Archivio di settembre 2011

Fattore Umano | Emergenza carceri: il 21 settembre la sessione straordinaria in Senato


Mercoledì prossimo si svolgerà un’intera sessione di lavori a Palazzo Madama con comunicazioni al Governo. Lo ha deciso ieri la conferenza dei capigruppo in Senato. Sarà presente anche il ministro della Giustizia, Nitto Palma, che presenterà una relazione sulla situazione della giustizia



L’urgenza è stata accolta. Dopo le iniziative “nonviolente” promosse dai Radicali, in accordo con le recenti raccomandazioni del Presidente della Repubblica e dei numerosi firmatari di maggioranza e opposizione, il prossimo 21 settembre si darà il via ai lavori straordinari di discussione (e votazione) di un documento che fissi modi e tempi certi in materia di amnistia, indulto, depenalizzazione e decarcerizzazione. Nel rispetto della legalità costituzionale e delle convenzioni internazionali.




La volontà è comune: dopo le 146 le firme di senatori raccolte per la convocazione straordinaria, sono state completate anche le adesioni alla Camera. Proprio ieri, Marco Pannella – assieme a Rita Bernardini e ad Irene Testa, segretaria dell’associazione Il Detenuto Ignoto –, aveva ripreso lo sciopero della fame. In attesa di una «risposta legislativa efficace e tempestiva» da parte del Parlamento.


Intanto sono arrivati i primi commenti. Come quello del Sappe, il sindacato autonomo della polizia penitenziaria, che ha considerato positiva l’occasione dell’incontro del 21 settembre, ma ha lamentato l’assenza di un incontro tra i sindacati e il guardasigilli prima della seduta straordinaria in Senato. «Peccato – sottolinea Donato Capece, segretario del Sappe – che il Ministro della Giustizia Nitto Palma, che nell’occasione presenterà una relazione, abbia fissato un incontro con noi e gli altri sindacati solo il 26 settembre. In quell’incontro il primo sindacato della polizia penitenziaria, il Sappe, potrà fornire il proprio costruttivo contributo, utile anche al dibattito parlamentare che purtroppo, sarà già ampiamente terminato».


Un altro appuntamento importante di ieri è stato quello tra una delegazione del Forum della Sanità Penitenziaria e il Ministro Palma per la programmazione delle prossime iniziative. In agenda, a novembre, è stato fissato un convegno sullo “stato dell’arte” della sanità penitenziaria; a dicembre la prima riunione dei 203 comuni che ospitano carceri e che sono impegnati sul fronte recupero sul territorio dei detenuti. «Su questi temi, tra il Forum e il ministro – ha dichiarato il senatore del Pd Roberto Di Giovan Paolo – c’è stata piena concordanza sugli obiettivi, anche in vista della sessione speciale di mercoledì del Senato sulle carceri. C’è poi il problema degli ospedali psichiatrici, dove 400 detenuti hanno bisogno di un ambiente nel quale integrarsi».

Fattore Umano | Palma: «Rivedere le regole della custodia cautelare»


Il ministro della Giustizia ipotizza una riforma della “carcerazione preventiva”. «Non può servire per far confessare». E aggiunge: «Dai tempi di Tangentopoli non è cambiato nulla»


«Se è vero che la custodia cautelare deve essere applicata come estrema ratio bisogna trovare un sistema alternativo pur mantenendola per i reati di maggiore gravità». Lo ha dichiarato sabato scorso il ministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma, nel corso della presentazione del libro di Maurizio Tortorella La Gogna, dal palco della festa dei giovani del PdL ad Atreju.


Dunque bisogna «intervenire con saggezza e prudenza» perché – sottolinea il guardasigilli – «Abbiamo 67.500 detenuti in carcere di cui il 40% è in regime di custodia cautelare e ogni anno c’è il turn over di circa 90mila persone che non hanno la sentenza (dati che superano del 43%, la seppur preoccupante media europea del 25%, ndr.)».


Alla luce di queste dichiarazioni, il ministro Palma ha ipotizzato una «riforma della custodia cautelare in carcere, risalendo al principio del nostro Codice che dice che la custodia cautelare in carcere è l’estrema ratio». Parole che si riallacciano – come ricordato dallo stesso ministro – alle recenti dichiarazioni rese dal primo Presidente della Cassazione, Ernesto Lupo (che ha invitato i magistrati «ad un uso sempre più prudente e misurato della misura cautelare restrittiva») e all’«abnorme ricorso alla carcerazione preventiva» che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha annoverato «tra i mali della giustizia che umiliano l’Italia in Europa».


