb.


26 febbraio 2010

Silvio Scaglia affitta un aereo privato per rientrare dalle Antille il più velocemente possibile in Italia e consegnarsi spontaneamente ai magistrati. Eseguito anche il sequestro preventivo dei beni.


28 febbraio 2010

L’On. Rita Bernardini è la prima persona a far visita a Silvio Scaglia in carcere e a denunciare le condizioni di una cella «priva di privacy, in palese violazione del regolamento carcerario, avendo il water a vista».


2 marzo 2010

Silvio Scaglia viene interrogato in carcere dal GIP e ricostruisce l’origine del suo patrimonio e le sue ultime operazioni finanziarie. «Fastweb – dice Scaglia – è vittima di una truffa».


4 marzo 2010

Scaglia incontra in carcere il consigliere regionale del Lazio, Anna Evelina Pizzo (Sinistra e libertà) e la deputata Pdl, Melania Rizzoli: Ad entrambe chiede: «Che ci sto a fare io qui?».


4 marzo 2010

Presentate le memorie contro il commissariamento di Fastweb e i PM chiedono al GIP di rinviare la decisione. Gli avvocati: «Piena collaborazione con gli inquirenti: Scaglia chiede un nuovo interrogatorio per arrivare a una revisione complessiva della vicenda».


4 marzo 2010

Swisscom conferma la fiducia all’amministratore delegato di Fastweb Stefano Parisi. Il numero uno della società svizzera Carsten Schloter dichiara: «La due diligence svolta prima dell’acquisizione non aveva rivelato alcuna dimensione criminale».


5 marzo 2010

La difesa presenta la prima istanza al Tribunale del riesame contro l’ordinanza di carcerazione.


5 marzo 2010

Claudio Antonelli sul quotidiano Libero analizza l’impatto economico dell’inchiesta sugli azionisti e sul mondo delle tlc: «L’inchiesta può avere il potere di inibire la nascita di una società per le reti con il coinvolgimento di Fastweb – titolare della più estesa e avanzata rete di fibra di tutta Europa – e di altri fondi di investimento italiani, con l’obiettivo di portare la banda larga in giro per l’Italia».


9 marzo 2010

Il GIP respinge l’istanza di scarcerazione.


11 marzo 2010

Paul Betts sul Financial Times: lo scandalo Telecom è un test importante per il sistema giudiziario italiano. «Che materiale riservato circoli liberamente sulla stampa e che gli indagati siano tenuti in carcere senza processo e possano restarci per mesi è “discutibile” ma abbastanza “normale” in Italia. Ma l’idea di mettere in amministrazione controllata, prima di un confronto con il tribunale, una società altrimenti sana pare esagerato. Sarebbe come mandare alla sedia elettrica un indagato per omicidio prima di decidere se le prove contro di lui sono puramente indiziarie o meritano un processo».


16 marzo 2010

Silvio Scaglia si dimette dal Cda di Fastweb. Diranno i legali: «Un gesto che, anche alla luce dell’ipotesi di commissariamento di Fastweb, dimostra la volontà del fondatore di evitare che la sua vicenda giudiziaria possa recare danno, direttamente o indirettamente alla Società».


18 marzo 2010

Il Tribunale del riesame respinge la richiesta di revoca della custodia cautelare in carcere. Le motivazioni («Essendo la gran mole di denaro frutto dell’illecito ancora in circolazione, potrebbe essere reinvestito e far perdere le proprie tracce») non sono però collegate ai capi contestati a Silvio Scaglia che infatti non includono il riciclaggio.


28 marzo 2010

Franco Debenedetti firma un intenso articolo su Il Sole 24 Ore: “Quattro domande su Fastweb”. Perché Fastweb e Telekom Sparkle dovevano per forza essere al corrente della truffa? Perché il nuovo management dovrebbe essere colluso col precedente e quindi rendere necessario il commissariamento? Perché a Scaglia sono stati negati gli arresti domiciliari? Perché la truffa Carosello (durata sino al 2006) non è stata individuata prima dagli inquirenti e dagli organismi di controllo?


29 marzo 2010

Scaglia parla dalla cella al Corriere della Sera attraverso i suoi avvocati: «Sono in carcere da un mese ma ho già chiarito tutto. Non vorrei che gli stranieri approfittassero dell’inchiesta: Fastweb non se lo merita».


2 aprile 2010

L’amministratore delegato di Fastweb, Stefano Parisi, si autosospende dall’incarico e apre la strada all’intesa tra società e pm per evitare il commissariamento.


3 aprile 2010

Avvocati e PM raggiungono l’accordo: Fastweb non sarà commissariata.


4 aprile 2010

«Scaglia in carcere solo perché ricco e antipatico» è l’editoriale di Maurizio Belpietro su Libero a 40 giorni dall’arresto. «Se i PM hanno elementi contro Scaglia così schiaccianti, chiedano il processo e lo facciano condannare, ma non si può accettare che la carcerazione preventiva sia diventata una sorta di anticipo di pena se non, addirittura, un sistema d’indagine, un metodo abituale per ottenere prove che non si hanno».


5 aprile 2010

I dipendenti Fastweb testimonial della campagna pubblicitaria per difendere l’immagine dell’azienda: 900 adesioni.


9 aprile 2010

Due pesi e due misure. Nicola Porro su Il Giornale rileva qualche incongruenza e parla di «analisi favorevole» dei PM della posizione di Carlo Micheli (che con il padre Francesco e Scaglia, sono i cofondatori di Fastweb) e di «criteri di abnorme severità giudiziaria per Scaglia e i manager che lavorano con lui». Insomma. Perché Silvio Scaglia non poteva non sapere della truffa e Carlo Micheli, tra l’altro presidente del comitato di controllo interno, no?


12 aprile 2010

Silvio Scaglia interrogato in carcere dai PM.


14 aprile 2010

L’inchiesta soffoca nella culla la newco progettata da Fastweb, Wind e Vodafone per portare la fibra ottica in 15 città e superare il monopolio (e la richiesta di canone) di Telecom sull’ultimo miglio. Annota Walter Galbiati su Repubblica: i vertici avrebbero dovuto incontrarsi il 9 aprile con gli esponenti del Governo, ma le indagini hanno «decapitato» Fastweb.


22 aprile 2010

Il vicedirettore di Panorama Maurizio Tortorella condivide la tesi di Porro e scrive: «Carlo Micheli dice che le operazioni vennero interrotte per sua ferma opposizione e che pagò questa posizione con l’uscita dalla società, ma c’è il verbale del comitato di controllo interno che lo contraddice».


22 aprile 2010

Panorama fa partire un sondaggio online: il 92% delle risposte sono a favore della scarcerazione di Scaglia.


22 aprile 2010

Anche Vittorio Feltri su Panorama contro la custodia cautelare in carcere: «Vorremmo conoscere le ragioni per cui in uno Stato di diritto la carcerazione preventiva possa protrarsi per mesi senza che nessuno fiati».


22 aprile 2010

Lettera di Scaglia al presidente di Swisscom Carsten Schloter, in occasione dell’assemblea della società: «Non perdo la speranza. I vertici della società, Fastweb e io stesso, siamo stati vittime di un ben congegnato raggiro».


22 aprile 2010

L’assemblea di Fastweb approva il bilancio 2009: ricavi pari a 1,85 miliardi in crescita dell’8,5% rispetto al 2008. Per far fronte ai rischi legati all’inchiesta accantonati 70 miliardi, che hanno l’effetto di far chiudere i conti con 37 milioni di perdita. Nominato il nuovo Cda: deleghe operative al presidente di Swisscom Carsten Schloter e l’ex Ad Stefano Parisi tra i consiglieri.


22 aprile 2010

Carsten Schloter parla ai giornalisti:

1)      Risultati del primo trimestre in linea con gli obiettivi 2010: sventato il pericolo che l’inchiesta potesse avere ricadute sulla performance commerciale.

2)      Critiche all’ipotesi di aumenti delle tariffe che i nuovi operatori pagano per l’unbundling. «Così non si incentiva Telecom a investire nella rete di nuova generazione».


29 aprile 2010

Ancora Maurizio Tortorella sull’uso della custodia cautelare in Italia: «Scaglia è arrivato a 58, può bastare?».


29 aprile 2010

Titolo: “Il sospetto che i magistrati facciano troppa ammuina”. Un articolo di Peppino Caldarola sul Il Riformista fa il punto sulle troppe inchieste finite sui giornali e poi rimesse in discussione. A proposito di Scaglia scrive (…) «in galera da settimane senza che l’accusa abbia fatto un solo passo avanti». E Pietro Calabrese su Sette (il newsmagazine del Corriere della Sera) rincara la dose: «Cosa succede al Belpaese?».


30 aprile 2010

«Sarà noioso, ma conviene insistere: perché Silvio Scaglia, fondatore della Fastweb, si trova ancora a Regina Coeli dopo oltre due mesi di carcere preventivo? Non ci sono novità, né nuove accuse e la legge parla chiaro». Anche Andrea Marcenaro su Panorama dedica la sua rubrica «sensi e controsensi» al caso Scaglia.


17 maggio 2010

Il GIP firma l’ordinanza che concede gli arresti domiciliari a Silvio Scaglia su parere positivo dei PM.


19 maggio 2010

A due giorni dalla firma dell’ordinanza, Silvio Scaglia viene trasferito in Valle d’Aosta dove viene sottoposto agli arresti domiciliari nella casa di proprietà della famiglia.


