La parola alle difese


Su Scaglia tre anni di indagini, nessuna prova”. Così si esprime il prof. avv. Antonio Fiorella, difensore del fondatore di Fastweb, su Panorama Economy. “La raccolta di elementi a supporto dell’inchiesta – aggiunge – è stata amplissima ma non è emerso nulla a suo carico




L’ingegner Silvio Scaglia è vittima di una truffa, consumata a suo danno e a quello di Fastweb. E infatti, tre anni di indagini non hanno prodotto alcuna prova contro di lui”. Distilla le parole il prof. avv. Antonio Fiorella, che insieme al collega prof. avv. Piermaria Corso rappresenta il collegio difensivo del fondatore di Fastweb. “La raccolta di elementi a supporto dell’inchiesta – prosegue il legale – è stata amplissima, ma non è emerso nulla a suo carico perché nulla poteva emergere”. D’altronde hanno passato al vaglio tutti i conti correnti dell’ingegner Scaglia e non hanno trovato un soldo che fosse riferibile alla truffa.


Silvio Scaglia è stato raggiunto da mandato di cattura il 23 febbraio 2010, mentre si trovava in vacanza ai Caraibi. Ha affittato un aereo ed è rientrato precipitosamente, convinto di poter chiarire tutto in brevissimo tempo. Invece, è stato rinchiuso a Rebibbia e solo mesi dopo ha ottenuto i “domiciliari, per i quali è tuttora ristretto”.


Insiste Fiorella: “Nel 2003, da parte del Comitato Audit di Fastweb, come si conviene ad un’azienda quotata, furono svolti tutti i controlli e i passaggi formali volti a verificare la regolarità e la liceità di operazioni commerciali che, solo diversi anni dopo, si sono rivelate una truffa ben organizzata. Scaglia non faceva parte degli organi di controllo, ma si limitò soltanto a prendere atto delle conclusioni di quegli organismi, in sede di Cda”.


Eppure la Procura lo accusa del fatto che, essendo al vertice dell’azienda, “non poteva non sapere”. Tesi “astratta” secondo l’avv. Fiorella che, anzi, ribalta nel suo contrario: “Le indagini, in realtà, testimoniano che Scaglia ‘non poteva sapere’. Ed è quanto dimostreremo. I controlli effettuati dagli organi di controllo, tra i quali l’Audit, avrebbero rassicurato chiunque”. Resta il fatto che il fondatore di Fastweb è ancora privato della libertà personale: “È un uomo di specchiata moralità – insiste il legale – che non ha precedenti, e non c’è alcun elemento che possa suffragare una qualsivoglia pericolosità soggettiva”.


1.354 Commenti a “La parola alle difese”

  • Giancarlo Piccinini:

    condivido in pieno quanto dice Manuela
    Un abbraccio

  • manuela:

    Ogni volta che apro questo blog e leggo le “novità” non posso credere che – a distanza di un anno – Silvio sia ancora limitato nella sua libertà personale. In compenso, incontro quotidianamente persone che, a mio modo di vedere, dovrebbero essere rinchiuse…forse sarò strana io..
    Un abbraccio
    Manu

  • Cesare:

    manca un punto:
    Il Consiglio di Amministrazione di qualsiasi azienda,è comunque responsabile della gestione dell’azienda – non si comprende quindi perchè sia stato arrestato solo ing. Scaglia.(che oltretutto non faceva parte degli organi di controllo, e ne ha preso atto delle conclusioni).

    Non è che anche in Italia ci siano gli “imprigionabili” (quelli che hanno la visione del futuro),quelli che nei regimi totalitari in quanto elementi destabilizzanti dello status quo, vanno messi e tenuti in prigione per non farli parlare?.

    Ed anche per colpire una persona in modo che altri 100 (se non “allineati”) non si permettano di fare innovazione ed aiutare la Nazione a competere migliorando le infrastrutture tecnologiche?

    E forse è per questo che è calato, salvo questo blog e qualche sparuto articolo di giornalisti, il silenzio su questa vicenda terribile ed incomprensibile per chiunque abbia fiducia nella Giustizia?

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Perché un blog?

“Questo Blog è dedicato alla figura di Silvio Scaglia, imprenditore ed innovatore, protagonista di start up (Omnitel, Fastweb, Babelgum) oggi impegnato in nuove sfide come il rilancio de La Perla, marchio storico del made in Italy. E' un luogo di informazione e di dibattito per tutti gli stakeholders (dipendenti, collaboratori, clienti) ma anche comuni cittadini che hanno seguito le vicende in cui Scaglia, innocente, si è trovato coinvolto fino alla piena assoluzione da parte della giustizia italiana.” - Stefania Valenti, Chief Executive Officer Elite World