Caso Scaglia, presto all’esame nuovi elementi


Dopo la sentenza della Cassazione, che ha respinto la richiesta di restituire la piena libertà all’ingegner Silvio Scaglia, merita riproporre all’attenzione pubblica alcune riflessioni.

1)      Di fronte alla Suprema Corte si sono presentate posizioni tra loro diverse. Da una parte, per quanto tra l’altro attiene l’ingegner Scaglia e la società Fastweb, si è di fronte a soggetti che hanno regolarmente versato l’Iva e le imposte dirette,  con la massima tempestività ai sensi di legge. Dall’altra,  ci sono soggetti che hanno riscosso l’Iva approfittando dell’operazione per mettere a punto un sofisticato meccanismo di evasione.

2)      Sia la Procura che il Gip, del resto, avevano già manifestato una posizione differente nei confronti di Scaglia (e di Mario Rossetti, ex dirigente di Fastweb) che si è presentato all’udienza in Cassazione sotto il regime degli arresti domiciliari e non in detenzione come gli altri.

3)       Questa diversità di posizioni non è emersa in molti resoconti di agenzie e di quotidiani che, per vincoli di spazio, hanno finito con il confondere i ruoli dei vari indagati. Si è così avallata  la “sensazione” errata che si è di fronte a due facce della stessa medaglia.

4)        Si è fatto infatti ampio  ricorso all’ argomento  che “Scaglia non poteva non sapere”, non tenendo in debito  conto degli importanti argomenti difensivi che dimostravano il contrario . Silvio Scaglia, al contrario, continua a far rilevare  di essere, al pari di Fastweb, vittima di una truffa ben congegnata che lo Stato, pur disponendo di mezzi  di indagine ben più sofisticati di quelli a disposizione di una spa, ha scovato solo dopo anni di indagini. Ma quattro anni di indagini non hanno permesso di individuare una sola prova solida nei confronti di Scaglia.

5)       Il giudizio della Cassazione si è limitato a valutare gli elementi emersi al momento dell’ordinanza di custodia cautelare. Al contrario rimangono da valutare gli elementi emersi nel prosieguo dell’inchiesta che saranno oggetto della valutazione dei prossimi giudici. Scaglia può guardare a questo appuntamento con la serenità che deriva dal fatto che non sono emersi dati a suo carico in questi mesi. Si deve peraltro  prender atto che, pur non sussistendo rischi di fuga o di inquinamento delle prove, o tantomeno di reiterazione del reato,  Scaglia continua ad essere privato della libertà personale da più di quattro mesi.

6)      Vale, al proposito,  il commento del Sole 24 Ore: possibile che  nessuno,  a partire da Scaglia, “possa attendere il giudizio a piede libero”?

1.251 Commenti a “Caso Scaglia, presto all’esame nuovi elementi”

  • Claudio Gragnani:

    Caro Silvio,
    non passa giorno che non dedichiamo pensieri e riflessioni alla situazione che stai vivendo e, con te, sta vivendo la tua famiglia. Pur con tutto il rispetto che si deve alla magistratura e al lavoro che sta svolgendo per accertare il contenuto di questa megatruffa e assicurare alla giustizia i suoi esecutori, continuiamo a respirare intorno alla tua persona l’odore acre di una situazione kafkiana. Per fortuna molte e autorevoli voci si sono levate a testimonianza del fatto che la persona Silvio non corrisponde in nulla a colui che da tempo si trova privato della sua libertà. E si è puntualmente messa in rilievo da più parti la difficoltà della pubblica opinione a comprendere esurientemente la condizione in cui ti sei venuto a trovare, nonostante il tuo spirito di collaborazione volto al chiarimento della tua posizione non abbia esitato un solo momento a farti prendere la decisione di metterti a disposizione degli inquirenti.
    Pensiamo spesso ai ragazzi e sappiamo che immane compito tu e Monica dovrete sostenere per restituire loro serenità e fiducia per vivere civilmente anche le più gravi avversità. Ma non dubitiamo che la vostra grandissima forza morale e la determinazione di cui state dando ancora una volta prova, riusciranno nell’intento.
    So che questo messaggio è un po’ prolisso, ma oggi il mio stato d’animo amareggiato non riesce a far di meglio.
    Con Maddalena, Cecilia e Emanuele, ti mando e vi mando un grande abbraccio.
    Claudio Gragnani

  • stefano:

    Qui l’unica cosa evidente è il perpetrarsi di un reato che si chiama sequestro di persona a scopo di estorsione.. Tenere in arresto persone per estorcere informazioni a conferma di teoremi che concretamente non sono sostenuti da prove. Questo è, punto e basta. A me sti magistratucoli ricordano tanto i farisei di evangelica memoria: sepolcri imbiancati erano stati definiti, che si nascondevano dietro la Legge per i loro giochini di potere.

  • Massimo:

    Ah! il famoso “non poteva non sapere”! Arma micidiale da puntare contro il “nemico” e invece da dimenticare per l’amico, l’amico dell’amico, il “vicino”, referente di posizioni politiche.
    E non ci vuole una riforma della giustizia in questa sgangherata Nazione? Qualsiasi sia, la situazione non potrà che essere meglio di quella attuale!

  • John Percival:

    This is just a very frustrating process and requires enormous levels of patience by Silvio and his family in addition to his many supporters. I remain hopeful that reason will prevail and he will be released and exonerated. It is astounding the courts can imprison someone over this length of time without any formal charges being brought or evidence presented against him.

