Io Donna: “Vi prego, ascoltate mio marito”

“Solo se sei un assassino puoi dire quello che vuoi”. Monica Aschei, moglie di Silvio Scaglia, non versa una lacrima, ma va avanti come un caterpillar. Alla vigilia del processo al fondatore di Fastweb, parla per la prima volta. E si toglie un sassolino…


di Pierangelo Sapegno



Ecco, uno viene arrestato e sparisce dalla società civile. È questo il vero problema, che nessuno ci ascolta, e l’assenza di risposte è un incubo. Cerchi qualcuno che abbia voglia di sentire la tua voce, ma se tu rispetti le regole, non esiste nessuno, semplicemente perché sei stato cancellato. Se sei un assassino ti ascoltano, ti vengono a cercare, e puoi dire quello che vuoi, alle televisioni, agli altri, a tutti. Per noi non è stato così, invece, e io mi sento come se mio marito l’avessero tolto dal mondo, gli avessero impedito di difendersi, di raccontare la sua storia». Monica Aschei è la moglie di Silvio Scaglia, il fondatore di Fastweb arrestato nell’operazione Phuncards-Broker, su una gigantesca rete internazionale di riciclaggio per un giro di false fatturazioni. Secondo l’accusa, quelle operazioni sarebbero state realizzate con la compiacenza dei vertici di Fastweb e di Telecom Sparkle. Fra pochi giorni comincia il processo. E Scaglia ha sempre detto che non ne sapeva niente, che non poteva saperlo, che i giudici l’avevano già sentito nel 2007 e che l’avevano prosciolto, che nessuno era riuscito a scoprire quella truffa, «neppure loro, che ne erano le vittime, e che avevano già rivoltato l’azienda come un calzino, prima di venderla agli svizzeri della Swisscom». Scaglia, dopo 3 mesi di carcere a Rebibbia, è agli arresti domiciliari ad Antagnod, Val d’Ayas, nell’unica casa che ha tenuto in Italia, dopo essersi trasferito a Londra. Non è stato un bel modo per tornare a casa.



 

Oggi, l’ha raggiunto sua moglie. Parliamo con lei nel cortile, perché lui non può farsi neanche vedere. E fa così: non si fa neanche vedere. Monica ha i capelli sciolti, è bionda, minuta, di una bellezza semplice come i suoi vestiti, un paio di jeans, un maglione, una camicia inglese. Forbes ha scritto che Scaglia è il tredicesimo uomo più ricco d’Italia, il 937esimo nel mondo e che la sua ricchezza documentata ammonta a più di un miliardo di dollari. Però, quando loro s’erano conosciuti non era così. Lei aveva 12 anni: «I suoi genitori erano venuti a vivere di fronte a noi, a Novara. Sono stata io a corteggiarlo. Quando avevo quasi 18 anni, Silvio era un bel ragazzo, e solo allora cominciammo a uscire. Abbiamo fatto tutta la strada insieme. Io lavoravo come ricercatrice e borsista e lui cominciava con McKinsey e poi con Gianfilippo Cuneo, Giovanni Agnelli, la Piaggio, Madrid… Ha lavorato come un matto. Silvio faceva un giro del mondo al mese, non si fermava mai. Diceva: l’esperienza cinese mi ha insegnato ad avere pazienza. Invece, penso che abbiamo corso in fretta. Arrivò Fastweb, la vendita a Swisscom e l’avventura con un nuovo start up. E due anni fa cominciò a studiare il cinese. Per lui l’Europa era una bella signora decadente. Guardava già avanti, perché è fatto così. Noi, tutto quello che abbiamo ce lo siamo guadagnato. Non solo i soldi, anche questa famiglia, che è una famiglia solida, che si vuole bene». Per questo, dice Monica, non riesce a capire quello che sta succedendo, «questo accanimento contro una persona che ha sempre fatto tutto con la sua capacità e intelligenza. Noi non conosciamo politici, non conosciamo giornalisti, perchè abbiamo sempre fatto la nostra vita».


Fino a quando una mattina… ?