19 maggio 2010

Udienza d’appello contro l’ordinanza del giudice delle indagini preliminari. Il Tribunale del riesame si «riserva di decidere».


22 maggio 2010

I famigliari dell’ex Ad di TIS, Stefano Mazzitelli, e dei manager Massimo Comito e Antonio Catanzariti, tutti e tre detenuti, si rivolgono al Quirinale con una lettera pubblica in cui sottolineano di aver nutrito sempre la convinzione che «la nostra fiducia estrema nella giustizia avrebbe vinto».


24 maggio 2010

In un articolo su www.ilsussidiario.net Sergio Luciano osserva come con Scaglia «I PM romani si sono trovati di fronte a un osso duro. Psicologicamente molto solido, determinato fino all’inverosimile, Scaglia non s’è spostato di un millimetro dalla linea difensiva semplice e radicale che aveva scelto fin dall’inizio: quella della completa estraneità a ogni addebito».


27 maggio 2010

Il senatore del Pdl Luigi Compagna, con un’interrogazione al ministro Alfano chiede che sul caso Rossetti, l’ex direttore finanziario di Fastweb detenuto a Rebibbia, vengano inviati degli ispettori, in seguito «alle gravi dichiarazioni su Sky del PM Capaldo» secondo cui l’imputato nel corso degli interrogatori «non ha fornito elementi utili ad interromperla o comunque ad attenuarne gli effetti».


1° giugno 2010

Il Tribunale del Riesame respinge la richiesta di revoca della custodia cautelare avanzata dalla difesa di Scaglia. La richiesta faceva perno, fra l’altro, sulle novità emerse in seguito all’interrogatorio del fondatore di Fastweb del 12 aprile. Per i legali è una decisione «agli antipodi della legittimità». «Prendiamo atto – aggiungono – che secondo il Tribunale una prova sopravvenuta non può essere esaminata in sede di appello. Il che va in rotta di collisione con la giurisprudenza della Corte di Cassazione».


7 giugno 2010

Dopo la concessione degli arresti domiciliari a Mario Rossetti, ex direttore finanziario di Fastweb, torna a prendere posizione Pier Luigi Celli, direttore generale della Luiss: «Sono molto soddisfatto che anche Mario Rossetti, come Silvio Scaglia, sia uscito da Rebibbia. Ma, detto con franchezza, mi sfugge il motivo per cui i due restino agli arresti domiciliari. Non vedo il rischio di fuga o di inquinamento delle prove».


16 giugno 2010

I magistrati della Sesta Sezione penale della Cassazione, con sentenza 20.560 del 31 maggio precedente, stabiliscono che, di fronte ad un presunto reato commesso in azienda, non è per forza necessario procedere al commissariamento dell’intera società, anche a costo di metterne a repentaglio la stessa esistenza.


24 giugno 2010

Paul Betts sul Financial Times torna sulla vicenda giudiziaria che investe l’ex fondatore di Fastweb scrivendo: «Quest’inchiesta finora  ha prodotto più fumo che arrosto trascinando al tempo stesso nel fango la reputazione di alcune figure autorevoli del mondo degli affari. Come per Scaglia, il quale – continua – ha trascorso gli ultimi quattro mesi in prigione e agli arresti domiciliari senza che sia stata portata una sola prova a suo carico senza speranza di essere rilasciato. Gli inquirenti hanno contestato a Scaglia l’accusa di evasione fiscale e di falsa fatturazione. Eppure dopo tre anni di indagini ed altri quattro mesi passati a setacciare i suoi conti mentre Scaglia era dietro le sbarre l’accusa deve ancora produrre una prova solida».


26 giugno 2010

La Cassazione respinge la maggior parte dei ricorsi contro il regime di custodia cautelare presentati dagli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla frode carosello che ha coinvolto Fastweb e Telecom Italia Sparkle. In particolare, i giudici della terza sezione della Cassazione ritengono legittimi gli arresti domiciliari in val d’Aosta inflitti dal 17 maggio a Silvio Scaglia. Per i legali difensori Corso e Fiorella si tratta di «Un’occasione persa per distinguere le singole posizioni. Scaglia è vittima della truffa. Il “non poteva non sapere”contrasta con i principi della legge. Ci riproveremo al Tribunale del Riesame il 6 luglio».


29 giugno 2010

Sul “caso Fastweb” interviene il vicedirettore del Corriere della Sera, Pierluigi Battista, scrivendo «Se sono innocenti o colpevoli lo si appurerà nel processo». Ma intanto «la prolungata custodia cautelare è sempre carcere (anche se domiciliare) ma senza condanna stabilita da un verdetto giudiziario. Una sanzione anticipata. Come se i tempi (mostruosamente dilatati della giustizia non tenessero conto dei tempi della persona».


2 luglio 2010

In seguito alla segnalazione di alcuni avvocati, la Camera Penale di Roma si attiva sui motivi per cui il GIP Aldo Morgigni risulta occuparsi del solo fascicolo Telecom Sparkle – Fasweb, sebbene la prima l’assegnataria, la dr.ssa Paolicelli, sia rientrata nelle sue funzioni dopo un’assenza che l’ha vista commissaria d’esame al concorso dei magistrati.


6 luglio 2010

I legali di Scaglia decidono di rinunciare a presenziare all’udienza (peraltro rinviata) di appello presso il Tribunale del Riesame contro l’ordinanza con cui il GIP Aldo Morgigni, pur concedendo gli arresti domiciliari al fondatore di Fastweb, ha giustificato la misura cautelativa nei suoi confronti. Prima di affrontare nuovi confronti giudiziali – dicono i legali – meglio aspettare le motivazioni con cui la Cassazione ha respinto la richiesta di cancellazione delle misure cautelari nell’udienza del 25 giugno.


13 luglio 2010

Luigi Manconi, ex sottosegretario alla giustizia nel governo Prodi (2006-2008) prende posizione su l’Unità a proposito sul «silenzio davvero totale – e senza alcun bavaglio berlusconiano – che accompagna, anche a sinistra, l’indagine sull’affaire Telecom Sparkle-Fastweb».


15 luglio 2010

Con una interrogazione al ministro della Giustizia Alfano il deputato radicale Rita Bernardini chiede di intervenire in merito «al mantenimento del ruolo di GIP di Roma, Aldo Morgigni relativamente all’inchiesta Telecom Sparkle – Fastweb». L’On. Bernardini sottolinea come «Morgigni stia continuando ad occuparsi della sola inchiesta Telecom-Fastweb, pur trattandosi di un fascicolo precedentemente assegnato al GIP Paolicelli, rientrata nel frattempo a pieno titolo nelle sue funzioni».


16 luglio 2010

Con una lettera depositata all’ufficio del GIP, alcuni avvocati difensori dell’inchiesta TI Sparkle – Fastweb chiedono che il GIP Morgigni rinunci al suo ruolo in caso di “giudizio immediato”. E preannunciano l’eventuale ricusazione.


17 luglio 2010

Il Tribunale del riesame concede gli arresti domiciliari a Stefano Mazzitelli, ex Ad di Telecom Italia Sparkle e Massimo Comito, dirigente della stessa azienda, entrambi arrestati il 23 febbraio.


21 luglio 2010

Il PM Giancarlo Capaldo, titolare dell’inchiesta TI Sparkle – Fastweb precisa alla stampa che non intende presentare nei giorni immediatamente seguenti la richiesta di giudizio immediato per gli imputati dell’inchiesta.


26 luglio 2010

Scaglia “festeggia” i 5 mesi di custodia cautelare.


6 agosto 2010

La procura di Roma avanza la richiesta di rito immediato nei confronti di Silvio Scaglia e di altri 36 indagati. Diverse memorie dei difensori degli imputati eccepiscono l’assenza della prova evidente, come previsto dall’articolo 453/1 bis del c.p.p.


10 agosto 2010

Con due diversi provvedimenti il GIP Maria Luisa Paolicelli accoglie la richiesta di giudizio immediato avanzata dalla Procura di Roma per 37 degli indagati del caso Telecom Sparkle – Fastweb. Il GIP ha accolto la richiesta non in base alla presenza della «prova evidente» ma per il fatto che Scaglia e altri manager si trovano «in stato di custodia cautelare» come prevede l’ordinanza sulla base di «una nuova ipotesi di giudizio immediato con caratteristiche proprie ed autonome rispetto a quella originaria». La prima udienza è stata fissata per il 2 novembre presso la Quarta Sezione penale collegiale del Tribunale di Roma. Entro il 30 settembre Scaglia potrebbe, però, scegliere il rito abbreviato.


12 agosto 2010

Il GIP Paolicelli, su invito della Procura, si corregge: anche Antonio Catanzariti, ex manager di Telecom Italia Sparkle, dovrà essere processato con il rito immediato e non, come già deciso, con rito ordinario: per il difensore, l’avvocato Nino Marazzita, è «un provvedimento abnorme» contro cui ha annunciato il ricorso in Cassazione.


13 agosto 2010

Lucia Annunziata, giornalista ed ex presidente della Rai, interviene sul caso dell’ex presidente di Fastweb. «Silvio Scaglia – scrive l’Annunziata –, per cui ho lavorato in un entusiasmante periodo in cui la rete credeva nell’informazione e di cui ancora oggi penso che sia una delle migliori menti italiane, è stato un indagato esemplare. La sua fiducia nella giustizia, è la mia. Il suo comportamento da solo lo definisce come una persona perbene».


