Inchiesta Fastweb – T. Sparkle: per Dow Jones “ancora mesi per chiudere le indagini”

Intanto la Camera Penale di Roma chiede “il ripristino della legalità processuale”


Non è un punto di svolta ma poco ci manca. L’inchiesta Fastweb – Telecom Sparkle potrebbe infatti richiedere ancora “mesi per arrivare a una conclusione”.  E’ quanto scrive l’agenzia Dow Jones, citando una fonte anonima ma a “conoscenza della questione”, in un articolo a firma Stacy Meichtry e Giada Zampano, riportato anche sul sito del Wall Street Journal.


“L’accusa – si legge – aveva previsto di concludere le indagini per la fine di giugno, aprendo la strada per il deposito delle accuse formali e l’inizio di un processo”. Tuttavia “gli investigatori stanno ora prendendo più tempo per tracciare il flusso dei fondi che sarebbero stati riciclati attraverso le operazioni e spostati verso i conti off-shore”. Per questo motivo, sempre secondo la fonte anonima “l’indagine potrebbe concludersi alla fine dell’estate, al più presto”.
L’articolo ricorda inoltre come, a fronte delle accuse mosse dai pm, “sia Fastweb che Telecom Italia abbiano negato qualsiasi addebito e dichiarato di essere le vittime della truffa, non i colpevoli”.


Nel frattempo, sempre a proposito dell’inchiesta Fastweb – Telecom Sparkle, la Camera Penale di Roma, ha reso noto di aver chiesto che “vengano adottati con immediatezza tutti i provvedimenti necessari per ristabilire la legalità processuale”. La dura presa di posizione arriva con una lettera inviata al Presidente della Corte di Appello, Giorgio Santacroce, e per conoscenza al Presidente del Tribunale, Paolo De Fiore, al Presidente dell’Ufficio GIP, Carlo Figliolia e al vicepresidente del CSM, Nicola Mancino.


Accogliendo infatti una richiesta avanzata da alcuni difensori degli indagati, sull’ipotesi che fosse stato violato il diritto al “giudice naturale”, la Camera penale si è attivata con una propria indagine  dalla quale è emerso che il tribunale d’Appello, accogliendo una richiesta della Procura, ha sì “prorogato” il dott. Morgigni nel suo ruolo di gip ma per “tutti” i fascicoli precedentemente assegnati alla dott.ssa Maria Luisa Paoliselli. Invece, prosegue la lettera della Camera Penale, è altrettanto vero che il Dott. Morgigni “è di fatto materialmente assegnato al solo processo Fastweb, non occupandosi in alcun modo del restante ruolo dei procedimenti a lui assegnati”.


La conclusione dei penalisti romani è che perciò “la proroga di fatto del dott. Morgigni in un solo procedimento, sintonica d’altronde con la richiesta formulata dal Presidente del Tribunale e violativa di quanto disposto dal Presidente della Corte di Appello, si e tradotta di fatto in una violazione dei principi tabella rifissati nella stessa circolare CSM richiamata dal provvedimento di proroga”. Tradotto in parole semplici: o il dr. Morgigni si occupa di tutti i fascicoli oppure (visto che così non è) si restituisca agli indagati il loro “giudice naturale”.


In ogni caso se trovasse conferma la notizia Dow Jones secondo la quale ai pm occorreranno “mesi” per giungere alla conclusione dell’indagine, inevitabilmente non sarà più il gip Morgigni a occuparsene, visto che dal 22 luglio sarà assente in quanto candidato alle elezioni del Csm.


8 Commenti a “Inchiesta Fastweb – T. Sparkle: per Dow Jones “ancora mesi per chiudere le indagini””

  • John Percival:

    I was under the impression the prosecutors had spent 3 years accumulating evidence of wrongdoing and then ordered the arrest of numerous individuals based upon this evidence. Apparently they are still accumulating evidence and moving very slowly in arriving at a court date for a trial. It does make one wonder whether they really had sufficient evidence to bring the initial charges or if the strategy was to incarcerate people with the hope they would confess while under the pressure of imprisonment. In any event this seems consistent with Italy’s history of the legal process taking what seems like forever to arrive at a final judgment. Is a real tragedy when innocent parties, such as Silvio, are the victims of a very imperfect and inefficient system.

  • cesare:

    Bene, si incomincia a vedere che la comunità internazionale inizia a dare segni di vita(lità).
    Nel contempo analizziamo alcuni punti emersi nel corso degli ultimi giorni:

    a) “A Helsinky internet è un diritto” – art. Sole del 2/07/2010
    b) “Global Prosperity Index” , sul podio c’è la Finlandia – dove la banda larga è un diritto dei cittadini e l’Italia viene classificata 40ma come libertà personale (non immagino dove finiremo quando sarà recepita la vicenda Fastweb).
    c) “Maxi accordo tra Brasile e Italia” …un milione di nuovi posti di lavoro creati solo nel 2010 e 14 milioni negli ultimi otto anni, il programma luce per tutti che ha portato la corrente elettrica nei villaggi più sperduti a 12 milioni di abitanti.

