Truffe Carosello: perché Scaglia “poteva non sapere” (2)


Dai verbali della riunione del Cda del 14 luglio 2003, agli atti dell’inchiesta, emergono altri particolari sulla “governance” in Fastweb. In particolare: perché venne deciso di condurre “approfondimenti” sulle carte prepagate (Phuncards) e venne bloccata la loro attività.


Dalle ricostruzioni fin qui svolte (vedi post del 21 settembre) sono emersi già tre elementi:


1) Scaglia seguiva le strategie generali di Fastweb non i singoli contratti;

2) Il Cda iniziò a occuparsi delle Phuncards solo nel 2003;

3) I controlli spettavano al Comitato di Internal Audit.


Cosa accadde dunque nell’estate del 2003? Occorre ripartire dal funzionamento del Cda.


Il 12 aprile 2010 Scaglia dichiara, infatti, ai magistrati:


“Il Cda funzionava sulle attività di controllo tramite il Comitato di Internal Audit che in quel momento (2003, ndr.)… quando ci è arrivata l’attenzione sulle carte prepagate (Phuncards, ndr.) era gestito da Carlo Micheli, no, era presieduto da Carlo Micheli (…) L’Internal Audit aveva un calendario di revisione e sistematicamente esplorava tutti i settori aziendali: questo calendario veniva presentato al Cda e poi implementato indipendentemente, sia per le verifiche che, sia per la definizione”.


PM Bombardieri: “Quindi cosa viene segnalato al Cda (…) a proposito delle carte prepagate?

Silvio Scaglia: “Il comitato di Internal Audit prima dell’estate o a inizio estate 2003 segnala delle criticità su questa attività (le Phuncards, ndr.), proprio perché nota che c’è stato un aumento dell’importanza delle carte prepagate. Tra l’altro il business delle prepagate (…) assorbiva cassa, perché Fastweb pagava l’IVA (…)”.

PM Bombardieri: “Quindi, se ho capito bene, la criticità che viene segnalata è quella di un… ”. PM Passaniti: “Di un problema di cassa, di una sofferenza di cassa… ”.

Silvio Scaglia: “È un problema di sofferenza di cassa, è un problema di crescita di un business che noi consideravamo ‘non core’. C’era poi un problema di atipicità rispetto all’oggetto sociale… per cui tutto questo insieme di cose segnala la necessità di un approfondimento del business”.

PM Bombardieri “Sulle carte prepagate”.


Scaglia ricostruisce i passaggi:


Silvio Scaglia: “Il Comitato di Internal Audit… informa il Cda (delle criticità, ndr.), viene bloccata momentaneamente l’attività (delle Phuncards, ndr.)… parte l’analisi (del Comitato di Internal Audit, ndr.) che ritorna al Cda con un documento importantissimo che vorrei riprendere”.


Il documento “importantissimo” di cui parla Scaglia è allegato agli atti dell’inchiesta come “Verbale del Comitato per il controllo interno di e.Biscom SpA” del 14 luglio 2003 alle ore 10.30 in Milano. L’ordine del giorno dice: 1) Modifiche di regolamento del Comitato, 2) Attività di Internal Audit. Ed è il secondo punto quello su cui concentrarsi.


Si legge infatti:


- “Il Presidente (Carlo Micheli, ndr.) informa che la funzione di Internal Audit, di recente creata all’interno del Gruppo, ha iniziato la propria attività effettuando, secondo quanto stabilito nella precedente riunione del Comitato, un’analisi dettagliata dei crediti, dei ricavi commerciali e dei fondi svalutazione crediti commerciali del Gruppo”;

- “Segue l’analisi svolta nel Comitato da Paolo Fundarò (manager ‘operativo’) che indica il seguente dato finale: ricavi da IRU (8%), ricavi da Premium numbers (13%), ricavi dalle vendite di carte prepagate (6%)”.


E si arriva così alle conclusioni del verbale: “Stante la rilevanza nell’ambito del business aziendale dei ricavi derivanti da tale attività, il Comitato ravvisa l’esigenza di effettuare un approfondimento circa possibili risvolti fiscali, contabili e civilistici”.


In seguito alla riunione del 14 luglio e in attesa degli “approfondimenti” il business delle prepagate (Phuncards) viene bloccato. A confermarlo è una mail (martedì 15 luglio, ore 10.03) scritta dall’Amministratore Delegato, Emanuele Angelidis, al Direttore generale, Alberto Trondoli, (e per conoscenza inviata anche a tutti i top manager) dove si legge: “Alberto, in attesa dello studio, blocca le attività commerciali in essere”.


Ricapitolando:


1) Il Comitato di Internal Audit segnala nel 2003 delle “criticità” di cassa sulle prepagate;

2) Si decide di condurre degli “approfondimenti” fiscali, contabili e civilistici;

3) L’attività viene bloccata dall’Amministratore Delegato di Fastweb.


Ma cosa produssero gli approfondimenti sulle Phuncards? Che indagini furono svolte? E cosa arrivò di queste indagini all’attenzione del Cda, ovvero di Scaglia? Lo vedremo nella prossima puntata.


12 Commenti a “Truffe Carosello: perché Scaglia “poteva non sapere” (2)”

Lascia una replica per Cesare

Newsletter
Iscriviti alla newsletter di silvioscaglia.it




ebook il caso scaglia

Perché un blog?

“Questo Blog è dedicato alla figura di Silvio Scaglia, imprenditore ed innovatore, protagonista di start up (Omnitel, Fastweb, Babelgum) oggi impegnato in nuove sfide come il rilancio de La Perla, marchio storico del made in Italy. E' un luogo di informazione e di dibattito per tutti gli stakeholders (dipendenti, collaboratori, clienti) ma anche comuni cittadini che hanno seguito le vicende in cui Scaglia, innocente, si è trovato coinvolto fino alla piena assoluzione da parte della giustizia italiana.” - Stefania Valenti, Chief Executive Officer Elite World