25 agosto 2010

Scadono i sei mesi di custodia cautelare per Silvio Scaglia: è il limite massimo previsto dalla legge per il reato associativo, ma il ricorso al giudizio immediato su richiesta dei PM ha fatto ripartire da zero il conteggio dei termini degli arresti fino ad un nuovo massimo di ulteriori 365 giorni.


27 agosto 2010

Il GIP feriale del tribunale di Roma, dopo la richiesta dei legali difensori di attenuare le rigide condizioni della custodia cautelare di Silvio Scaglia, concede all’ex fondatore di Fastweb di accedere al balconcino di casa e passeggiare nel giardino intero all’abitazione.


30 agosto 2010

È disposto il giudizio immediato anche per l’ex senatore del PdL Nicola Di Girolamo che per Marco Toseroni, collaboratore di Gennaro Mokbel. Sia l’ex senatore che Toseroni sono coinvolti anche nell’inchiesta stralcio su alcune operazioni anomale della Digint, società partecipata da Finmeccanica.


3 settembre 2010

Quanto può durare in Italia la carcerazione preventiva? E quanto senza che si trasformi in uno strumento di tortura? Se lo chiede il vicedirettore Maurizio Tortorella, su Panorama, dopo aver fatto il bilancio dei sei mesi di custodia cautelare inflitta a Silvio Scaglia.


9 settembre 2010

Dai verbali dell’inchiesta una prima importante conferma dell’estraneità del fondatore di Fastweb. Silvio Scaglia? “Mai visto e conosciuto”. Sono le parole che Carlo Focarelli pronuncia davanti ai PM che lo interrogano il 24 maggio scorso. E i legali di Silvio Scaglia dichiarano: «Non fu Scaglia ad avviare l’operazione Phuncards».


10 settembre 2010

La verità, prima o poi, viene sempre a galla: «Affaire Phuncards: Scaglia estraneo» (Repubblica). Oppure: «Non fu Scaglia ad avviare le operazioni Phuncards» (Il Sole 24 Ore). O ancora: «Focarelli ai PM: mai visto Scaglia» (MF).


13 settembre 2010

Alcuni avvocati depositano la richiesta di poter visionare il materiale cartaceo relativo agli interrogatori condotti dai PM. Dal 15 settembre cominceranno a decorrere i termini previsti dal c.p.p. (15 giorni) per gli imputati che decideranno di richiedere il patteggiamento o il rito abbreviato. Dal 16 settembre è atteso il rientro al lavoro del GIP Paolicelli; il 27 settembre per numerosi indagati potrebbe essere un giorno importante: il Tribunale del Riesame sarà infatti chiamato a decidere su diverse istanze di libertà richieste dai legali, ma in passato rigettate dal GIP Morgigni.


18 settembre 2010

Nicola Di Girolamo, coinvolto nella “truffa carosello”, esce dal processo. L’ex senatore ha concordato con la Procura di patteggiare una pena di 5 anni e di restituire 4 milioni e 700mila euro, provento dell’attività di riciclaggio a lui destinato. Scaglia, in attesa di poter dimostrare la propria innocenza al processo, non ha nemmeno preso in considerazione l’ipotesi del patteggiamento.


27 settembre 2010

Il Tribunale del Riesame (sempre gli stessi, per la terza volta) hanno respinto la revoca degli arresti domiciliari per il fondatore di Fastweb: Silvio Scaglia deve rimanere agli arresti e «senza contatti con gli altri». Anche perché – dicono i magistrati – da grande esperto di tlc, potrebbe mettersi al servizio di «altre illecite iniziative, ovvero in attività di consulenza».


30 settembre 2010

Scade il termine per presentare le richieste di patteggiamento prima dell’inizio del processo per la “Frode Carosello” che coinvolgerà, dal 2 novembre, anche gli imputati “telefonici” (l’ingegner Scaglia e diversi manager di Fastweb e di Telecom Italia Sparkle). Ha concordato il patteggiamento (su cui dovrà pronunciarsi prossimamente il GIP), oltre a Nicola Di Girolamo (5 anni di reclusione e 4 milioni e 800 mila euro), anche Simone D’Ascenzo, accusato di aver trasferito all’estero somme di denaro (3 anni e due mesi).


1° ottobre 2010

Il GIP allenta ulteriormente le condizioni degli arresti domiciliari di Scaglia che avrà la facoltà di uscire dalla casa di Antagnod per due passeggiate settimanali della durata di due ore ciascuna e di comunicare con due manager del suo gruppo imprenditoriale. Prevista anche la possibilità di incontri di persona nella residenza degli arresti dell’ingegnere.


7 ottobre 2010

A colloquio con Monica Aschei Scaglia. «L’ingiustizia subìta non ha cambiato i suoi principi», ci racconta la signora Monica, sua unica portavoce con il mondo esterno fino all’inizio di ottobre quando il GIP, assieme alle due uscite nei boschi di Antagnod, ha anche autorizzato le comunicazioni con due manager del gruppo.


15 ottobre 2010

Panorama dedica al fondatore di Fastweb un’ampia disamina sulle «anomalie» dell’inchiesta giudiziaria che lo vede imputato. Scrive il vicedirettore Tortorella: «Scaglia, in effetti, da oltre sette mesi sta subendo un trattamento particolarmente severo da parte degli inquirenti romani». «Magistrati e giudici – prosegue – gli rimproverano un atteggiamento “scarsamente collaborativo”, ma di fatto Scaglia continua soltanto a dichiararsi innocente».


21 ottobre 2010

“Contrordine” dalla Presidenza del Tribunale di Roma, dopo che è stato segnalato un «vizio di forma» dalla Quarta Sezione penale: la prima udienza non si terrà più il 2 novembre, ma potrebbe già essere verso la fine dello stesso mese. E ad occuparsene non sarà la Prima Sezione penale (non più la Quarta) presieduta dal giudice Giuseppe Mezzofiore.


22 ottobre 2010

Panorama torna ad occuparsi del “caso Scaglia”: dalle cifre mediaticamente gonfiate della “frode”, all’IVA realmente versata da Fastweb, dal girotondo dei GIP alle accuse di «scarsa collaborazione», in un’inchiesta del settimanale i punti oscuri di un’indagine fondata sul pregiudizio.


29 ottobre 2010

Terza puntata dell’inchiesta del settimanale Panorama sulle «anomalie» del “caso Scaglia”: dall’errore che ha costretto il Tribunale a rimandare la prima udienza, ai verbali degli indagati “esterni” a Fastweb: nessuno conosceva o ha mai parlato con il fondatore della società.


30 ottobre 2010

Intervista rilasciata da Monica Aschei Scaglia a Io Donna: «Solo se sei un assassino puoi dire quello che vuoi».


2 novembre 2010

Il Tribunale di Roma ufficializza agli imputati e ai legali lo spostamento del processo dalla Quarta alla Prima Sezione penale. Passaggio obbligato per un «mero errore materiale» con riferimento all’abbinamento «PM-giudice». L’inizio del processo slitta così al 23 novembre.


3 novembre 2010

In inglese il termine gag sta indicare sia una “facezia”, ovvero uno scherzo da non prender troppo sul serio, sia il “bavaglio” che si mette davanti alla bocca. Sfruttando il doppio senso il Financial Times, a proposito del rigido divieto di comunicazione nei confronti dell’esterno (con l’eccezione dei famigliari e dei difensori oltre che di due collaboratori) imposto dai giudici a Silvio Scaglia, parla di rare gag: si tratta senz’altro di un bavaglio di eccezionale severità, che non trova ragion d’essere giuridica, ma anche di una sorta di “scherzo” inflitto allo Stato di diritto.


9 novembre 2010

Si conclude il passaggio del fascicolo processuale dalla Quarta alla Prima Sezione penale del Tribunale di Roma. Confermato il 23 novembre per la prima udienza.


11 novembre 2010

Dagospia: «Sono troppe le storie di imprenditori che vengono sbattuti sui giornali per un paio di giorni e poi finiscono nell’oblio. Nessuno ad esempio riesce a capire se Silvio Scaglia, il manager di Fastweb, sia ancora agli arresti domiciliari nella sua villa in Val d’Aosta che guarda il Monte Bianco». E Claudio Borghi su Il Giornale – a proposito del sequestro disposto dalla Procura di Milano di un’area contigua agli spazi previsti per l’Expo 2015 per il sospetto di inquinamento – scrive: «Può essere che questa volta la Procura abbia ragione e i danni ci siano, ma è un fatto che questo potere di invasività economica dell’autorità giudiziaria legato ad una mancanza di responsabilità per il suo operato spaventa molti imprenditori che pur vorrebbero investire in Italia. Si pensi per esempio alla carcerazione di Silvio Scaglia ed addirittura al ventilato commissariamento di Fastweb: quando (e se) si arriverà a sentenza per quei fatti? Chi aveva ragione?».


16 novembre 2010

Presa di posizione dell’Ad di Swisscom, Carsten Schloter, sulla vicenda giudiziaria che vede coinvolta la società fondata da Silvio Scaglia: «La vicenda giudiziaria che ha coinvolto Fastweb non ha provocato danni di immagine». Ma non solo: «Non abbiamo riscontrato nessuna irregolarità nella gestione interna».


17 novembre 2010

Carsten Schloter in un’intervista rilasciata al quotidiano Berner Zeitung: «No, in Fastweb non ho riscontrato alcuna irregolarità durante la mia presidenza». Al contrario, «I problemi sono nati da due dipendenti che apparentemente hanno accettato delle mazzette e che sono stati licenziati all’inizio delle indagini».