    • There is a lot more common sense in ” Common law ” than ” Roman law “.
      The most common misperception : Italy is a nice place, let me tell you it can be real hell !
      There is no such a thing as a ” Justice system ” in Italy.

  • Bruno:

    La mancanza di spazio può essere la causa di alcune versioni degli articoli di stampa,soprattutto della prima ora. Avvallati anche dall’azione P.R. operata dai magistrati con a fianco la gdf.
    Ma non può essere l’alibi per continuare, nei 120 giorni successivi, a mantenere questo binomio indissolubile tra i due gruppo (perchè le analisi fanno velocemente capire che sono due gruppi distinti e non collegati tra loro) chiamati in causa.
    Così è stata la mia sensazione sin dal primo momento.
    Senza fare troppe “indagini”, ma semplicemente leggendo tra le righe di quanto scritto e detto dai media e quanto comunicato dai magistrati.
    L’unico punto di collegamento resta sempre e solo puramente teorico, oltre che essere una supposizione.
    Cioè il “non poteva non sapere”.
    I 6 punti di cui sopra riassumono con ordine e lucidità quanto è chiaro e non è chiaro.
    Una semplice analisi riassuntiva.
    Cosa di cui nessuno, tra inquirenti e “giudicanti” (vale a dire i vari giudici degli appelli, ricorsi ecc) sembra essersene occupati.
    Ognuno intento a svolgere il proprio compitino da bravo burocrate, dall’alto del proprio scranno.
    Come dire – banale esempio – del trattamento di un detenuto: aveva sete, gli abbiamo dato la bottiglia d’acqua, le istituzioni hanno operato bene. Senza chiedersi perchè aveva sete.
    Diranno che non compete a loro, sicuramente è anche vero.
    Ma porre la domanda ai colleghi? Sollevare qualche dubbio?
    Niente. Non ci pensano.

  • giovanni:

    Si, sono sicuro anche io che alla fine la verità vincerà e gli assurdi teoremi della Procura di Roma, smentiti, per vero, dagli stessi atti processuali iniziali, finiranno in un cestino. Ma intanto, quanta sofferenza per persone oneste come Silvio Scaglia, per i loro familiari e per quanti credono nella Giustizia.
    Unica buona notizia: l’Avvocato Marazzita avrebbe ottenuto per l’ing. Antonio Catanzariti, manager di Telecom Italia Sparkle, una sentenza assolutamente favorevole da parte della Cassazione, che obbligherebbe i magistrati di una NUOVA Sezione del Tribunale del Riesame a motivare su tutto il provvedimento. Leggiamo di seguito da Libero.news
    http://www.libero-news.it/articolo.jsp?id=442885

    Roma, 28 giu.(Adnkronos) – Il Tribunale del Riesame di Roma dovra’ esprimere un nuovo giudizio sulla posizione di Antonio Catanzariti, dirigente di Telecom Italia Sparkle coinvolto nell’inchiesta sul riciclaggio di oltre 2 mld di euro. La Cassazione nei giorni scorsi ha annullato con rinvio la decisione del Tribunale del Riesame che giorni fa aveva confermato l’ordinanza di arresto emessa contro Catanzariti accusato di associazione per delinquere transnazionale ed altro. Ora i supremi giudici hanno annullato quella decisione disponendo un nuovo esame della posizione dell’indagato.

    Intanto in attesa che la vicenda venga ripresa in considerazione l’avv. Nino Marazzita ha presentato al gip Aldo Morgigni una richiesta di revoca dell’ordinanza di cui si discute e che nel febbraio scorso aveva portato in carcere insieme con Catanzariti altre 56 persone coinvolte nell’inchiesta.

    28/06/2010

  • Massimo Ferrari:

    Alla fine la verità vincerà !!!

    Massimo Ferrari

  • Cesare:

    Riprendiamo la vicenda dall’inizio, ovvero 4 mesi fa:
    L’affermazione che meglio contestualizza la privazione della libertà personale di ing. Scaglia può essere riassunta nella frase ricorrente già in quel momento: “roba da matti”.

    In aggiunta è opportuno ricordare quanto scritto da Corsera sabato 28 giugno: “… richiesta di lasciare i faldoni a Morgigni benchè il 28 maggio sia rientrata la collega, prima assegnataria del fascicolo.. in quanto adottate rilevanti misure cautelari, di cui si è occupata la cronaca nazionale dei principali quotidiani…” .
    (x brevità non trascrivo l’articolo, ma ne è consigliabile la lettura integrale).

    Se,a Fastweb ed ing. Scaglia,viene finalmente preso atto che sono vittime di una truffa ben congegnata, chi rende conto dei danni materiali e di immagine?.
    Ovvero non è che a Roma ci troviamo nella stessa situazione in cui l’esercito di Carlo VI d’Asburgo venne sbaragliato in territorio italiano e si scrisse il libretto di Betulia Liberata – Lodi al gran Dio che oppresse / gli empi nemici suoi -

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“Questo Blog è dedicato alla figura di Silvio Scaglia, imprenditore ed innovatore, protagonista di start up (Omnitel, Fastweb, Babelgum) oggi impegnato in nuove sfide come il rilancio de La Perla, marchio storico del made in Italy. E' un luogo di informazione e di dibattito per tutti gli stakeholders (dipendenti, collaboratori, clienti) ma anche comuni cittadini che hanno seguito le vicende in cui Scaglia, innocente, si è trovato coinvolto fino alla piena assoluzione da parte della giustizia italiana.” - Stefania Valenti, Chief Executive Officer Elite World