Perché il carcere non può e non deve essere uno strumento per far confessare un imputato. Come all’epoca di Tangetopoli – ricorda il guardasigilli – «quando nacque una discussione di dottrina perché vi erano dei provvedimenti del pool di Milano con cui si negava la scarcerazione a un imputato perché non aveva parlato. Non credo sia cambiato molto dall’epoca».


Il Foglio dedica un lungo ritratto al PM che ha dato il via all’inchiesta sull’Iva telefonica «che rischia la carriera per colpa della P4»


«Classe 1946, sostanzialmente estraneo alla vita correntizia della magistratura, il procuratore dell’antimafia non è il tipo da inchieste spettacolo. Ha la fama del moderato (…). Non è una toga incline alla militanza politica». Ma, nota Marco Pedersini, autore su Il Foglio di un lungo ritratto-inchiesta del procuratore aggiunto antimafia Giancarlo Capaldo, nel suo metodo c’è un eccesso: «la durezza estrema con cui ricorre al carcere preventivo. Il fondatore di Fastweb, Silvio Scaglia (…), ne è testimone, a fronte dei 363 giorni che ha passato in regime di custodia cautelare (per essere interrogato una volta peraltro su sua richiesta)»


 

È l’unico accenno all’inchiesta sull’Iva Telefonica, nel servizio dedicato a questo «schivo sacerdote del diritto, abile a non farsi scottare dal fuoco di inchieste delicatissime, si ritrova tra le mani un’indagine complessa dall’architrave debole (la loggia segreta) ma che potrebbe valere un’intera carriera». Fino a pochi mesi, infatti, Capaldo era dato in “pole position” per la successione del procuratore capo di Roma, Giovanni Ferrara, che andrà in pensione nella primavera del 2012. Un pronostico maturato all’inizio di febbraio del 2010 quando il procuratore aggiunto Achille Toro, già favorito, venne travolto dall’inchiesta fiorentina “Grandi eventi”. È in quelle settimane, tra l’altro, che matura il blitz di quella che impropriamente venne definita la “truffa carosello” basata sull’Iva telefonica.

 

Da allora il procuratore aggiunto Capaldo si è occupato di altre inchieste, ancor più clamorose per gli intrecci tra il mondo della politica e quello degli affari, dalle indagini su Finmeccanica fino al dossier P3, affrontato con la cautela del caso. Perciò, nota Pedersini, «uno non si aspetterebbe di trovare il procuratore al centro dell’inchiesta che rischia di far saltare la maggioranza di governo a pranzo con il ministro dell’Economia, cordialmente attovagliati in una casa dei Parioli». Quella cena, a casa dell’avvocato Luigi Fischetti, riunisce Giulio Tremonti, Giancarlo Capaldo e il consigliere politico del ministro, l’onorevole Marco Milanese, ex ufficiale della Gaurdia di Finanza, all’epoca già indagato nella cosiddetta inchiesta P4.

 

Dopo di che inizia un’estate rovente per il magistrato, la cui reputazione, nota il Foglio «è crivellata di colpi. Il procuratore capo Ferrara, invece di prendere le difese di Capaldo, si attiva perché, con il pretesto della competenza territoriale, i colleghi campani inviino al più presto a Roma tutto il materiale che hanno raccolto sul pranzo a casa Fischetti». Capaldo si difende da quello che, in un’intervista, definisce «il reato (…) di pranzo con un ministro». Intanto, facendo riferimento al nodo della successione in piazzale Clodio, dichiara di non voler credere «alle voci di corridoio le quali sostengono che quanto sta accadendo ruota attorno alla poltrona di futuro capo». «Alcuni cronisti – racconta Pedersini – dicono d’averlo visto a colloquio con il neo ministro della Giustiza Nitto Palma già collega alla procura di Roma. “Caro Nitto, sono un perseguitato credimi, pare abbia detto al ministro».

 

Intanto, ad inizio agosto, Giancarlo Capaldo lascia l’indagine Enav, decisione «che non posso non condividere» commenta il procuratore capo Ferrara. Ma, a sorpresa, invece di chiedere la proroga delle indagini, sempre ad inizio agosto Capaldo e il sostituto Rodolfo Sabelli depositano gli atti dell’inchiesta P3. «Il calendario dice – puntualizza il Foglio – che dal 15 settembre ci saranno venti giorni per eventuali (e improbabili) richieste spontanee di interrogatorio da parte degli indagati, poi si chiederà il rinvio a giudizio e inizieranno le udienze preliminari».

