Intercettazioni e precisazioni



Senza lo strumento delle intercettazioni telefoniche “le inchieste sulla sanità o su Telecom-Fastweb non avrebbero visto la luce o, quanto meno, avere il contenuto che hanno attualmente”. E’ quanto ha dichiarato oggi il magistrato Giancarlo Capaldo, Procuratore Aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia, nel corso di un’intervista rilasciata a Sky.


Non vi è dubbio che le intercettazioni telefoniche possano essere uno strumento di straordinaria efficacia per combattere l’illegalità.


Resta il fatto che, in tre anni di indagine su Silvio Scaglia, non risulta una sola intercettazione telefonica da cui emerga un suo coinvolgimento, anche indiretto, nella frode fiscale oggetto delle indagini della procura di Roma.


Giusto per precisare.


15 Commenti a “Intercettazioni e precisazioni”

  • Guido:

    Ci vuole subito la separazione delle carriere, la responsabilità civile e panale dei magistrati (e il referendum pannelliano, stravinto dai si, che fine ha fatto???) e una normativa meno discrezionale.

    Uno non può stare in galera per evitare figuracce al magistrato.
    Le intercettazioni sono un’altra faccia della stessa medaglia: se sono così tanto indispenzabili nelle quantità industriali italiane, come cavolo fanno i poliziotti degli altri Paesi? Dicono i buonisti pro ANM che la nostra situazione è diversa. Vero! infatti si pagano rimborsi per carcerazioni non motivate per oltre i 95% del totale rimborsi giudiziari penali (come silegge da un’articolo su questo blog).

    Certo che a leggere le trascrizioni si possono dare almeno 3-4 interpretazioni diverse, visto che non si sente il tono. e poi…dove sono finiti i riscontri? Come per i pentiti. Ok sentirli, ma una qualsiasi dichiarazione di un dichiarato furfante, perchè deve pesare di più della difesa di un incensurato? Non sarebbe più giusto vietare per legge l’utilizzo delle dichiarazioni dei pentiti non riscontrate da fatti oggettivi? (e se mancano i riscontri niente privilegi….come diceva Falcone).
    Le intercettazioni senza riscontri che cosa sono?

    Una amara conclusione sono le statistiche sui delitti puniti nel nostro Paese….siamo lontani non solo dall’Europa, ma anche da buona parte del terzo mondo.

  • giovanni:

    Il problema delle intercettazioni è solo un problema di responsabilità “a catena” per l’uso di uno strumento che può essere utile se messo in mano ad un serio professionista o letale se consegnato ad incompetenti o, peggio ancora, a persone in malafede. Un po’ come una pistola: mentre accettiamo che la porti un poliziotto, mai vorremmo che essa fosse consegnata ad un criminale.
    Il problema vero delle intercettazioni è che non esiste un sistema che PUNISCA i magistrati (ed i poliziotti, carabinieri, finanzieri, consulenti, periti, ecc.) che ne abusano o che ne fanno un uso smodato.
    Soprattutto per i magistrati si pone un serio problema in termini di RESPONSABILITA’ (civile, penale, amministrativa e contabile) che, mentre vale per tutti gli altri impiegati pubblici, per loro è praticamente esclusa.
    Ma per Silvio Scaglia, come per altre persone perbene che sono rimaste invischiate, LORO MALGRADO, in questa inchiesta-monstre NON c’è un problema di intercettazioni, per quanto fino ad oggi sappiamo.
    Loro non sono stati intercettati, ma sono solo vittime di una pessima indagine, di un sistema giudiziario incapace di fronteggiare con coraggio, “sanare” e “smontare”, nelle pur previste sedi garanzia, i teoremi aberranti di certe Procure. E’ moscio ed inconcludente il sistema dei GIP-Tribunali del riesame, con l’aggravante che eventuali istanze di scarcerazione devono essere proposte… al GIP che ha emesso il provvedimento iniziale!
    Ed allora, forse è proprio necessaria una NETTA separazione delle carriere tra giudicanti e requirenti e, con essa, la previsione di sistemi di valutazione SERI per i magistrati addetti alle Procure e per gli appartenenti alla Polizia Giudiziaria.
    Ci sarebbero meno processi inutili e, soprattutto, avremmo più garanzie per tutti.