A Londra era l’alba, erano le 5 del mattino. Noi eravamo nei Caraibi, ci eravamo presi 5 giorni di vacanza, io e lui, finalmente da soli. Quando mia figlia Chiara m’ha chiamato erano le 7. Mi dice, guarda sono arrivati stamattina i poliziotti per perquisire la casa, stavano sfondando la porta, ci siamo svegliati per quello. «Ma cosa volevano?», le chiedo. E lei, sono entrati, sono andati nella camera di Carlo a frugargli sotto il letto. Carlo ha 12 anni. Lui s’è svegliato e non ha capito chi fossero. S’è preso una paura bestiale. Sono andati su dai nonni, hanno aperto tutti gli armadi, portato via i computer. Hanno detto solo che cercavano Silvio Scaglia. Poi ci chiama Chiara Sfondrini, la segretaria: guarda, dice a mio marito, tutti i giornali mettono in prima pagna che tu sei ricercato per frode fiscale. Era martedì. Devo rientrare in Italia, fa lui. Vado e chiarisco. Non c’era posto, e allora abbiamo fatto i salti mortali per affittare un volo privato. Arrivato a Ciampino, viene prelevato, gli prendono le impronte digitali e tutte ‘ste cose. Sembrava uno stato di guerra. Silvio non è stato sentito per 5 giorni. Poi è venuto il magistrato e gli ha fatto solo l’interrogatorio di convalida. Lui ancora adesso non è riuscito a spiegarsi. Fra gli arrestati non c’è stato nessuno che ha detto di conoscerlo. Ho visto che c’è uno solo che dice, chi, quello con la faccia tonda? (Ma mio marito non ha la faccia tonda, non è mica grasso… ). Ah, questo l’ho visto una volta. E i giudici tutti contenti: sì, dove l’ha incontrato? No. L’ho visto in tv. L’impressione è che questi sono andati con le reti a strascico e se c’è rimasto dentro anche un innocente non possono far saltare il banco. Ci hanno setacciato tutto, sanno persino quante calze ho nel cassetto. A questo punto, dovrebbero avere l’onestà di ammettere che Silvio non sapeva.


Lei quando l’ha visto la prima volta?

Dopo 3 settimane. Entri in un mondo kafkiano. Vado a Rebibbia: signora, deve levare tutto. Ma io vado a trovare mio marito. Non importa, può avere merce di scambio. Avevo in tasca un bigliettino di mio figlio: «Ciao papà, ci manchi. Ti voglio bene». Non me l’hanno fatto portare. Mi ricordo una guardia che mi aggrediva, mi diceva metti la mano qui, e poi mi urlava, vedi che non va? Leggi!! Non vedi che c’è scritto togli la mano? Vabbé, io è la prima volta che entro qui dentro. Eh cerca di svegliarti, mi faceva quello. Mi ricordo il freddo, questi finestrini in alto, delle grandi sale. Un giorno Silvio mi dà il sacco della roba da lavare e io ci prendo un golf e me lo metto e una guardia mi salta addosso: ma che fa?. Invece, dei detenuti Silvio mi ha parlato sempre bene. Mi diceva che quelli più intelligenti erano quelli che facevano le rapine perché avevano la predisposizione a pianificare. Uno gli ha regalato le ciabatte per la doccia. Era quello che aveva fatto il colpo da Bulgari sfondando la vetrina col bulldozer.


La lettera a Napolitano?

È un’idea mia. Non ho mai letto Kafka. Ho cominciato adesso e ho preso Il processo, ma non riesco ad andare avanti. La cosa che mi angoscia di più è questa impossibilità di far sentire la tua voce, questo senso di impotenza. E non riguarda solo Silvio, per carità. Per questo ho scritto al Presidente, perché ho pensato che lui almeno mi avrebbe ascoltato. La risposta è stata un po’ formale, ma mi hanno spiegato che di più non poteva fare.


Il giorno più assurdo di questa vicenda?

Quando Legambiente organizzò una giornata verde a Rebibbia, un pomeriggio d’aria, e io feci tutte le domande per incontrare Silvio e partii da Londra e poi quando arrivai lì con il mio codice mi dissero che non potevo entrare, e il pm diceva che era una decisione del direttore e il direttore diceva che era della procura e io vedevo tutta la gente entrare e solo io no. Allora, ho chiesto: non posso vederlo in cella? Mi hanno detto che non c’era abbastanza personale.


E il momento più brutto?