21 novembre 2010

A colloquio con Sophie Nicolas Rossetti, moglie di Mario Rossetti, l’ex direttore finanziario Fastweb ai “domiciliari” dal 7 giugno: «Guardo al 23 novembre – dice – con la speranza che il momento della chiarezza si stia avvicinando e finalmente verranno accertate, dove ci sono, le responsabilità».


22 novembre 2010

«Vi ricordate di Silvio Scaglia?». Non è una domanda retorica quella che Alberto Mingardi rivolge dalle colonne de Il Riformista alla vigilia del processo del fondatore di Fastweb. Perché in questo periodo è calata una sorta di congiura del silenzio nei confronti dell’imprenditore, forse perché, suggerisce Mingardi, «dall’inizio delle indagini ad oggi non sono emersi nuovi elementi. Altrimenti lo sapremmo».


23 novembre 2010

Inizia il processo. In aula anche Silvio Scaglia. Le società telefoniche Fastweb e Telecom Sparkle Italia chiedono di esser presenti come parti civile nei confronti dei loro ex dirigenti coinvolti nel processo. Silvioscaglia.it mette a disposizione l’ebook che ha dedicato al fondatore di Fastweb. Il “libro bianco” è scaricabile dal blog.


26 novembre 2010

Maurizio Tortorella ricostruisce su Panorama.it il «regime di silenzio» previsto dall’ordinanza restrittiva del GIP Morgigni fin dal 17 maggio scorso.


2 dicembre 2010

Il blog a colloquio con il professor Giulio Sapelli, docente di Storia Economica all’Università Statale di Milano: «A metà anni Novanta, in aeroporto, Scaglia cercò di spiegarmi le potenzialità del wireless. Riusciva a vedere lontano… ».


3 dicembre 2010

Daniela Ferretti, in Piaggio sotto la guida di Giovannino Agnelli, racconta al blog del suo incontro professionale con Silvio Scaglia. E di come col «suo rigore morale riusciva ad ottenere risultati manageriali, perfino a costo di apparire sconfitto».


6 dicembre 2010

Il ricordo professionale in Piaggio di Ugo Lanfranchi, attuale Ad di Ilpea Messico: «Eravamo così entusiasti che ci demmo appuntamento per il 25 dicembre. Solo dopo ci rendemmo conto che era vacanza».


7 dicembre 2010

Paolo Fontò, attuale Head of Customer Experience in Fastweb, racconta al blog la sua vicenda professionale con Silvio Scaglia, fin dai tempi di Omnitel: «È un manager attento alle persone e attentissimo al merito. E in cima a tutto mette la Customer Care».


8 dicembre 2010

Sul quotidiano Il Foglio, diretto da Giuliano Ferrara, a firma di Carlo Stagnaro: «La vicenda dell’ex capoazienda è paradigmatica della giungla giuridica antimercato».


9 dicembre 2010

Mario Sechi, direttore de Il Tempo interviene sul caso di Silvio Scaglia a pochi giorni dalla ripresa del suo processo nel tribunale della capitale: «Per essere considerato un paese civile, come l’Italia vuole e deve essere, non basta aver giustamente cancellato la pena di morte: occorre anche ripudiare un ricorso alla custodia cautelare che confina con la barbarie».


13 dicembre 2010

Durante l’udienza dell’11 dicembre i difensori degli imputati nel “Processo Carosello” respingono le pretese di TIS, Fastweb, Swisscom Italia e di alcune Amministrazioni di costituirsi come “parti civili”. Il 18 dicembre la decisione del Collegio dei giudici.


18 dicembre 2010

Terza udienza. Parti civili: ammessa solo l’Avvocatura dello Stato. Respinta per “inammissibilità” l’analoga richiesta di Fastweb e TIS. Esclusa anche Swisscom Italia in assenza di “danno diretto”.


21 dicembre 2010

Quarta udienza dominata, come la seconda parte della seduta del 18 dicembre (segnata dalla decisione di respingere la costituzione di parte civile di Fastweb e TIS, nonostante il parere favorevole della Procura), dalle eccezioni di nullità avanzate dalla difesa degli imputati contro la decisione del GIP Paolicelli di concedere, su richiesta della Procura della Repubblica, il rito immediato.


24 dicembre 2010

La Vigilia dei 300 giorni. Alla mezzanotte di oggi, 24 dicembre, scadono dieci mesi esatti da quella notte del 26 febbraio in cui l’ingegnere Silvio Scaglia si è presentato spontaneamente alla polizia giudiziaria all’aeroporto romano di Ciampino per consegnarsi, senza alcun indugio, ai magistrati che indagavano sulla “Truffa Carosello”.


12 gennaio 2011

Quinta udienza. I PM ai giudici: respingete le “eccezioni” delle difese. Ma poi, in subordine, prospettano una separazione processuale per il reato “tributario” e il “delitto associativo”. La replica dei difensori del fondatore di Fastweb: «è il riconoscimento che le nostre eccezioni sono fondate».


17 gennaio 2011

Sesta udienza. I giudici della Prima Sezione penale del Tribunale di Roma hanno respinto quest’oggi le “eccezioni” presentate dai legali delle difese, contro la decisione del GIP Maria Luisa Paolicelli di concedere il rito immediato su richiesta della Procura.


20 gennaio 2011

I giudici della Suprema Corte hanno annullato per la seconda volta il provvedimento del Tribunale della Libertà sulle esigenze di custodia cautelare nel confronti dell’ex manager di TIS Antonio Catanzariti. Ora il Riesame dovrà tornare ad esprimersi. Ma intanto l’avvocato Giaquinto preannuncia: «In una prossima udienza chiederò ai giudici del Tribunale di Roma la revoca dei domiciliari per il mio assistito».


25 gennaio 2011

Giancarlo Mazzuca, deputato del Pdl, ex direttore di quotidiani: «Per Scaglia firmerei anche un manifesto». «Il suo caso sembra già un’espiazione. Rispetto le sentenze, ma dovrebbe andare a processo da persona libera».


26 gennaio 2011

Settima udienza. La difesa di Scaglia: all’attenzione della Corte deve esserci il materiale integrale.


28 gennaio 2011

Slitta l’ottava udienza prevista per oggi, il processo per la “frode Carosello” riprenderà il prossimo martedì 1° febbraio.


1° febbraio 2011

Slitta ancora l’inizio della fase dibattimentale del processo per la “Frode Carosello”. L’ottava udienza, che doveva essere dedicata all’audizione del primo teste convocato dalla Procura, Fabio Arigoni, è stato rinviato per il legittimo impedimento del difensore, impegnato in un interrogatorio di garanzia al tribunale di Napoli. Non si terrà nemmeno l’udienza già prevista per il 3 febbraio prossimo.


2 febbraio 2011

Non vi sono ragioni sufficienti per privare della libertà personale l’ingegner Antonio Catanzariti, l’ex manager di Telecom Italia Sparkle, coinvolto nel processo per la “frode Carosello” e tuttora agli arresti domiciliari. È quanto stabilito dalla Terza Sezione della Cassazione che ieri ha “annullato con rinvio”, per la terza volta consecutiva nel giro di pochi mesi, il provvedimento del Tribunale della libertà che aveva confermato la decisione del GIP, su richiesta della Procura, in relazione alle esigenze di custodia cautelare.


4 febbraio 2011

Panorama Economy dedica un ampio servizio ai “colletti bianchi” del processo per la “frode Carosello”, dando voce ai legali difensori, a quasi un anno di distanza dai provvedimenti di custodia cautelare. Perché, scrive il giornale, «le ragioni per la limitazione della libertà sono scadute da tempo». Mentre sull’intera vicenda «è caduto un inquietante cono d’ombra».


16 febbraio 2011

Ottava udienza: il teste Fabio Arigoni, ex Ad di Telefox e Telefox International, indagato in procedimento connesso, ricostruisce in aula la genesi della “frode Carosello”: «Così Mokbel mi propose di entrare in affari».


17 febbraio 2011

Il quotidiano MF si occupa dell’udienza nella quale Fabio Arigoni ha riconosciuto il suo ruolo all’interno della truffa e indicato i «contatti» a sua conoscenza interni all’azienda.

Istanza di revoca degli arresti domiciliari per Antonio Catanzariti, l’ex responsabile carrier sales Italy di TIS, rivolta direttamente ai giudici del processo per la “frode Carosello”.


18 febbraio 2011

Nona udienza: controinterrogatorio da parte di alcune difese di Fabio Arigoni, ex Ad di Telefox.  Al centro delle attenzioni la telefonata di Carlo Focarelli e dello stesso Arigoni alla sede di Fastweb.


19 febbraio 2011

MF: «Il 25 febbraio sarà già un anno che Silvio Scaglia è agli arresti. L’ex numero uno di Fastweb è ancora detenuto e al processo in corso non sono emerse pistole fumanti sulla sua colpevolezza. Ora forse tornerà in libertà».


22 febbraio 2011

I giudici della Prima Sezione revocano gli arresti domiciliari ad Antonio Catanzariti, già manager di Telecom Italia Sparkle imputato nel processo, con rito immediato, per la “frode Carosello”, torna in libertà.


23 febbraio 2011

La Procura della Repubblica ha dato parere favorevole alla richiesta di rimessione in libertà per l’Ingegner Silvio Scaglia, Mario Rossetti e Roberto Contin. Revocata la custodia cautelare a Comito e Mazzitelli (ex TIS).

