Crudele: «Pagato per stare zitto»


Incalzato dalle difese al controesame, l’ex responsabile del settore Vendita e Servizi Voce di Fastweb ammette di aver “taciuto” in azienda su Focarelli e sul traffico generato in modo fittizio: solo lui era a conoscenza che il traffico venisse simulato attraverso macchinari. Mentre la società registrava e vedeva soltanto minutaggio regolare


Tre punti alle difese, zero all’accusa. Questo, in sintesi, il risultato del controesame di Giuseppe Crudele, l’ex responsabile del settore Vendita e Servizi Voce di Fastweb, incalzato dalle domande degli avvocati difensori sull’operazione “Traffico Telefonico”. «Sono stato pagato per stare zitto, per tacere», ha ammesso Giuseppe Crudele. Tre milioni di euro per non dire all’azienda della vera natura del business “Traffico Telefonico”. «Ma che cosa ha taciuto?», è stato chiesto da un legale. Crudele ha così risposto:


  1. che era strano che Focarelli essendo consulente Diadem e I-Globe chiedesse a Fastweb l’interconnessione con una centrale di commutazione;
  2. che era strano che venisse utilizzata la rete Internet per far passare il traffico telefonico Premium;
  3. che, stante la sua responsabilità, avrebbe dovuto chiedere a Fastweb, ma non lo fece, di fare la “due diligence” della società Diadem;
  4. che avrebbe potuto chiedere di approfondire, ma non lo fece, le «modalità tecniche» del business.


Dunque, secondo quanto dichiarato da Crudele, il traffico era effettivamente “simulato” (come se si stesse trattando della telefonata di un utente), grazie all’utilizzo di alcuni “macchinari” (generatori di traffico, ndr.), ma all’azienda non poteva che apparire del tutto regolare perché, da un punto di vista tecnico, il segnale che viene registrato dalla Rete è lo stesso e non c’è nessun modo di coglierne l’anomalia. Fastweb non poteva in nessun modo accorgersene, al contrario “vedeva” minutaggio regolare e lo fatturava. Crudele ha anche ammesso che era l’unico, in azienda, ad essere a conoscenza della fittizietà del traffico.


Crudele ha riconosciuto nel corso del controesame che nella presentazione ufficiale della proposta commerciale (sequestrata dalla Procura di Roma e discussa in aula), destinata ad una valutazione del management di Fastweb, evitò consapevolmente di indicare i possibili rischi, per non generare domande scomode in azienda.


Ma ecco un passaggio cruciale del controesame:


Domanda: «Si può dire che solo lei in Fastweb avesse conoscenza che il traffico fosse fittizio?»

Crudele: «»

Domanda: «Ha detto a Casati (suo diretto superiore in Fastweb, ndr.) che il traffico era fittizio?»

Crudele: «No»

Domanda: «Senza i tre milioni il suo comportamento sarebbe stato corretto

Crudele: «»


Oggi il controesame di Crudele proseguirà con le domande da parte dei legali difensori di Telecom Italia Sparkle. Per quanto riguarda il calendario, sono state annullate le udienze del 7 e del 26 aprile, riprotette da quella del prossimo 13 maggio.


1.311 Commenti a “Crudele: «Pagato per stare zitto»”

  • stefano:

    A questo punto sorge spontanea la domanda: ma su quali basi i togaparty hanno ingabbiato Scaglia?! Stava antipatico?

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“Questo Blog è dedicato alla figura di Silvio Scaglia, imprenditore ed innovatore, protagonista di start up (Omnitel, Fastweb, Babelgum) oggi impegnato in nuove sfide come il rilancio de La Perla, marchio storico del made in Italy. E' un luogo di informazione e di dibattito per tutti gli stakeholders (dipendenti, collaboratori, clienti) ma anche comuni cittadini che hanno seguito le vicende in cui Scaglia, innocente, si è trovato coinvolto fino alla piena assoluzione da parte della giustizia italiana.” - Stefania Valenti, Chief Executive Officer Elite World