“IVA TELEFONICA”: SCAGLIA ASSOLTO CON FORMULA PIENA

«È LA FINE DI UN INCUBO. HO CREDUTO NELLA GIUSTIZIA»

Stesso verdetto per Mario Rossetti (ex dirigente Fastweb) e Roberto Contin (Fastweb) e per i manager di TIS: Stefano Mazzitelli, Antonio Catanzariti e Massimo Comito. Mokbel condannato a 15 anni  

«Per me è finito un incubo. È stata una battaglia durissima che non doveva neanche iniziare». È la prima dichiarazione dell’ingegner Silvio Scaglia dopo la lettura della sentenza di primo grado del  processo per l’”Iva telefonica”. «Un pensiero – ha aggiunto – va alle tante persone che soffrono in carcere ingiustizie simili. Sono contento di aver avuto fiducia nella giustizia fino in fondo».  L’ingegner Scaglia, che era rientrato in Italia all’inizio delle indagini per mettersi a disposizione delle autorità inquirenti, è stato recluso per 90 giorni nel carcere di Regina Coeli ed ha scontato altri nove mesi in un rigido regime di arresti domiciliari.

L’ex numero uno di Fastweb è stato assolto nel processo per l’“Iva Telefonica” così come l’ex AD di Telecom Italia Sparkle, Stefano Mazzitelli e altri cinque imputati “telefonici”: il dirigente di Fastweb Roberto Contin, l’ex dirigente Mario Rossetti e gli ex funzionari di TIS Antonio Catanzariti e Massimo Comito. Gli ex imputati sono usciti dal processo, a seconda delle singole contestazioni, o con la formula «per non aver commesso il fatto» o «perché il fatto non costituisce reato». Cade così, per i manager delle aziende telefoniche, l’accusa di aver partecipato al presunto maxiriciclaggio di due miliardi di euro attraverso l’evasione dell’Iva.

Dopo oltre nove ore di camera di consiglio il Collegio della Prima Sezione penale del Tribunale di Roma, presieduto da Giuseppe Mezzofiore, ha invece emesso 18 condanne. La pena maggiore, 15 anni, è stata inflitta a Gennaro Mokbel, 8 anni per sua moglie Giorgia Ricci, 11 anni per il consulente Carlo Focarelli. Condannato a 7 anni l’ufficiale della Guardia di Finanza Luca Berriola, 6 anni e mezzo Antonio Ricci, 5 anni e 4 mesi è la condanna dell’avvocato Paolo Colosimo. Altri condannati: Luca Breccolotti (7 anni), Giuseppe Cherubini (6 anni e mezzo), Silvio Fanella (9 anni), Carlo Focarelli (11 anni), Vincenzo Fragomeli (6 anni e mezzo), Giovanni Gabriele (3 anni e mezzo), Aurelio Gionta (6 anni e mezzo), Maria Teresa La Torre (2 anni), Rosario La Torre (1 anno e 8 mesi), Luigi Marotta (3 anni), Massimo Micucci (6 anni e mezzo), Riccardo Scoponi (4 anni) e Bruno Zito (6 anni), già dipendente di Fastweb.

Nel corso della requisitoria i PM definirono la vicenda «una frode colossale, la più grande mai attuata in Italia da parte di pochi che hanno messo le mani in tasca a ciascuno di noi». L’inchiesta culminò nel febbraio 2010 con 60 arresti che squassarono i vertici di Telecom Italia Sparkle e di Fastweb, e che toccò anche la politica con il coinvolgimento dell’ex senatore Pdl Nicola Di Girolamo (ha patteggiato nel 2011 una pena a cinque anni di reclusione al termine del processo di primo grado).

29 Commenti a ““IVA TELEFONICA”: SCAGLIA ASSOLTO CON FORMULA PIENA”

  • GRANDE SILVIO!
    A quando il processo alla “giustizia” italiana?

  • edoardo:

    Sono avvocato.
    Uno dei mali della giustizia risiede proprio nell’assenza di una vera responsabilità civile dei magistrati.
    Tutti, anche i medici che si occupano di beni comparabili alla libertà personale, nonché noi avvocati che svolgiamo un ruolo non irrilevante nella salvaguardia dei diritti fondamentali rispondiamo degli errori.
    Non c’è motivo per tenere esenti i magistrati.
    Questo li indurrebbe a pensarci 3-4 volte prima di decidere (come facciamo tutti noi quando nel nostro lavoro quotidiano dobbiamo rispondere verso qualcuno del nostro operato).