 

Quasi in contemporanea, il giorno 22, riprenderà il processo sull’Iva telefonica arrivato all’udienza n°43. Capaldo, probabilmente, sarà intanto in tutt’altre faccende affaccendato. Resta, però, il segno di «quell’unico eccesso del suo metodo», cioè «la durezza estrema con cui il procuratore ricorre al carcere preventivo».

 

L’Angolo di Vincino | La Manovra


 

 

Fattore Umano | Dramma carceri: una “due giorni” di seminari a Loreto



Il 7 e l’8 settembre appuntamento nella cittadella umbra per le associazioni del volontariato e i Garanti dei detenuti


Le 207 carceri italiane scoppiano. Ad oggi sono circa 67mila i reclusi, di cui 21.186 in “esubero” rispetto alla capienza regolamentare. In attesa di quanto potranno decidere Senato e Camera, chiamati a discutere, probabilmente subito dopo la manovra economica (forse già da lunedì 13 settembre), il 7 e l’8 settembre si terrà una “due giorni” di seminari a Loreto, dove gli “addetti ai lavori” discuteranno possibili soluzioni sul dramma carceri nel nostro Paese.



Nella prima giornata, presso il Teatro Comunale di Piazza Garibaldi, saranno al lavoro le associazioni di volontariato e di settore che operano negli istituti penali. Temi: pene detentive e rieducazione, ruolo del volontariato, gli Ospedali psichiatrici giudiziari, diritto alla genitorialità durante la reclusione.


L’8 settembre, invece, presso la Sala del Consiglio Comunale Corso Boccalini, si svolgerà il primo seminario nazionale dei Garanti dei diritti dei detenuti. Quattro gruppi di lavoro (ognuno composto da un consigliere regionale componente della commissione carceri dell’Assemblea legislativa e da garanti regionali, provinciali e comunali) discuteranno di: accesso e funzioni del Garante negli istituti penitenziari, decongestionamento della situazione carceraria, quotidianità e misure trattamentali, sistema giudiziario e rapporto tra Autorità di Garanzia e Amministrazione Penitenziaria.


Tra i moderatori che introdurranno i lavori del seminario il Prof. Italo Tanoni, Ombudsman-Garante dei diritti dei detenuti delle Marche.






Come mai la scelta di un seminario?

Un Garante dei diritti dei detenuti, può accendere – come lo scorso anno è stato fatto con la pubblicazione del primo Rapporto sulla situazione nelle carceri delle Marche – l’attenzione dei decisori politici sul problema. Altri mezzi, per ora, non ci sono, oltre a quelli consentiti dalla legge regionale che fissa le competenze, in realtà molto ridotte. Il Convegno nazionale di Loreto, da una parte si pone in continuità con quanto il Consiglio regionale delle Marche ha espresso recentemente, con documento bipartisan, sul problema delle carceri (sovraffollamento, carenza di organici, situazioni disumane) e ne intende approfondire i risvolti, dall’altra intende aggiornare – a livello regionale – la normativa relativa alle competenze dell’Ombudsman Garante dei diritti dei detenuti, alla luce delle disposizioni che sono intervenute dal 2008 ad oggi. Non da ultimo anche la risonanza dell’evento con il Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona (è programmata una Messa a Montacuto) servirà a mettere l’accento su un problema che l’opinione pubblica preferisce glissare tranquillamente… per non parlare della parte politica nazionale oggi sotto i riflessi della rinnovata ennesima finanziaria da portare a termine.


Cosa si aspetta dal Governo?

Sono fiducioso che anche le due giornate di Loreto possano rimuovere certe situazioni ormai “collassate”: siamo la quarta regione ad avere in Italia il sovraffollamento degli istituti con situazioni come Montacuto che sono addirittura e tristemente ai primi posti in Italia. Il Governo da parte sua dovrebbe dare “segnali” di cambiamento, rispetto all’attuale stallo con provvedimenti atti a decongestionare gli istituti penitenziari. Nei gruppi di lavoro delle due giornate di Loreto verrà affrontato anche questo problema… sicuramente ne uscirà un documento di denuncia contenente precise proposte per venir fuori da una situazione a dir poco ” insopportabile”.


A questo link potete scaricare una panoramica sulla situazione detenuti presenti e capienza delle carceri al 31 agosto 2011 (a cura di Ristretti Orizzonti su dati Ministero della Giustizia)


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