Il primo, quando ho visto Silvio salire sull’aereo per tornare in Italia che mi faceva ciao. Mi sono sentita male, mi ha sostenuto un amico. Ma se le chiedi cos’è successo, la verità è che capita la vita quando gira così, dalla parte dell’inferno, dentro i giorni tutti uguali. «Io sono andata avanti come un caterpillar. Non ho mai versato una lacrima. L’incubo è rimasto, dice, non ha mai smesso di respirare. E questa storia alla fine – lei dice che sente questo – «finirà nel dimenticatoio, diluita nel tempo, dimenticata». Proprio come un incubo che in realtà non finisce mai.


59 Commenti a “Io Donna: “Vi prego, ascoltate mio marito””

  • Massimo G. FIRENZE:

    In genere non festeggiare un compleanno suona come qualcosa di molto sinistro…in questo caso è il ritorno alla vita. Più volte ho pensato a come poteva essere la privazione che ha dovuto subire…a me anche un giorno di pioggia mette addosso una sensazione di vuoto…

    Tantissimi Auguri
    Massimo

  • monica:

    Questa si che e’ una bella sorpresa! Ho capito che eri il Massimo della compagnia del mare quando ho letto “Firenze”. Saranno passati 32-33 anni…ci pensavo ieri sera: quanto ci siamo divertiti !! Hai notizie di Marco, Luca, Simona, Sergio?? So che Marco da “piccolo” diceva che sarebbe diventato medico…Sembra impossibile che sia passato cosi’ tanto tempo e soprattutto per me sembra ancora impossibile di essere finita in una situazione talmente assurda e insensata di cui ancora non capisco la ragione( sempre ammesso che esista).Ti assicuro che non “molliamo” : Silvio non ha nulla di cui vergognarsi perche’ e’ una persona onesta e trasparente ed e’assolutamente estraneo questa “storia”.
    Volevo ringraziarti per aver scritto sul blog e sono certa che adesso continuerai a seguire la nostra avventura!
    Ti auguro un anno ricco di successi e di gioia e soprattutto che tu possa condividerlo con le persone a cui vuoi bene.
    X Monica

    • Massimo:

      Certo che continuerò a seguirvi…e a supportarvi. L’amicizia non si ossida neppure dopo 30+ anni. Così, ogni tanto apparirò sul BLOG per dirvi di tenere duro.
      Ho visto che i prossimi mesi saranno intensi e, di tutto cuore, spero positivamente decisivi.
      Salutoni
      Massimo

      P.S. di quel fantastico gruppo di amici ho perso le tracce, ma come vedi non il ricordo.

  • Massimo G. FIRENZE:

    Cara Monica,
    è per caso che mi sono imbattuto in questo articolo e dopo aver letto, nelle prime righe, il nome da ragazza della signora Scaglia, sono letteralmente sobbalzato sulla sedia… perché, sì, Monica io la conoscevo…”qualche” anno fa.
    E allora la voglia di sapere e capire si è fatta frenetica ed oltre a leggermi questo articolo, ho cercato nella rete tutte quelle notizie che potevano farmi comprendere la vicenda umana e giudiziaria. In effetti la notizia la ricordavo, sentita una sera come tante al telegiornale… ma l’avevo liquidata come l’ennesima squallida truffa. Sicuro, da onesto cittadino, che la Giustizia non possa sbagliare. Anche se, ammetto, la poca (per fortuna) esperienza diretta mi ha dato tutt’altre evidenze.
    Ma è nel leggere la storia che ci si sente emotivamente vicini.
    Prima di tutto per la violenza che avete subito e che state subendo; l’irruzione senza rispetto dei minori, l’umiliazione per la visita del marito in carcere, l’annullamento dei diritti civili ed oso, anche di quelli umani…ma non si dice che si è presunti innocenti fino al terzo giudizio?
    E poi il Vostro comportamento: ammirevole. L’onesto cittadino, se si sente accusato vuol subito far chiarezza…ci sarà sicuramente un errore..poi invece scopri che non è tutto così facile. Ma la Vostra educazione (la tua la ricordo bene) e la Vostra etica non lascia spazio alla furbizia e alla meschinità: le situazioni vanno affrontate a viso scoperto. Costi quel che costi, perché alla fine la verità deve vincere sempre. E così sarà, credimi.
    Ormai abbiamo vissuto abbastanza nella vita per conoscere momenti in cui tutto sembra buio. E’ in quei momenti che abbiamo bisogno di analizzare freddamente le cose e non farci offuscare le idee, sicuri che presto tornerà a splendere nel cielo terso il sole. E se vi posso solo augurare che questo avvenga al più presto, aggiungo che non ne ho dubbi.
    A Silvio (scusa il tono confidenziale) dico che con una famiglia così nulla deve temere e che per quel che conta, da oggi ha un amico in più.
    A Monica dico di continuare ad essere CATERPILLAR…nella vita si deve lottare per tutto anche per la Giustizia.
    A tutta la Famiglia un grande abbraccio e che l’anno appena iniziato porti la meritata serenità.
    Massimo G.