  • Paolo:

    Caro Silvio, complimenti, davvero.Io al contrario non ho avuto la tua fiducia e ho patteggiato. Tanti come me, si arrendono soprattutto per gli impegni economici che una difesa penale richiede e si arrendono.
    Mi auguro che il tuo impegno per una riforma della giustizia vera continui , tanti come me ti seguirebbero. Serve un dibattito serio tra persone civilli senza avvocati e magistrati, gli unici che una riforma seria non la vogliono perchè a loro questo sistema fa comodo cosi.

  • Carlo grande:

    Ho sempre creduto in Silvio, ho sempre sperato che si facesse piena luce sulla vicenda……..adesso che ci siamo fatti scappare una dei migliori imprenditori che avevamo? Nessuno mai potra’ restituire a Lui cio’ che in questi anni gli e’ stato tolt, ma come disse Monica: “e’ una roccia”.
    Un abbraccio a Silvio e alla sua fam che, adesso, po tranno ricomanciare a vivere serenamente.

  • carlo vanoli:

    Caro Silvio
    avrei dovuto scriverti prima, quando ancora la tua innocenza non era stata provata in giudizio (sul piano personale la davo sempre per scontata). Adesso forse faccio, come tanti, la parte di quello che salta sul carro del vincitore. ma non importa. Ci tenevo a dirti quanto ho apprezzato le tue parole dopo che sei stato assolto, la tua solidarieta’ per quelli piu’ sfortunati (non meno fortunati) di te. E’ una giustizia che va riformata, la carcerazione preventiva e’ un obbrobrio medioevale. Peccato che in Italia sia cosi’ difficile, almeno sino a che parlare di giustizia equivarra’ quasi sempre a parlare di un altro Silvio che, a differenza di te, strepita contro la giustizia dopo una condanna definitiva in terzo grado, e senza essersi mai fatto nemmeno un’ora di galera (se mai la farà). Io sono da due anni indagato (ma ancora lontano da una possibile richiesta di rinvio a giudizio) per bancarotta fraudolenta per il fallimento Snia, avvenuto nel 2010, 4 anni dopo che mi sono dimesso dalla carica di amministratore delegato. Inutile dire non ho nessuna reposnabilita’, ne’ civile ne penale, e nemmeno nulla da rimproverarmi sulla correttezza assoluta del mio comportamento da amministratore. Io ho fiducia nella giustizia, peccato che quando lo dico i miei avvocati mi guardano come fossi un….. ingenuo. Meglio ingenuo ed onesto che furbo e delinquente, dico io. Stammi bene

  • stefano:

    Finalmente posso ri-commentare senza ripetere le stesse cose: alleluia.. peccato che siano passati 3 anni e più, e svariati milioni di euro per il processo rispetto ad un’accusa che era palesemente infondata fin dall’indagine.. Ora, dopo aver abusato del potere che hanno, questi magistrati avanzeranno di carriera e non pagheranno neanche per un minuto per gli errori che hanno commesso. Questo mi fa dire che purtroppo la lezione non servirà ad altri per evitare di finire nel tritacarne. E a tristezza si aggiunge rabbia.

  • Giovanni Strusi:

    Piacerebbe poter dire che “Giustizia è fatta!!” ma credo che così non sia. E’ solo finito un periodo di angoscia, di frustrazione, di umiliazione perché i giorni passati in carcere ingiustamente, la privazione della libertà, il marchio di “colpevole” non potranno mai essere ripagati con niente al mondo. E stimo ancor di più l’Ing. Scaglia per il pensiero che rivolge a coloro che non hanno le risorse, la forza o la capacità di dimostrarsi innocenti.
    Sarebbe giusto che qualcuno della magistratura paghi di tasca propria per le ingiustizie commesse. Spero che Scaglia si attivi per ciò.
    Buona fortuna.

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“Questo Blog è dedicato alla figura di Silvio Scaglia, imprenditore ed innovatore, protagonista di start up (Omnitel, Fastweb, Babelgum) oggi impegnato in nuove sfide come il rilancio de La Perla, marchio storico del made in Italy. E' un luogo di informazione e di dibattito per tutti gli stakeholders (dipendenti, collaboratori, clienti) ma anche comuni cittadini che hanno seguito le vicende in cui Scaglia, innocente, si è trovato coinvolto fino alla piena assoluzione da parte della giustizia italiana.” - Stefania Valenti, Chief Executive Officer Elite World