«Il ruolo di Fanella è stato marginale»

La difesa: «A lui può essere contestato solo il concorso in faIsa fatturazione. Ma  il  dominus era Toseroni»

 

Il ruolo di Silvio Fanella nella vicenda dell’“Iva Telefonica” è stato secondario e marginale. Al più, all’imputato può essere attribuito il concorso nel reato di falsa fatturazione, che però non ha natura transnazionale.

 

È questa la linea di difesa adottata nell’arringa dei difensori di Silvio Fanella, gli avvocati Cincioni ed Aricò. Nel corso dell’udienza di ieri al processo per l’“Iva Telefonica” in corso presso la Prima Sezione del Tribunale di Roma, il Collegio difensivo ha sostenuto che Fanella è stato un semplice compartecipe, senza alcuna funzione  organizzativa nell’ambito dell’associazione a delinquere. Il responsabile dell’attività di riciclaggio – hanno aggiunto i legali –  è semmai il solo Marco Toseroni, che ha avuto un ruolo di dirigente nell’organizzazione.

 

La difesa di Silvio Fanella, infine, ha contestato la sussistenza dell’aggravante della  transnazionalità per il loro assistito, cui si può attribuire al più il concorso in un reato, la falsa fatturazione, che non ha natura transnazionale. Fanella sarebbe, tutt’al più, concorrente nel reato di falsa fatturazione, che tuttavia non ha natura transazionale.

 

Il processo riprenderà il 13 giugno con la prima udienza dedicata alle conclusioni della difesa di Gennaro Mokbel.

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