    Orbene, la never ending vicenda Fastweb (Scaglia, Rossetti) causa all’Italia ed ai suoi cittadini un danno nello sviluppo della Nazione e preclude la possibilità di stare al passo con il futuro.

    Nelle Aziende gli Azionisti hanno il diritto di attivare azione di responsabilitàà nei confronti degli amministratori…gli “amministratori” del nostro Stato che dicono?, dove sono?.

    E gli avvocati, bravissimi e impeccabili nell’uso del fioretto, forse è il caso che incomincino ad essere un pò meno succubi e pronubi ai propri interlocutori e… seguano esempio della “dialettica” e comunicazione stile USA!. (anzi sfoderino finalmente la katana).

  • giovanni:

    No, la scusa con cui Morgigni si trattiene il fascicolo è quella che, essendo il processo Fastweb-Telecom-Mockbel formato da 148 faldoni e avendoli il nostro buon (?) Morgigni a suo tempo studiati (???), sarebbe troppo oneroso pretendere che a trattarli fosse un nuovo GIP, la d.ssa Paolicelli, che a sua volta dovrebbe studiarli di nuovo… Peccato che questo caso non sia contemplato tra quelli che consentono, in fattispecie come quella in esame, di trattenere i fascicoli presso un GIP diverso da quello naturale! Vuoi vedere che tutti gli atti compiuti dall’ineffabile Morgigni DOPO la data in cui avrebbe dovuto (ri)trasferire i fascicoli alla d.ssa Paolicelli sono invalidi?
    In ogni caso, mi attenderei che:
    1) anche il fascicolo in questione torni al suo giudice naturale;
    2) la dottoressa Paolicelli si legga (finalmente) le carte, scevra da qualsiasi untuosa subordinazione mentale ad una Procura che tanti errori ha commesso, studiando il processo meglio di quanto abbia fatto fino ad oggi l’ottimo Morgigni;
    3) la dottoressa Paolicelli non coltivi ambizioni elettive d’alcun genere che, come noto, portano normalmente a conformare le proprie azioni al consenso che da esse può discendere nella base elettorale che le osserva;
    4) la dott.ssa Paolicelli riesca ad incarnare, nelle sue valutazioni, l’equilibrio che tutti noi auspichiamo di trovare in un giudice che è chiamato a vagliare, soprattutto nel merito, i teoremi – a volte davvero artificiosi – di Procure alla ricerca di notorietà quella di Roma.

    Non mi sembra di pretendere troppo, per uno che vive in un Paese che si vuole ascrivere alle democrazie avanzate.

    • Bruno:

      Non pretendi molto, in effetti.
      Chiedi solo quanto dovrebbe essere nell’ordine naturale di queste cose.
      Ordine naturale stravolto sin dall’inizio con la custodia cautelare, piuttosto impropria dopo qualche giorno di presa d’atto della situazione che si era venuta a creare.

  • Talita:

    Francamente spero che:

    1) il signor Morgigni NON entri a far parte del Csm, che è già affetto da sufficiente ipertricosi.
    Non dimentico, infatti, le gentili riflessioni del signor Morgigni sui due poveretti a cui era stata sottratta ILLEGALMENTE la casa.

    “Csm” significa ‘Consiglio SUPERIORE della magistratura”, per cui o se ne consegue un’effettiva superiorità oppure si cambi sigla.

    2) Tutti i fascicoli di competenza della dottoressa Maria Luisa Paoliselli vengano restituiti alla stessa.

    In alternativa, ci venga spiegato perché Morgigni trattiene con le unghie e con i denti il fascicolo Fastweb-Telecom, con il beneplacito dei suoi superiori.
    Perché è più bravo? Perché è più cattivo? Perché è più ringhioso? Perché appartiene a una determinata parte politica?
    Perché?

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“Questo Blog è dedicato alla figura di Silvio Scaglia, imprenditore ed innovatore, protagonista di start up (Omnitel, Fastweb, Babelgum) oggi impegnato in nuove sfide come il rilancio de La Perla, marchio storico del made in Italy. E' un luogo di informazione e di dibattito per tutti gli stakeholders (dipendenti, collaboratori, clienti) ma anche comuni cittadini che hanno seguito le vicende in cui Scaglia, innocente, si è trovato coinvolto fino alla piena assoluzione da parte della giustizia italiana.” - Stefania Valenti, Chief Executive Officer Elite World