  • Bruno:

    Sto iniziando a pensare che si sta parlando ad un muro di gomma (non ai lettori legittimi, ma a quelli che non vogliono leggere) con il rischio di parlarsi e scriversi addosso.
    Aspetto pericoloso perchè crea assuefazione e ripetitività.
    D’altra parte non sta proprio succedendo NULLA e l’unica cosa che cambia veramente e tristemente è quel cronometro che al ritmo di 60 secondi al minuti, 60 minuti all’ora e 24hr al giorno, scandisce questo tempo che aumenta.
    Sta per segnare i 3 mesi, vale a dire UNA stagione meteorologica…
    Una clessidra la cui sabbia sembra non finire mai. :(

  • Bruno:

    Personalmente sono favorevole alle intercettazioni e se, facenti parte di atti pubblici e non coperti da segreti istruttori, che siano comunicate a voce in una conferenza stampa, in un sito, su un foglio di ciclostile o su un giornale non cmabia la sostanza. Ciò che cambia è quando delle intecettazione apprendiamo gli aspetti ludici, cabarettistici o estremamente al di fuori dell’argomento d’indagine. E soprattuto quando quello è ciò che prevale nella pubblicazione.
    Tornare ai vecchi metodi d’indagine come consumare le suole è in parte auspicabile, più che altro per far assaporare a certe persone certe fatiche e difficoltà, ma sappiamo anche che certi reati non si compiono più come un tempo. E i metodi d’indagine si devono evolvere come i tempi.
    Se un tempo due, per parlare, dovevano per forza incontrarsi, e poi anni doopo potevano parlarsi su una linea telefonica fissa, ben identificata e localizzata, oggi con l’uso un cellullare, magari di altri, parlo con chiunque senza muovermi da casa. E non mi beccano. Pensano che sia io, allora mi prendono e mi tengono chiuso finchè non parlo e dico loro quello che non sanno (che esista o non esista)
    E’ qui il problema del caso specifico, nonostante le tecnologie.
    A) non ci sarebbero intercettazioni di alcun tipo nè dirette (lui che parla) nè indirette (tra terzi) che supportino l’indagine. Se mai bastasero le sole intecettazioni a intuire qualcosa.
    B) non ci sarebbero prove e tutto il resto già ampiamente citato qui e quindi già sappiamo ciò che c’è (una teoria) e ciò che non c’è.

    Sul caso di Silvio Scaglia e di Mario Rossetti ed altri, pur consentendolo le tecnologie, non hanno raccolto intercettazioni.
    Pur perquisendo non hanno raccolto mezzo “pizzino”
    Pur avendo fatto un viaggio in Gran Bretagna (per un afternoon tea?, mi viene da pensare ora) il grande inquisitore non ha messo assieme nulla.
    C’è una dichiarazione, anche recente, che Silvio si meritato gli arresti domiciliari (alla faccia, che premio!) perchè avrebbe formnito informazioni (non prove, non ammissioni, si badi bene!)
    Fatto chemi sembra smentito dalla difesa.
    Visto che a quel signore paice fare i processi e le sentenze preventive ed ama i media, sbavatatura comportamentale per sbavatura, allora che ne dice di una bella conferenza stampa tra accusa e difesa?
    Lo so, parrebeb un reality show, è una proposta assurda, non si fa il processo in tv. Giustissimo. Sono il primo a dirlo
    Allora non fanno i proclami, le conferenze stampa per urlare ai 4 ventiche hanno scoperto la più grossa truffa di tutti i tempi…
    Ammetteranno mai che non ci sono le prove di ciò che dicono?
    Ne hanno sull’affaire, ma non su determinati fatti di determinate persone. Ed allora parte il teorema “non può non sapere”, del mescolare fatti e persone diverse, in un unico pentolone per sfamare il popolo assetato di gossips.

  • ignazio:

    Ha SI ragione Cesare! Altro che Atto di Dolore! è più facile “buttarla in caciara” come si dice da quelle parti, perchè il tempo fa dimenticare tutto. Ma non alle vittime e alle loro Famiglie!

  • luisa:

    Penso che Cesare abbia ragione. I “nostri” PM si sono cacciati in un ginepraio e,ammettere errori e’ quanto meno faticoso.
    Convincerli a recitare un ” atto di dolore”? Potrebbe essere un primo passo di umilta’.

  • Giancarlo:

    Fastweb, Wind e Vodafone inaugurano la prima centrale telefonica in fibra ottica a Roma
    Proseguite speriamo che il Sig.re S.B. non vi metta i bastoni fara le ruote (bastone nelle fibre ottiche)

  • sole:

    Grazie alle intercettazioni telefoniche sappiamo tutto di tutti (ma non tutti tutti)Allora da dove cominciare, non capisco!! ovviamente non essendo consapevole di codice penale, qualcuno potrebbe spiegare perche’ci sono 50 persone se non di piu’in carcere preventivo cosi.. aspettano!!chi…?SE non sbaglio sono innocenti fino a prova contraria,quindi dovrebbero essere liberi.INVECE…NO.Chi liberano e condedono gli arresti domiciliari?!Alle 2 materne e dolci maestrine dell’asilo nido di Pistoia,che cosa avranno mai fatto!!!!!Nulla sono solo state riprese mentre picchiavano,maltrattavano bimbi “INDIFESI”a pranzo gli facevano diete apposta per bimbi da zero a 3 anni a base del loro stesso vomito e poi che dire la tv credo sia stata abbastanza eloquente.Quindi la giustizia e’ uguale per tutti????