Decima udienza: davanti ai Giudici della Prima Sezione penale presieduta dal dottor Giuseppe Mezzofiore è ripreso l’interrogatorio di Augusto Murri, già amministratore della Suade, una società creata appositamente per la gestione delle Phuncard.


24 febbraio 2011

I giudici della Prima Sezione penale del Tribunale di Roma revocano gli arresti domiciliari per Silvio Scaglia.


25 febbraio 2011

Undicesima udienza: Dario Panozzo – ex amministratore unico della società Planetarium Srl, imputato in procedimento connesso in relazione all’operazione “Traffico Telefonico” (2006-2007) – ha ripercorso in sede di esame davanti ai PM le tappe essenziali del suo coinvolgimento, descrivendo (come peraltro aveva già fatto nel corso dei due interrogatori del 6 e dell’11 maggio 2010), i suoi rapporti con Augusto Murri e, successivamente, con Gennaro Mokbel e Carlo Focarelli.


1° marzo 2011

Dodicesima udienza: fase conclusiva del “controesame” delle difese nei confronti di Dario Panozzo ed esame da parte dei PM dell’ex senatore del PdL Nicola Di Girolamo. Nel pomeriggio udienza sospesa, dopo che Gennaro Mokbel è stato colto da malore.


9 marzo 2011

Tredicesima udienza completamente dedicata all’esame dell’ex senatore del PdL, Nicola Di Girolamo. Dopo le domande del PM, è cominciato il controinterrogatorio delle difese. Sotto la lente l’analisi dell’organizzazione e la decisione di entrare in politica. Domani continuerà il controesame del teste da parte delle difese di alcuni imputati.


10 marzo 2011

Quattordicesima udienza. Alla fine dell’istruttoria dibattimentale che ha visto protagonista come teste Di Girolamo, l’ex Ad di TIS ha voluto rilasciare spontaneamente una dichiarazione davanti ai giudici: “Se truffa c’è stata, tra i truffati vanno annoverate anche le società telefoniche perché non avevano visibilità del traffico che transitava sulle loro reti”. Sulla dichiarazione di Mazzitelli, intervenendo in aula, ha aderito anche Silvio Scaglia: “Voglio associarmi – ha sostenuto – a quello che ha detto il dottor Mazzitelli: noi adottiamo lo stesso modello di business”.


11 marzo 2011

Quindicesima udienza. Si conclude, con il controesame delle difese, la testimonianza dell’ex senatore Nicola Di Girolamo ed inizia la testimonianza di Marco Toseroni, imputato in procedimento connesso (e in attesa di patteggiamento), considerato dall’accusa una delle menti finanziarie che avrebbe contribuito ad attivare i canali di riciclaggio dei capitali frutto dell’evasione fiscale. L’esame di Toseroni si è soffermato sulla Woldorf, società appositamente costituita alle Seychelles assieme all’ex senatore Nicola Di Girolamo per «prestare consulenza» all’organizzazione criminale.


16 marzo 2011

Sedicesima udienza. Prosegue il racconto di Marco Toseroni. L’udienza è stata dedicata a ricostruire la sorte dei capitali, tra i 15 e i 16 milioni, prima parcheggiati da Toseroni nelle banche di Hong Kong, poi finita a Singapore, sotto la supervisione di uno stimato professionista asiatico, l’avvocato Chandra.


23 marzo 2011

Ad un mese dalla scarcerazione, Mario Rossetti, ex direttore finanziario di Fastweb, racconta al blog la sua esperienza di detenuto: «Cerchi di pensare a quello che hai e nessuno ti può togliere, come la tua famiglia». E aggiunge: «Grazie di cuore a tutti coloro che mi sono stati vicini e solidali».


26 marzo 2011

Diciassettesima udienza. In attesa di Crudele, continua la sfilata dei testi. E Mokbel protesta contro il calendario troppo fitto: «Siamo esseri  umani. Questo calendario di udienze è troppo fitto, per me è diventato insostenibile. Così non ce la faccio». L’udienza ha registrato le testimonianze del gioielliere Massimo Massoli, che ha parlato di alcune transazioni su diamanti e pietre preziose ad Anversa e su alcuni spedizioni in Oriente e di Nathalie Dumesnil, cui si deve l’invio di alcuni bonifici per conto dell’organizzazione, da Hong Kong. Si è invece avvalso della facoltà di non rispondere Fabrizio Caccetta, amico di Augusto Murri.


28 marzo 2011

Diciottesima udienza. Davanti ai magistrati Giuseppe Crudele, l’ex funzionario di Fastweb che ha curato il rapporto con Carlo Focarelli. L’ex responsabile del settore Vendita e Servizi Voce di Fastweb: «L’idea era di Carlo Focarelli. Mi era stato presentato da Bruno Zito, mio diretto superiore in Fastweb. Focarelli era una persona arcinota in Fastweb, era considerato un cliente Vip, era un consulente di società che avevano fatto business con Fastweb sin dal 2001, affari significativi sia per fatturato che per margine di guadagno. La promessa iniziale di Focarelli era quella di dividere il compenso delle sue parcelle in tre parti, una per lui, una per me e l’altra per Zito».


30 marzo 2011

Diciannovesima udienza. Inizia il controesame di Crudele. Al vaglio delle difese le affermazioni dell’ex dipendente Fastweb, Incalzato dalle difese al controesame, l’ex responsabile del settore Vendita e Servizi Voce di Fastweb ammette di aver “taciuto” in azienda su Focarelli e sul traffico generato in modo fittizio: solo lui era a conoscenza che il traffico venisse simulato attraverso macchinari. Mentre la società registrava e vedeva soltanto minutaggio regolare.


31 marzo 2011

Ventesima udienza. Con una dichiarazione in aula, al termine del controesame di Crudele, il fondatore della società ha contestato le affermazioni dell’ex manager sul presunto stato di crisi aziendale: «Al contrario – ha detto Scaglia – il 2004 e il 2005 erano un momento di grande sviluppo. Sono state assunte in quel biennio 1500 persone e realizzati investimenti per un miliardo di euro. In più era stato approvato un piano di altri tre miliardi di investimenti per arrivare ad estendere la rete alla copertura nazionale».


7 aprile 2011

Fattore Umano: inaugurato sul blog uno spazio per raccontare le storie di “ordinaria ingiustizia” dentro le carceri nell’Italia di oggi


8 aprile 2011

Ventunesima udienza. Archiviata la deposizione di Giuseppe Crudele, il processo per “l’Iva telefonica” è proseguito con l’esame di alcuni testi, imputati in procedimenti connessi, ascoltati in merito alla posizione del maggiore della Guardia di Finanza Luca Berriola.


13 aprile 2011

Ventiduesima udienza. Interrogatorio di Barbara Murri e Mirko Pontelini, due testi legati, per ragioni diverse, all’attività di Gennaro Mokbel. Slitta al 27 aprile l’esame di Maurizio Laurenti.


15 aprile 2011

Il Blog mette a disposizione dei lettori, nella sezione L’angolo di Vincino, un’altra parte di questa produzione artistica e civile, che viene da lontano.


16 aprile 2011

1 anno di blog.


18 aprile 2011

Otto giovani per dare ritmo al Paese: «quasi tutti escono dalla scuola McKinsey». E c’è anche Silvio Scaglia. È quanto si legge su Panorama Economy nell’ambito dell’inchiesta che il settimanale dedica al “ribaltone” di Trieste che ha visto l’uscita di scena di Cesare Geronzi dalla presidenza delle Generali.


19 aprile 2011

L’ex Ad di TIS racconta al blog il trattamento subito da “presunto innocente”: «È mai possibile – dice – arrivare al colloquio di garanzia col Gip senza l’assistenza di un avvocato, con davanti un’ordinanza di 2000 pagine e un fascicolo di 200.000?». «Devo ringraziare – aggiunge – il sostegno dei compagni di cella e le guardie. E poi gli amici e i conoscenti che mai hanno dubitato di me».


21 aprile 2011

Una lettera al direttore del settimanale Tempi ricostruisce alcuni aspetti della vicenda carceraria del fondatore di Fastweb. In particolare, ricordando ciò che scrisse la moglie Monica Aschei Scaglia il 14 maggio 2010 al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Una “corretta” precisazione verso un articolo comunque esemplare, di quelli che si vorrebbe leggere più spesso, su come funziona la custodia cautelare (pena preventiva?) nel nostro Belpaese.


23 aprile 2011

Prime assoluzioni e patteggiamenti davanti al Gup che respinge l’accordo per Di Girolamo.


27 aprile 2011

Ventitreesima udienza. Tutti assenti, con diversa motivazione, salvo Fabrizio Soprano, guardia di Ps, chiamato a rispondere sul trasporto di alcuni valori da una gioielleria di Mokbel. Prossima udienza il 29, poi dal 3 maggio al via le deposizioni dei “verbalizzanti”, a partire dal capitano della GdF Luca Meoli.


29 aprile 2011

Ventiquattresima udienza. Anche Massimo Micucci esce dal carcere. Dopo la dichiarazione spontanea in aula: «Io, in cella da 14 mesi, senza esser interrogato».


3 maggio 2011

Venticinquesima udienza. Inizia l’esame di un teste-chiave dell’accusa: il capitano della Guardia di Finanza Luca Meoli che a suo tempo diresse le indagini sull’evasione dell’Iva attraverso l’uso delle Phuncard e del traffico telefonico.


