«Gionta non aveva un ruolo di rilievo»

L’arringa dell’avvocato Spigarelli: «Al mio assistito contestato il reato di autoriciclaggio». Che non esiste. Il processo prosegue giovedì


Il codice penale non contempla il reato di «autoriciclaggio». Ma ad Aurelio Gionta, già titolare della Global Phone Network la pubblica accusa contesta di aver occultato e riciclato per sé il denaro proveniente da un reato commesso a monte. Insomma, l’autoriciclaggio. È questo uno dei punti chiave dell’arringa dell’avvocato Valerio Spigarelli davanti al Collegio della Prima Sezione penale del Tribunale di Roma presieduto da Giuseppe Mezzofiore: a Gionta, secondo la difesa, è stato dunque accollato un «non reato». Nelle sue conclusioni al processo per l’“Iva Telefonica”, la difesa ha anche effettuato una disanima dei principi alla base del giusto processo, prima di sollevare la contestazione sul presunto «autoriciclaggio».


Il legale ha poi contestato l’esistenza del reato associativo per il suo assistito. Non ci sono elementi, né prove testimoniali o intercettazioni telefoniche, che possano avvalorare quest’accusa nei confronti di Gionta. Ancor meno, a giudicare dall’esame del materiale prodotto nel corso delle indagini, risulta un ruolo di grande rilievo nell’organizzazione del titolare della Global Phone Network, così come gli viene attribuito dalla pubblica accusa.


Il processo prosegue giovedì 16 maggio con le arringhe dei difensori di Luca Breccolotti e di Giorgia Ricci.

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