  • Cesare:

    ma non è il caso che fra tutti, cerchiamo di dare un volto “umano” al Gatto ed alla Volpe in modo da aiutare i Magistrati ad uscire dalla palude in cui si sono cacciati?

  • Talita:

    Messaggio per il signor Giancarlo Capaldo

    A ogni persona che abbia sale in zucca (e magari nessun pelo sulla lingua) interessa più la propria privacy che non la comodità dei magistrati.
    I quali:

    a) sono ben pagati, e non per stare comodi;

    b) contravvengono anche alle vigenti leggi sulla pesca, in quanto usano reti a strascico, andando poi a rovistare se le prede sono utili per ingabbiare qualcuno.
    Soprattutto coloro che si ritiene debbano essere ingabbiati per le ragioni più varie e magari non tutte confessabili;

    c) utilizzano spesso spioni con orecchie più grosse di Echelon, che poi si fanno loro archivi misteriosissimi.

    Orbene, è giunta l’ora – anche se con gravissimo ritardo – che i nostri magistrati, come pure altri generi di inquirenti e/o inquisitori, ricomincino a usare olio di gomito e a consumare le “sette paia di scarpe” di carducciana memoria.

    Ossia indaghino con i vecchi, cari, efficaci metodi d‘indagine tradizionali e POI – solo poi e se necessario – rafforzino le indagini con intercettazioni: autorizzate e limitate nel tempo.

    Le stesse persone di cui sopra non vogliono uno Stato giudiziario e hanno ragione loro: non i magistrati che, fino a prova contraria, agiscono in nome e per conto del popolo italiano.

    E non tocco qui l’argomento della carcerazione preventiva, che è uno SCANDALO tutto nostro e che dovrebbe farci arrossire fino alla radice dei capelli.

    Non tocco neppure la disparità di trattamento tra le varie intercettazioni, per cui è capitato – e non per la prima né per l’ultima volta, suppongo – che quelle relative a determinati personaggi abbiano causato SOLO il trasferimento istantaneo del magistrato che intendeva utilizzarle.

    E allora, signor Giancarlo Capaldo, si occupi piuttosto di aprire la gabbia in cui attualmente sono costretti INGIUSTAMENTE esseri umani che avrebbero tutti i diritti
    a) di non essere blindati, solo perché non vogliono cantare una canzoncina loro imposta;
    b) di essere giudicati in tribunale e non di essere condannanti a una pena preventiva e prestabilita, sulla base del nulla e contro la Legge.

    Grazie per quanto vorrà fare, signor Capaldo.

    • valentina:

      Giusto Talita!!!

    • sonia:

      I magistrati stanno esagerando, con i loro comportamenti da impuniti stanno creando dubbi e perplessità sulla gestione, come definire se non “allegra”, del potere giudiziario. Il fatto è che tutto questo sta saltando agli occhi anche della gente comune che comincia ad avere un atteggiamento critico nei loro riguardi. I magistrati non sono una casta di intoccabili, devono garantire la legalità non mettere in galera persone che 9 volte su 10 poi vengono assolte! E chi sbaglia, deve PAGARE.

    • stefano:

      In questi giorni assistiamo allo stracciamento di vesti del popolo pro-intercettazioni. Leggo di quelle cose da rabbrividire: i magistrati (che si lamentano perché verrebbe tolto loro il giochino che permette di avere il controllo dei media, visto che con quello solleticano i pruriti dei giornalisti) e i giornalisti (cui toccherebbe dover “lavorare” per fare gli articoli di giornale, e avrebbero meno materiale da scopiazzare qua e là). A nessuna delle due categorie interessa la verità: qualcuno disse “la verità vi renderà liberi”, ed è esattamente ciò che i magistrati non vogliono perché se no, loro, come diventano famosi? Se loro non “ingabbiano” e/o “sputtanano”, chi se li fila più?

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Perché un blog?

“Questo Blog è dedicato alla figura di Silvio Scaglia, imprenditore ed innovatore, protagonista di start up (Omnitel, Fastweb, Babelgum) oggi impegnato in nuove sfide come il rilancio de La Perla, marchio storico del made in Italy. E' un luogo di informazione e di dibattito per tutti gli stakeholders (dipendenti, collaboratori, clienti) ma anche comuni cittadini che hanno seguito le vicende in cui Scaglia, innocente, si è trovato coinvolto fino alla piena assoluzione da parte della giustizia italiana.” - Stefania Valenti, Chief Executive Officer Elite World