  • Lotta:

    Dear Monica,
    Thank you so much for your kind and encouraging words.
    Yes, indeed,let’s hope that the judges have the courage (!)
    to uncover the truth…
    Best wishes to you and your husband,
    Lotta

  • monica:

    Dear Lotta,
    I really understand what you feel. Unfortunately at the moment all we can do is hoping that our trust in the Italian justice will be proved right as soon as possible and that these judges will have the courage to uncover the truth and recognize the innocence of several people unjustly persecuted in this case.
    I wish you all the best. Be strong!
    Monica

  • Miguel Angel Torralba:

    Cara Monica, mi auguro che questo maladeto incubo stia per finire. Tutta la storia non he di questo secolo, neanche di questa Europa. Ha un aria di vendetta, chi sa per qui, qui se par che. Prego e desidero che un uomo onesto. Un grande lavoratore come Silvia sia liberato per il bene di vuoi, e anche di quelle che abbiamo avuto l’opportunità di lavorare con lui e per lui ed abbiamo nutrito su di lui tutta l’ammirazione e il rispetto che meritano le persone avanti per bene.
    Forza a tutti. Adesso tocca a voi

  • Lotta:

    Dear Monica Aschei,
    My best wishes to you and your husband, we all hope everything will be resolved very soon.
    I can certainly understand your frustration and greatly admire your patience. I am living a similar nightmare as my partner is one of the arrested – he had legal businesses together with one of the accused and therefore “couldn’t not have known” where some of the (supposedly illegal) money came from.
    Completely free of charges, a successful businessman and now unfortunately associated with people who may have done a major fraud. Meanwhile he is in “preventive punishment” in jail since February without ever even being granted a hearing!!! (only the one they do immediately)
    His lawyers have asked many times for a hearing, with no avail. It was made perfectly clear to them that they would only grant him a hearing if he would say what they wanted to hear, i.e. accuse other people!!! And this is one of the many injustices of this huge trial… people who accuse others (falsely or not) have been released (at least into house arrest – obviously I am not talking about your husband). That means many will say whatever the PMs want them to say only to be liberated.
    I cannot believe this “civilized” country’s judicial system which allows the “toga party” to get away with arresting and imprisoning people whithout a hearing for 10 months, pressuring people into accusing others and threatening the lawyers to boot!!!
    One wonders about the reasons someone like your husband would have to commit such a fraud (NONE).. or to come to Italy to help investigate if he indeed had committed such a fraud (NONE)…I am sure any THINKING judge can see no logic in his arrest, but maybe the PMs would loose face if they admitted an error!
    In the end the honest people who have nothing to say (or cannot say what the PMs want to hear without lying) suffer nightmares and tortures that will need months of therapy to heal, not to speak of all the financial hardship and psychological stress their loved ones are forced to cope with. But as my grandfather used to say: whatever doesn’t kill you makes you stronger.
    We can only hope the judges will be just and will find out the truth, so all will be resolved in as short a time as possible.
    With warm regards,
    Lotta

  • manuela cocito cesti:

    Anch’io ho letto e riletto quanto hai detto e mi è venuta la pelle d’oca. Ti voglio solo ribadire che non siete soli, purtroppo nessuno di noi è PERSONA CHE CONTA, siamo semplici AMICI, possiamo solo esservi vicini oggi e promettere di non dimenticare mai.
    Un abbraccio

  • cz:

    Letto stamane sulla stampa un’articolo sulla regione Molise, quanto ci costa, cosa fanno con i soldi degli italiani, che vergogna … e la gente soffre, ma che paese siamo, non ho potuto finire di leggere l’articolo perchè mi stava rovinando il pomeriggio e pensare che persone come l’ Ing. Scaglia che hanno contribuito a crescere la credibilità del nostro paese con il genio e l’imprenditorialità…..non riescono a dare voce ai loro diritti di cittadini…..andate a vedere cosa succede in Molise, alla regione…mi vergogno di essere italiana.