5 maggio 2011

Ventiseiesima udienza 26. Continua l’esame del capitano della GdF Luca Meoli. Phuncard: non fu Fastweb a evadere l’Iva. Il mancato versamento, semmai, sarebbe attribuibile a Cmc o a Telefox. Ma Focarelli replica: noi abbiamo pagato e c’é la prova documentale.


17 maggio 2011

Ventisettesima udienza. Prosegue la testimonianza del responsabile delle indagini: Il capitano Meoli affronta il “Traffico telefonico”. L’ufficiale responsabile delle indagini, del resto, si è limitato a ribadire, in maniera assai analitica, le risultanze del lavoro delle Fiamme Gialle.


23 maggio 2011

Ventottesima udienza. Il capitano Meoli entra nei dettagli del “Traffico telefonico”: Fastweb non poteva conoscere l’identità dei clienti del traffico telefonico, sia a monte che a valle della catena. Inoltre, la società ha regolarmente versato l’Iva di sua competenza.


25 maggio 2011

Ventinovesima udienza. Si avvia verso la fine la lunga ed analitica testimonianza del capitano della Guardia di Finanza Luca Meoli. Il teste ha illustrato, con dovizia di particolari e di tabelle, i percorsi finanziari del denaro movimentato dal “traffico telefonico”. E a sorpresa spunta un video con Zito e Crudele ad Hong Kong.


30 maggio 2011

Trentesima udienza. Inizia il controinterrogatorio di Meoli. I legali dei manager tlc puntano il dito su indagini “poco accurate”. Il capitano della GdF ammette che non tutta la posta elettronica interna a TIS (4 cd agli atti) è stata esaminata dagli inquirenti. E su Fastweb, riconosce che fu per primo lo stesso Scaglia a rendere nota ai magistrati l’attività di Audit posta in essere dall’azienda nel 2003. Attività poi, però, divenuta oggetto del “teorema” dell’accusa.


1° giugno 2011

Trentunesima udienza. Termina, con il controinterrogatorio dei PM preceduto da una serie di dichiarazioni spontanee delle parti, la lunga testimonianza (sette udienze di fila) del Capitano della Guardia di Finanza Luca Meoli, responsabile delle indagini sull’“Iva telefonica”.


15 giugno 2011

Trentaduesima udienza. Inizia la deposizione di uno dei testi chiave dell’indagine sull’“Iva telefonica”, il capitano dei ROS Francesco De Lellis, cui toccherà il compito di illustrare l’inchiesta attraverso la trascrizione di una parte dello sterminato materiale raccolto attraverso le intercettazioni telefoniche. Gennaro Mokbel, malato, inizia lo sciopero della fame.


17 giugno 2011

Trentatreesima udienza, interamente  dedicata alla testimonianza del capitano dei ROS Francesco De Lellis. L’ufficiale ha ricostruito l’attività investigativa (compresi i servizi di osservazione e pedinamento e il materiale fotografico collegato) svolta per inquadrare i flussi finanziari collegati alle attività dell’organizzazione che, secondo l’accusa, faceva capo a Gennaro Mokbel con l’obiettivo di capire i meccanismi dell’eventuale riciclaggio.


21 giugno 2011

Trentaquattresima udienza. Durata poco più di due ore, il tempo necessario per verbalizzare le deposizioni di alcuni testi, già convocati a fine aprile. Il primo a presentarsi davanti al Collegio della Prima Sezione penale è stato l’ex poliziotto Paolo Casamenti che ha descritto i suoi rapporti con il maggiore della Guardia di Finanza Luca Berriola. A seguire: Fabrizio Rubini, Francesca Sforza e Giovanni Succu.


24 giugno 2011

Trentacinquesima udienza. Salta il previsto e atteso il controinterrogatorio di Vito Tommasino, il primo e forse più importante accusatore del Maggiore della Guardia di Finanza Luca Berriola. L’imprenditore campano ha infatti disertato il confronto con il controesame dei difensori di Berriola e degli altri imputati.


27 giugno 2011

Trentaseiesima udienza. Concessi gli arresti domiciliari agli ultimi tre imputati del processo “Iva telefonica” ancora in carcere: Luca Breccolotti, Silvio Fanella e Luigi Marotta. La decisione è arrivata poche ore dopo la conclusione dell’udienza, interamente dedicata alla richiesta di sospensione dei termini, così come chiesto dai rappresentanti della Procura. Nel corso dell’udienza, preceduta dalla notizia della scarcerazione avvenuta sabato sorso di Carlo Focarelli, i legali degli imputati avevano sollevato le loro eccezioni alla richiesta della Procura di sospensione dei termini davanti al Collegio della Prima Sezione penale presieduto dal dottor Giuseppe Mezzofiore.


11 luglio 2011

Trentasettesima udienza. Convocati i primi quattro manager della società. “Congelati” intanto i termini di scadenza nei confronti di coloro che si trovano ancora agli arresti domiciliari. Tutti gli imputati alla meno afflittiva misura degli arresti domiciliari. L’udienza è stata caratterizzata dall’ascolto dell’intercettazione di una telefonata, alquanto agitata, intercorsa tra Gennaro Mokbel e Fabio Arigoni. L’udienza è stata interrotta poco dopo le 14 per gli impegni del capitano dei ROS Francesco De Lellis. La sua testimonianza riprenderà solo dopo la pausa estiva per permettere il deposito delle perizie di trascrizione delle intercettazioni telefoniche sul contenuto delle quali il capitano deporrà.


14 luglio 2011

Trentottesima udienza. Ad inaugurare la sfilata dei testi, che si protrarrà per diverse udienze, sono stati: Luca Merzi, responsabile dell’audit dal 2004 e, in questa veste, protagonista dell’audit sul “Traffico telefonico” del 30 novembre 2006 chiesto dal Comitato Direttivo per analizzare a tutto tondo i rapporti legali, fiscali, amministrativi e tecnologici tra gli uffici di Fastweb e le società I-Globe e Diadem Ltd.; Giuliana Testore, all’epoca responsabile dell’Ufficio legale, chiamata ad illustrare le caratteristiche dei contratti con CMC e le modifiche apportate nel tempo; Beverly Farrow, che effettuò l’audit sull’operazione Phuncard.


18 luglio 2011

Trentanovesima udienza. Sfilano i testimoni dell’accusa. Interrogati in aula da PM e avvocati Carlo e Francesco Micheli. Nel pomeriggio l’udienza è proseguita con la testimonianza di Paolo Fundarò. Interrotto a fine giornata l’esame di Fabrizio Casati che continuerà il giorno 20 luglio.


20 luglio 2011

Quarantesima udienza. Si conclude l’esame dell’ex responsabile Wholesale di Fastweb da parte dei PM. Fabrizio Casati risponde anche alle domande delle difese.


25 luglio 2011

Quarantunesima udienza. Continua la sfilata dei testi relativi a Fastweb: l’ex Direttore generale Alberto Trondoli, l’Ad Stefano Parisi, l’allora Responsabile dell’amministrazione e il completamento della testimonianza della ex Responsabile dell’Internal audit.


26 luglio 2011

Quarantaduesima udienza. Giovanni Moglia, direttore Affari legali e regolamentari di Fastweb, chiude le testimonianze del filone della società di Tlc.


28 luglio 2011

Quarantatreesima udienza. Con una giornata di anticipo rispetto al calendario previsto, entra in pausa il processo per l’Iva Telefonica che riprenderà il prossimo 22 settembre. Chiamate a deporre Rosangela Petraglia, ascoltata in quanto responsabile delle Risorse Umane di TIS, e Paola De Nicolais, dirigente del settore Tesoreria di TIS, che si è soffermata sugli aspetti contrattuali del business “Traffico Telefonico”.


22 e 23 settembre 2011

Quarantaquattresima e quarantacinquesima udienza. Alla ripresa del processo la testimonianza dei dipendenti che hanno condotto l’Audit di TIS. «Anche nel caso di servizio generato artificialmente c’è stata un’erogazione effettiva».  E sia i vertici che i dirigenti commerciali “non potevano sapere”. La prossima udienza fissata per il 10 ottobre.


10 ottobre 2011

Quarantaseiesima udienza. I manager di Telecom Italia Sparkle spiegano in aula le caratteristiche del traffico di Acumen – I-Globe.


13 ottobre 2011

Quarantasettesima udienza. «Fin dall’inizio, in Fastweb è stata operata una distinzione tra le attività “core”, cioè quelle che avevano caratteristiche di continuità e di prevedibilità nel tempo, e quelle “non core”», tra cui figuravano anche i «Premium number» o le carte prepagate. Parole di Emanuele Angelidis, già Amministratore delegato di Fastweb, il teste principale dell’udienza di oggi del processo sull’“Iva telefonica”.


14 ottobre 2011

Quarantottesima udienza. A rispondere alle domande del PM sono stati: Oscar Cicchetti, Responsabile delle Strategie di Telecom Italia, Andrea Mangoni, dal 1° luglio 2009 nel gruppo TI a capo dell’Area Administration, Finance and Control & International Development di Telecom Italia e presidente di Telecom Italia Sparkle, Federico Maurizio D’Andrea, all’epoca dei fatti a capo dell’Audit & Compliance Services di Telecom Italia SpA (struttura di controllo interno), e attualmente Responsabile Audit. I tre testi hanno ribadito il comportamento corretto dei vertici e dei dirigenti di TIS a partire dall’amministratore delegato Stefano Mazzitelli. Completata la deposizione di Claudio Castellani, presidente e socio di maggioranza di Intermatica, società che, attraverso Crosscom, affittava gli archi di numerazione ad I-Globe.


