Piero Ostellino: Se vige il “pregiudizio di colpevolezza”

La firma è una garanzia. E’quella di Piero Ostellino, ovvero rigore intellettuale e sani principi liberali. Quegli stessi principi che dovrebbero ispirare il legislatore (e i media) in uno Stato di diritto. Ma così non è, troppo spesso così non è, almeno in Italia. Basta riflettere – spiega appunto Ostellino sul Corriere della Sera – a proposito degli “emendamenti al decreto governativo sulle intercettazioni”. “Noi giornalisti – si legge – vediamo tutelato il nostro diritto a informare e i lettori vedono il loro a essere informati”. Tutto bene? In apparenza sì, ma solo in apparenza, se con quelle pubblicazioni “i lettori finiscono per conoscere gli elementi raccolti dalla magistratura per formulare il suo atto d’accusa, ma poco o nulla sapranno degli argomenti della difesa, perché i giornali non li pubblicheranno o, quanto meno, non ne parleranno con la stessa enfasi”.


Il tasto è dolente, visto che a parlarne è uno che di media se ne occupa da una vita e i giornalisti li conosce come le sue tasche. Ma come dimenticare, fra i tantissimi episodi che si potrebbero citare, i casi degli ex ministri Rino Formica e Vito Lattanzio? Dipinti come mostri della politica, assatanati di soldi e potere da giornali e tv dell’epoca, sono stati riconosciuti completamente innocenti ben 17 (diciassette, avete letto bene!) anni dopo. E come è stata riconosciuta dai giornali la loro innocenza? Il loro calvario durato quasi una generazione? Con qualche trafiletto, poche righe di spalla, come si dice in gergo. E già gli è andata bene, perché a molti neanche quello.


Ma perché funziona così? Innanzitutto – osserva Ostellino – perché la nostra cultura “assegna pregiudizialmente allo Stato un primato sull’individuo. Così, anche in sede processuale, l’accusa – lo può testimoniare ogni avvocato penalista – per il solo fatto di essere formulata da un potere dello Stato, gode di fatto (ancorché non di diritto), di una condizione di privilegio sulla difesa e, a livello di opinione pubblica, è credibile e persino giusta, per definizione”.

Il risultato è che funziona il “pregiudizio di colpevolezza”, invece di quello liberale di innocenza. Non a caso, insiste Ostellino “la carcerazione preventiva, che si protrae spesso ben oltre i limiti della decenza, lascia indifferenti la politica, i media, i magistrati e la stessa opinione pubblica”.


Capita così, per dirne una che ci sta a cuore, che un signore come Silvio Scaglia, messosi a disposizione dell’autorità giudiziaria, tornando di corsa dall’estero un venerdì sera (con l’ingenuità di chi non sa che per la magistratura il week end è più sacro della libertà personale) se ne stia da 150 giorni (anzi 152 per l’esattezza), agli arresti. Prima a Rebibbia,  poi murato ad Antagnod (bontà loro), a protestare la sua innocenza alla luna. Anzi, nemmeno a quella, perché gli hanno vietato di mettersi alla finestra.



18 Commenti a “Piero Ostellino: Se vige il “pregiudizio di colpevolezza””

  • Pietro Boero:

    IO NON TREMO PIU’ VOI….. DOVRESTE !!!
    ……….CON ATTI FALSI FATTI E LASCIATI FARE DAL P.M.(Pubblico Ministero) Dr.BOZZOLA MARIO NEL GIUGNO 1990, AD ASTI, CON IL NUOVO CODICE DI PROCEDURA PENALE (entrato in vigore 24 ottobre 1989) SONO STATO CONDANNATO ALL’ERGASTOLO !!!!!!PROFESSANDO SEMPPRE LA MIA INNOCENZA E DI ESSERE PERSEGUITATO DA ATTI FALSI.-
    NEL 1992 ASSOLTO E PASSATO INGIUDICATO NEL 1994 DOPO 8 GRADI DI PROCESSO DI CUI 3 CASSAZIONI.- SOLO NEL 2004 HO TROVATO I FALSI FATTI DI POLIZIA GIUDIZIARIA E LE PERIZIE CHE HANNO FATTO APPOSTA PER “”INCASTRARMI”” 8 (OTTO) I FARABUTTI ARRIVISTI DI CUI UNO, QUELLO CHE HA CONDOTTO LE INDAGINI ASSIEME AL P.M. BOZZOLA E’ ANCORA FUNZIONARIO DI POLIZIA (oggi-luglio 2010) ATTUALMENTE I° DIRIGENTE AI VERTICI DEL DIPARTIMANTO ANTIMAFIA DI TORINO ………..!!!!! SI CHIAMA GIANANTONIO TORE
    MI SONO SEMPRE DOMANDATO E MI DOMANDO ANCORA???…….. SE A ME HANNO FATTO QUESTO, AL BERLUSCONI O A “”PERSONAGGI SCOMODI”” COSA POSSONO FARE O NON FARE ???????……. C’E’ DA AVERE PAURA VERAMENTE!!!!!!
    L’HO SERVITA, L’HO AMATA E L’AMO ANCORA….. MA………POVERA ITALIA!!!!!!!!!
    Facilito chi vorrebbe farmi querela :
    Sono, mi chiamo e mi firmo nell’articolo precedente messo in rete in Asti :
    Pietro Boero, nato ad Asti il 06/03/1953 residente in Mongardino (AT)Via Tiglione nr. 3 – PER……4 ANNI ERGASTOLANO… Oggi incensurato ma……. sempre additato

  • Cesare:

    “Grande è il giornalismo.
    Un abile direttore di giornale non è il governatore del mondo, essendo uno di coloro che lo persuadono?” – by Thomas Carlyle –

    E tutta la vicenda Fastweb/Scaglia è proprio iniziata cinque mesi fa con una grande comunicazione mediatica, imperniata sulla persona che ha osato attaccare i monopoli nel settore delle TLC.

    Allora, xchè appunto i direttori dei giornali non spiegano che in uno Stato Democratico per i liberi cittadini vige il principio dell’innocenza e non possono essere incarcerate persone sulla base dell’assioma “non poteva non sapere” cioè colpevolezza assegnata a priori e senza prove oggettive?

  • Renato:

    il sistema è quello, punto, inutile illudersi. è triste dirlo ma la legge vigente è quella cd del menga. forcaioli finchè si sta alla finestra, garantisti da quando gli innocenti nel tritacarne del sistema diventiamo noi! E poi caro Ostellino, dovrebbe iniziare dal giornale per cui scrive che non va certo per il sottile, anzi.

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