Vincino per tutti (da Il Foglio del 28 Agosto)

2 Commenti a “Vincino per tutti (da Il Foglio del 28 Agosto)”

  • stefano:

    Ho la sensazione che si viva una situazione genericamente paradossale e drammatica: da una parte i Toga Party pretendono, con i loro comportamenti e decisioni, di avere una voce in capitolo sulla vita sociale di questo paese, convinti come sono della loro “missione” (è una cosa da far venire i brividi pensare che questi signori ritengano di avere una missione da compiere, perché diventano pericolosi ideologi del “nessuno sopra di noi”). Dall’altra, si percepisce chiaramente la totale distanza dal buon senso comune (io sto a Padova, la settimana scorsa due rapinatori scappando hanno investito e ucciso una donna e dopo due giorni erano ai domiciliari). Normale caso di malagiustizia, non ci si scandalizza neanche più ormai, ma la domanda vera è: questi signori, hanno ancora la consapevolezza del lavoro che fanno? Sanno che è un lavoro (e non una missione), che ha un contenuto professionale ben preciso e che nulla ha a che vedere con giornali, tv, carriera politica ecc.? Accusano a destra e a manca che si fanno regole che delegittimano il loro lavoro. Per quel che mi riguarda, i primi a delegittimarsi sono loro, quando decidono quali regole rispettare e quali no. Parlando con gli avvocati, penalisti o civilisti, si percepisce il profondo disagio di chi, quando va in tribunale, non sa cosa potrà succedere perché “dipende dal giudice che trovi”. Ma come?! Non c’era la certezza del diritto? No, c’è l’incertezza del magistrato di turno. Se si sveglia col mal di pancia, se ha perso a tennis il giorno prima, se gli è andata male l’elezione al CSM, allora sono affaracci del cittadino.

  • Cesare:

    Ma noh, tutti quanti non perderebbero la fiducia nella giustizia ed attenderebbero il resto che diranno appunto, i giudici.

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