17 ottobre 2011

Quarantanovesima udienza. Circa due ore di deposizione per il presidente di Telecom Italia, Franco Bernabè, ascoltato come teste al processo per l’“Iva Telefonica”. «Abbiamo pagato – spiega come battuto dalle agenzie – all’Agenzia delle Entrate (…) 418 milioni di euro (…) non perchè fossimo convinti della correttezza degli accertamenti svolti dalla stessa Agenzia delle Entrate ma perchè il contesto generale ci induceva ad aderire alle pretese erariali. Senza interventi, la Procura aveva minacciato il commissariamento della società e noi intervenimmo per sanare prudenzialmente la situazione riscontrata».


18 ottobre 2011

Cinquantesima udienza. Il traffico gestito dalle società coinvolte nell’inchiesta “Iva telefonica” è stato sempre seguito con attenzione dalle strutture competenti del gruppo come previsto dai processi aziendali di Telecom Italia. A confermarlo è la testimonianza di Carlo Baldizzone, Responsabile Area Amministrazione e Controllo di Telecom Italia Sparkle in qualità di Chief Financial Officer che a sua volta riferiva all’allora Direttore finanziario di TI Enrico Parazzini.


21 ottobre 2011

Cinquantunesima udienza. Esame del maresciallo dei ROS Giovanni De Luca, uno dei più stretti collaboratori del capitano Francesco De Lellis e che ha partecipato alle indagini fin dall’inizio. De Luca ha curato tra l’altro le attività di intercettazioni, compresa, come recita la formula ufficiale, «la loro refutazione nella parte occlusiva» che precede la stesura dell’informativa.


8 novembre 2011

Era prevista oggi la ripresa delle testimonianze al processo sull’“Iva telefonica” che si celebra presso la Prima Sezione penale del Tribunale di Roma, ma un membro del Collegio giudicante, la dottoressa Alessandra Cupone, è stata costretta a dare forfait. Il «Collegio precario», come viene definito in questi casi in linguaggio giuridico, si è così aggiornato a nuova data. Per lo stesso motivo è stata cancellata l’udienza già prevista per giovedì 10 novembre. Il rinvio è destinato a protrarsi fino al giorno 22 perché la settimana prossima, dal 14 al 18, è prevista l’astensione dalle udienze indetta dalle Camere Penali. Il Presidente della Prima Sezione penale, il dottor Giuseppe Mezzofiore, ha aggiunto al calendario una nuova udienza, fissata per il 5 gennaio 2012.


22 novembre 2011

Cinquantaduesima udienza. Riprende il processo per l’“Iva telefonica” con la testimonianza di Alessandro Fasano, maresciallo capo della Guardia di Finanza, e del maresciallo dei ROS Giovanni De Luca. I due militari hanno ricostruito in aula gli estremi delle intercettazioni telefoniche e delle caselle di posta elettronica. L’udienza che ha consentito di esaurire una serie di incombenze tecniche, che verranno completate con la seconda parte della testimonianza del capitano De Lellis, in una delle udienze di dicembre. Il processo ripartirà il 5 dicembre con la seconda parte della deposizione di Gianfranco Ciccarella.


5 dicembre 2011

Cinquantatreesima udienza. Per Ciccarella,Responsabile dal 2005 dell’area Network di TIS, i controlli svolti da Telecom Italia Sparkle sul tipo di traffico erano tranquillizzanti, non vi era evidenza oggettiva per dire che lo stesso traffico fosse reale o falso. Cosa possibile solo in Arabia Saudita.


6 dicembre 2011

Cinquantaquattresima udienza. Iniziata con la deposizione del maresciallo capo della Guardia di Finanza Alessandro Fasano, che ha illustrato i criteri di identificazione dei soggetti intercettati nel corso delle indagini, collegandoli alle diverse utenze telefoniche in uso variamente intestate a persone fisiche e società. Il capitano dei ROS Francesco De Lellis ha invece spiegato alcuni passaggi delle indagini, in esito ai vari ascolti, chiarendo come i contenuti di alcune intercettazioni motivassero possibili pedinamenti o altra attività della polizia giudiziaria.


7 dicembre 2011

Cinquantacinquesima udienza. La descrizione delle attività investigative, compresi gli appostamenti e i pedinamenti effettuati in Italia e all’estero. In particolare in Francia, Svizzera e Inghilterra. A rispondere alle domande del Pubblico ministero Bombardieri, ancora il capitano dei Ros Francesco De Lellis.


12 dicembre 2011

Cinquantaseiesima udienza. In aula ancora il capitano De Lellis. L’ufficiale ha riepilogato il contenuto delle intercettazioni svolte nel corso delle indagini per appurare il senso delle attività del gruppo che, secondo l’accusa, faceva riferimento a Gennaro Mokbel.


13 dicembre 2011

Cinquantasettesima udienza.Prosegue la testimonianza del capitano De Lellis. In aula due testi sentiti per rogatoria. L’ufficiale ha ripercorso altre tappe della delicata indagine tesa ad appurare i canali del presunto riciclaggio di capitali (per ora sfuggiti all’identificazione ed al successivo recupero) da parte dell’organizzazione che, secondo l’accusa, faceva capo a Gennaro Mokbel.


14 dicembre 2011

Cinquantottesima udienza. Interrogato Nicola Carlo Luciani, il consulente che ha venduto De Chirico e Botero a Micucci. Slitta la testimonianza del capitano De Lellis, non presentatosi per malattia.


16 dicembre 2011

Cinquantanovesima udienza. Davanti al Collegio presieduto da Giuseppe Mezzofiore, si è svolto l’esame del teste Claudio Francesco Ceriani, collaboratore della società elvetica Comitex SA già sentito a seguito di una commissione rogatoria internazionale presentata della Procura di Roma nel 2010 in sede di indagini preliminari. Assente anche oggi, sempre per malattia, il capitano dei ROS Francesco De Lellis. Il Tribunale ha comunicato la cancellazione dell’udienza del 5 gennaio che slitterà al 23 febbraio. Il proseguimento dell’esame del capitano De Lellis dovrebbe svolgersi secondo la scaletta prefissata il 10 gennaio 2012.


10 gennaio 2012

Sessantesima udienza. In aula, presso la Prima Sezione penale del Tribunale di Roma, il capitano dei ROS Francesco De Lellis per il  proseguimento del suo esame da parte dell’accusa.


12 gennaio 2012

Sessantunesima udienza. Brevissima. Il proseguimento dell’esame da parte dell’accusa del capitano dei ROS Francesco De Lellis è stato infatti interrotto anticipatamente e rinviato. Annullata l’udienza del 13 gennaio. Si riparte il 17.


17 gennaio 2012

Sessantaduesima udienza. Si avvicina al primo giro di boa il processo sull’“Iva Telefonica” in corso presso la Prima sezione penale del Tribunale di Roma. Il PM Giovanni Bombardieri, infatti, ha annunciato che la pubblica accusa si limiterà a chiedere la testimonianza del Maresciallo Capo della Guardia di Finanza Pietropaolo Leccese o, in caso di suo ulteriore impedimento, del Maresciallo Capo delle “Fiamme Gialle” Alessandro Fasano. La prossima udienza è fissata per il 23.


23 gennaio 2012

Sessantatreeisma udienza. Al via una nuova tranche della testimonianza del Capitano dei ROS Francesco De Lellis. La deposizione è stata però interrotta per motivi di servizio dell’ufficiale che si ripresenterà in aula solo alla fine di febbraio. De Lellis ha solo risposto ad alcune domande rivoltegli dal difensore dell’imprenditore Massimo Micucci. L’ultima parte dell’udienza è stata invece dedicata alla testimonianza del Maresciallo Maggiore dei RIS Paolo Palombo, esperto di grafologia, che ha esposto i risultati della perizia calligrafica su alcune schede elettorali.


24 gennaio 2012

Sessantaquattresima udienza. Stefano Mazzitelli e Massimo Comito, intercettati dalla GdF esattamente il 28 giugno 2007 non parlavano di Luigi Marotta, uomo legato a Focarelli, ma di Giuseppe Marotta, rinviato a giudizio per bancarotta fraudolenta insieme a due dirigenti di Telecom Italia. In pratica commentavano un articolo de Il Sole 24 Ore uscito proprio quel giorno. Eppure lo scambio di persona ha sorretto – per PM e GIP – l’atto di accusa verso i due manager tlc nell’ordinanza di custodia cautelare.


27 gennaio 2012

Sessantacinquesima udienza. L’ex AD di TIS, Stefano Mazzitelli, ricostruisce le modalità del business, il complesso dei controlli interni ed esterni e della dichiarazione Iva che, nel maggio 2008, passò al vaglio dei nuovi vertici di Telecom. Finalmente il manager ha avuto modo, in cinque ore di interrogatorio tra accusa e difesa, di poter tracciare un quadro completo del business del traffico telefonico in ogni suo aspetto, compreso il capitolo dei controlli effettuati dall’interno e dalla casa madre da fiscalisti, comitati di controllo, verifiche ai sensi della 231 e attività del collegio sindacale.


6 febbraio 2012

Udienza annullata. Il Tribunale di Roma è chiuso causa “maltempo”. Slitta a domani l’audizione dell’ex AD di Telecom Italia Sparkle Stefano Mazzitelli.


