Le vuvuzela del giudizio contro le mura di BP

BABELGUM FILMA LA PROTESTA DELLE VUVUZUELA

C’è anche Babelgum tra i finanziatori che hanno reso possibile la realizzazione del progetto Kickstarter. Cioè l’invio di centinaia di suonatori armati di vuvuzelas sotto il quartier generale della Bp, la compagnia responsabile dell’inquinamento del Golfo del Messico.


L’idea è di Adam Quirk, un video artista, che ha lanciato (anche grazie all’appoggio di Mashable) una sottoscrizione pubblica per sostenere l’iniziativa, con l’obiettivo di raccogliere duemila dollari. Il successo è stato immediato: a meno di 48 ore dal via, sono stati raccolti oltre 6 mila dollari, con la prospettiva di arrivare a 10.000 dollari.


Il risultato è stato reso possibile dall’intervento dei due “Internet mogul”: Ben Huh di The Cheezburger Network ha fornito  1.000 dollari per l’acquisto delle trombe mentre  Babelgum  non solo ha stanziato 2.000 dollari per l’iniziativa ma ha anche organizzato l’invio di una troupe per filmare l’evento la settimana prossima. La produzione video, che sarà immediatamente dopo distribuita sulla piattaforma di Babelgum,  comprenderà, oltre alla cronaca della performance ai piedi della sede del gigante “oil”,  l’intervista ad Adam Quirk  e ad altri volontari dell’organizzazione.


In questo modo Babelgum vuole contribuire ad un’iniziativa che, oltre a produrre l’effetto (indesiderato) di danneggiare le condizioni di lavoro dei dipendenti di Bp, servirà a mantenere alta l’attenzione del popolo di Internet sul disastro ecologico provocato dalla compagnia.


6 Commenti a “Le vuvuzela del giudizio contro le mura di BP”

  • Talita:

    Premessa:
    Chiedo scusa alla Redazione per l’OT, ma un minimo di sano realismo non può fare che bene al blog.
    Neanch’io voglio buttarla in politica.
    Voglio buttarla sulla REALTÀ dei fatti.

    Tra i manifestanti aquilani che hanno fatto kasino a Roma, cercando di forzare i blocchi delle forze dell’ordine a piazza Venezia, in Via del Corso e davanti a Palazzo Grazioli – capitanati dal cosiddetto sindaco Cialente e applauditi da Bersani & Di Pietro – la Digos ha individuato molti individui appartenenti ai centri sociali e alle realtà antagoniste romane.

    Attenzione, prego!
    Per il momento ha individuato i centrosocialari de Roma in quanto ben noti alle forze dell‘ordine.
    Per gli altri centrosocialari aquilani (?) l‘indagine continua, setacciando i video disponibili.
    Gli altri vocianti – FORSE dell’Aquila – sono stati utilizzati pressappoco come “scudi umani”,

    Comunque, al momento risultano due denunciati, di cui purtroppo i giornali hanno citato solo le iniziali:
    1) M.E. di 39 anni – RESIDENTE A PESCARA e promotore della manifestazione, denunciato per inosservanza dei provvedimenti della polizia, in quanto la kermesse si è svolta senza tenere conto delle modalità concordate.

    2) C.G., romano di 26 anni, noto appartenente al centro sociale autogestito “La Strada” di Roma, denunciato per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità di pubblica sicurezza, oltreché per violenza e resistenza a pubblico ufficiale.
    E già denunciato, in precedenza, per gli stessi reati e in occasione di manifestazioni non autorizzate.

    Tra i manifestanti sono stati inoltre notati molti altri esponenti delle realtà antagoniste romane.
    In particolare, in Via del Plebiscito, sono stati riconosciuti 22 appartenenti ai centri sociali autogestiti e alle realtà antagoniste della Capitale.
    Per tutti la Digos ipotizza “condotte penalmente rilevanti”.

    E con le consuete frigne del cosiddetto sindaco Cialente che, invece di andare a nascondersi per la vergogna a causa dei suoi altarini scoperti fin qui – vedi, tra l’altro, gli appalti che ha tentato di attribuire o ha attribuito alla cavolo e a prezzi non rispondenti a quelli di mercato – ha pure osato blaterare “Oltre il terremoto, dobbiamo prenderci anche le botte” (!!!)

    Mai a sufficienza, aggiungo io.
    Chi contravviene alle leggi per la sicurezza pubblica deve andare – quello sì! – in GALERA.
    Ma non con le mani in mano, bensì soggetto a lavori forzati.

    Quindi ora il Governo deve seguitare a identificare i responsabili dei disordini – i quali hanno contravvenuto sia alle leggi di sicurezza pubblica sia a quelle del comune senso del PUDORE – e, dopo il giudizio sui loro effettivi reati, assegnare loro un magnifico CONTAINER.

    Con obbligo di risiedervi almeno per 30 (TRENTA) anni.
    Come è capitato ad altri terremotati, che però non si sono affidati ai centri sociali per fare kasino.

  • stefano:

    Le vuvuzela sotto l’ufficio della procura a roma no?! Sarebbe una bell’idea anche questa.. Anche se il rischio di avere un’ulteriore scusa per rinviare qualcosa ci sarebbe.. Potrebbero anche scioperare per avere il diritto di avere in busta paga il costo dei tappi per le orecchie..

    • Bruno:

      NOn voglio metterla in politica ma i palazzi hanno sempre chi li difende,anche con i manganelli, come insegna la recente protesta degli aquilani, rei di aver cercato di portare alle cronache una visione delle cose che non collimava con quella di altri palazzi.

  • giovanni:

    Speriamo che Silvio Scaglia e tutti i manager onesti di Fastweb e Telecom Italia Sparkle possano presto ritrovare la libertà, per tornare a a mettere a disposizione il loro ingegno e aprodurre per il Paese e per le aziende per le quali lavoravano.
    Purtroppo Telecom sparkle si è affrettata a licenziare i suoi uomini, probabilmente cedendo al “ricatto”, mediatico e non solo, che nei primi giorni dell’inchiesta era fortissimo, soprattutto ove si consideri quella che al tempo era la minaccia del commissariamento.
    Per questi uomini bisognerebbe, allora, assoldare i suonatori di vuvuzelas e protestare sotto ministeri, palazzi di giustizia ed aziende (tutti rigorosamente con la minuscola), per sollecitare la coscienza degli Uomini chje ancora vi sono rimasti contro le ingiustizie e le irragionevoli ostinazioni di quanti, vuoi per imperizia vuoi per malafede, hanno rubato per sempre attimi di vita non solo alle persone detenute, ma anche a tuttti coloro che con le stesse hanno, nel tempo, intessuto autentiche relazioni umane.

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“Questo Blog è dedicato alla figura di Silvio Scaglia, imprenditore ed innovatore, protagonista di start up (Omnitel, Fastweb, Babelgum) oggi impegnato in nuove sfide come il rilancio de La Perla, marchio storico del made in Italy. E' un luogo di informazione e di dibattito per tutti gli stakeholders (dipendenti, collaboratori, clienti) ma anche comuni cittadini che hanno seguito le vicende in cui Scaglia, innocente, si è trovato coinvolto fino alla piena assoluzione da parte della giustizia italiana.” - Stefania Valenti, Chief Executive Officer Elite World