7 febbraio 2012

Sessantaseiesima udienza. La Procura della Repubblica, al contrario di quanto chiesto nell’ultima seduta del processo, ha rinunciato a proseguire l’interrogatorio di Stefano Mazzitelli, ex AD di Telecom Italia Sparkle. L’udienza ha così registrato solo la prosecuzione del controinterrogatorio del Capitano dei ROS Francesco De Lellis. Ma l’udienza è anche servita a fare il punto sulle attività che sia in Telecom Italia Sparkle che presso Telecom Italia sono scattate non appena è emerso il rischio di possibili profili di responsabilità fiscale per l’azienda dopo l’avvio delle indagini della Guardia di Finanza.


9 febbraio 2012

Sessantasettesima udienza. In Aula Massimo Comito, già Responsabile commerciale per l’Europa di Telecom Italia Sparkle: le intercettazioni avrebbero permesso di accertare la presenza di contenuti audio/video nel traffico telefonico ampiamente documentato con i CDR (Call Detail Record, ndr.) consegnati da TIS alla GdF. I PM si sono riservati di proseguire l’interrogatorio di Comito nell’udienza di lunedì 13 che proseguirà con la testimonianza del Capitano Francesco De Lellis. Solo martedì 14 dovrebbe prendere il via l’esame di Antonio Catanzariti, l’ex Responsabile Carrier Sales Italy di TIS.


13 febbraio 2012

Sessantottesima udienza. Lunga udienza dedicata al Capitano dei ROS Francesco De Lellis. La prima parte della lunga testimonianza, che si è conclusa solo alle 16, è stata assorbita dall’esame del Pubblico Ministero Giovanni Bombardieri, poi è iniziato il controesame da parte di alcuni difensori.


14 febbraio 2012

Sessantanovesima udienza. In Aula Antonio Catanzariti. L’ex manager di TIS presenta mail e documenti. «Non ho avuto alcun sospetto anche dopo la visita alla sede di Acumen». Fissato il calendario, saltano le udienze del 17 e 23 febbraio.


16 febbraio 2012

Settantesima udienza. Si conclude, con l’ultima parte dell’interrogatorio di Massimo Comito, già Responsabile commerciale per l’Europa di TIS, il ciclo di testimonianze dei manager Telecom Italia Sparkle coinvolti nel processo per l’“Iva Telefonica”. In Aula Comito ha ribadito che le operazioni contestate, viste dall’azienda, non presentavano alcuna criticità.


7 marzo 2012

Settantunesima udienza. Torna libero il Maggiore della GdF. Il processo è ripreso con gli interrogatori di Giovanni Gabriele, Antonio Ricci e Massimo Micucci, mentre Giuseppe Cherubini si è avvalso della «facoltà di non rispondere».


12 marzo 2012

Settantaduesima udienza. In aula, a rispondere alle domande di PM e legali, Massimo Micucci che ha ripercorso le tappe della sua attività professionale e imprenditoriale sia di collezionista che di gallerista d’arte, e l’avvocato Paolo Colosimo che ha descritto i suoi rapporti con Fabio Arigoni, ex amministratore di Telefox Italia e Telefox International, di cui era il legale.


14 marzo 2012

Settantatreesima udienza: esame e controesame del maggiore della Guardia di finanza, Luca Berriola, imputato per associazione a delinquere e atti corruttivi, rispetto ai quali si è sempre dichiarato estraneo.


15 marzo 2012

Settantaquattresima udienza: gli interrogatori di Francesco Fragomeli e Luigi Marotta.


16 marzo 2012

Settantacinquesima udienza. L’esame di Roberto Contin. Interrogato oltre 5 ore dai PM, il manager della società tlc ha ribadito in aula quanto dichiarato nell’interrogatorio del febbraio 2010. L’operazione Traffico Telefonico non destava alcun sospetto.


27 marzo 2012

Settantaseiesima udienza. L’attività effettuata da Fastweb di puro transito del traffico tra le società Diadem e I-Globe rientrava «nell’assoluta ordinarietà». È quanto, con una ricostruzione analitica e puntuale, ha dimostrato Roberto Contin, ex direttore Large Account della società telefonica, nella seconda parte della sua testimonianza al processo sull’“Iva Telefonica”. Dopo la testimonianza di Contin è iniziata l’audizione di Carlo Focarelli che ha ricostruito in aula l’origine dell’operazione.


29 marzo 2012

Settantasettesima udienza. Prosegue l’esame di Carlo Focarelli. Interrogato dal PM Giovanni Bombardieri, Focarelli ha ricostruito le varie fasi dell’attività, compreso il periodo di sospensione del business Phuncard chiesto da Fastweb. Focarelli ha sottolineato che il rapporto tra lui e Fastweb è avvenuto nell’ambito della più assoluta normalità commerciale.


30 marzo 2012

Settantottesima udienza. Continuato l’esame di Carlo Focarelli. Il teste, imputato al processo per l’“Iva Telefonica”, è stato ogetto di un approfondito esame su alcuni aspetti dell’intricata operazione. In particolare, le domande del PM hanno avuto per oggetto i rapporti con Gennaro Mokbel e Fabio Arigoni.


11 aprile 2012

Settantanovesima udienza. Continuata la testimonianza di Carlo Focarelli. Le domande del PM Giovanni Bombardieri si sono concentrate sul capitolo del “Traffico Telefonico”. In particolare, Focarelli è stato chiamato prima a spiegare le relazioni della sua Ubique con le società a monte del business, con un’attenzione particolare rivolta alle trasferte inglesi dello stesso Focarelli. Poi l’analisi si è soffermata sull’attività delle società a valle del “Traffico Telefonico” cioè le italiane I-Globe e Planetarium.


13 aprile 2012

Ottantesima udienza. Si conclude l’esame di Carlo Focarelli ed inizia il controesame dei legali che non continuerà nell’udienza del 17 aprile per impegni pregressi del difensore.


17 aprile 2012

Ottantunesima udienza. In aula l’ingegner Bruno Zito. Nel corso dell’esame, che proseguirà nell’udienza del 23 aprile, l’ex dipendente di Fastweb ha risposto sui suoi rapporti con Carlo Focarelli, a partire dai conti correnti aperti ad Hong Kong da lui e da Giuseppe Crudele, altro dipendente di Fastweb e suo socio in un business estraneo alla società di tlc, fino alla gestione delle Phuncard.


23 aprile 2012

Ottantaduesima udienza. Si completa l’esame dell’ex dipendente di Fastweb Bruno Zito. Nel corso del controesame l’avvocato di Contin chiede chiarimenti sui rapporti con FCZ e sul contratto con Web Wizard.


26 aprile 2012

In aula l’ex Cfo di Fastweb, Mario Rossetti: «L’audit serviva ad analizzare lo stato della società. Io mi occupavo della finanza, non della gestione amministrativa». Rossetti ha avuto finalmente la possibilità di spiegare la sua attività in Fastweb e il suo ruolo rispetto alle operazioni contestate, che non rientravano nell’ambito delle sue competenze. Una testimonianza in un clima di massima linearità come emerge dal fatto che né la difesa di Rossetti né di altri imputati ha ritenuto di dover procedere ad un controesame dopo l’interrogatorio del PM Passaniti che ha preso atto senza obiezioni delle risposte dell’ex Cfo di Fastweb.


2 maggio 2012

Ottantaquattresima udienza. Si è chiusa l’ultima parte della testimonianza di Carlo Focarelli che ha ripercorso nei dettagli le operazioni commerciali contestate, i legami che intercorrevano tra le varie società coinvolte sia nell’operazione Phuncard che nel “Traffico telefonico” oltre che a descrivere i compiti affidati a ciascuna di loro.


4 maggio 2012

Ottantacinquesima udienza. La Prof.ssa Ruggieri, perito di parte degli ex manager TIS, spiega in aula come le presunte anomalie del traffico, rimarcate dai PM, non solo non siano tali ma siano piuttosto tutti elementi coerenti con architetture tecniche, tecnologie e modelli economico-commerciali del business Premium.


8 maggio 2012

Ottantaseiesima udienza. Francesco Armato, successore di Mazzitelli, spiega in aula il ruolo del capo azienda. In aula anche le testimonianze di Stefano D’Ovidio (Capo Ufficio Legale) e dell’ingegnere Mario Pirro (Capo di Ingegneria di Rete e stretto collaboratore di Gianfranco Ciccarella).


10 maggio 2o12

Ottantasettesima udienza. Proseguita la sfilata dei testi chiamati a deporre dalla difesa degli ex manager di TIS. Davanti al Collegio giudicante la Dr.ssa Federica Martini Di Nenna (oggi operante nello staff del CFO di Telecom Italia, all’epoca operante nell’area Amministrazione e Controllo di TIS con responsabilità sul reporting del business Voce e dopo Program Manager dipendente direttamente dal Dr. Mazzitelli) ed il Dr. Vittorio Zinzi, incaricato della regolarità fiscale delle operazioni. Per la difesa di Antonio Catanzariti sono stati sentiti anche i due funzionari commerciali, la Dr.ssa Simona Maga e la Dr.ssa Elisabetta Secchi. Sono inoltre state ascoltate Antonella Giammattei e Olga Montanari, segretarie del Dr. Mazzitelli all’epoca dei fatti e degli altri due AD di TIS che si sono succeduti.


17 maggio 2012

Ottantottesima udienza. In aula i testi presentati dalla difesa di Roberto Contin, Responsabile Large Account di Fastweb: Filippo Vicariotto, Responsabile dell’Ufficio legale di Fastweb; Luigi Gerbi, Responsabile tecnico del settore Operations della Rete; Giorgio Tacchia, Responsabile della pianificazione della Business Unit Large Account.


Photo by flattop341



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