  • michi:

    Cara Sig.ra Scaglia, mi permetta di rivolgermi a lei in modo affettuoso, come avviene tra amiche. Perche’ leggendo la sua intervista qualche tratto in comune l’abbiamo. Entrambe mogli di persone speciali che hanno saputo vedere lontano nel lavoro, ottenendo grandi soddisfazioni, pur mantenendo al centro della loro vita la famiglia. Poi il buio piu’ completo. Le inchieste condotte da magistrati forse incompetenti, forse in cerca di notorietà, non lo so, insomma l’inizio di un incubo. Siamo ancora in mezzo al guado, ma da lontano riusciamo a vedere con piu’ chiarezza e con distacco emotivo. Ci hanno rovinato moralmente ma non l’avranno vinta nonostante impensabili pressioni psicologiche. Anche noi abbiamo avuto la possibilità di assistere da lontano e lontano siamo rimasti, per fortuna. Ma che tristezza vedere il declino inarrestabile del nostro paese…

  • aniram:

    Gentile Signora Monica,
    la capisco, eccome se la capisco. Ho vissuto, anche se in forma diversa, la sua stessa esperienza. Con una differenza, eravamo all’estero e ci siamo rimasti. Per fortuna! Solo cosi siamo riusciti in qualche modo a difenderci, altrimenti saremmo stati distrutti psicologicamente ed economicamente.Ormai ne siamo praticamente fuori, e tentiamo di ricominciare. La vita, incurante delle tue pene ha ripreso i suoi ritmi, ma dentro la rabbia rimane e il dolore restano come una ferita aperta. Stia vicina soprattutto ai suoi figli, sono quelli che possono sembrare i piu forti, ma in realta possono essere i piu deboli. E anche di questo ne so qualcosa!
    Seguo sempre il blog e sa qual’è la cosa che piu mi rabbia? Il vedere uno scarso coinvolgimento di tutti in questo caso, siano persone, siano i media, siano i politici. Nessuno di noi a questo punto vuole entrare nel merito del ” non poteva non sapere” ma è il vedere calpestato il piu elementare dei diritti, nel vedere come le cose vengano travisate, pronti a dire che un 6 in effetti è un 9, perchè è stato deciso di guardare il foglio da sotto in su.Ci si sentei impotenti e rabbiosi, soprattutto durante quelle notti insonni. Finirà, prima o poi finira, io intanto, non posso far altro, le mando un affettutuoso abbraccio

  • ivana:

    Monica,
    con calma ed attenzione ho letto e riletto la tua intervista,la tua forza e quella di Silvio sono di esempio a tanti e sappi che tante e tante persone sono con Voi anche se in silenzio.
    un abbraccio ad entrambi.
    Liv

  • fedenrico:

    Gentile Monica,
    leggo e… sono inorridito.
    “La sovranità appartiene al popolo”; “La libertà personale è inviolabile”; “E’ punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizione di libertà”. Quante sciocchezze ci vengono propinate!

    Dal Manuale del Maggiore H. von Dach. Capitolo: “Fondamenti del terrore”.
    “Protrazione arbitraria delle cause penali:
    Nello stato di diritto i misfatti vengono giudicati tali solo quando vengono scoperti e quando gli autori vengono presi. Nello stato totalitario i presunti colpevoli vengono rinchiusi in una prigione, senza interrogatorio e sentenza per un tempo indeterminato”.

  • Cesare:

    incredibile! – In Italia si dà ascolto ai “pentiti” di mafia e non alle persone che hanno dato un grande contributo allo sviluppo tecnologico della nostra Nazione. (probabilmente è questa la colpa grave che “non poteva non sapere”).

  • marco costaguta:

    Forza Monica e forza Silvio, orza Sophie e Mario,
    è da brivido, purtroppo, leggere la tua intervista, ma spero che fra poco finisca tutto, per voi e i vostri ragazzi.
    un abbraccio
    Marco

  • Massimo:

    Ciao Monica,

    Ricorda sempre che Marina, Giovanna, Umberto e io ti pensiamo sempre e ti siamo sempre vicini, la tua famiglia è sempre con te e puoi sempre contarci.

    Un bacio e un abbraccio da tutti noi.

  • Manilo:

    Non so piu’ in quale modo si possa esprimere l’indignazione e l’incredulita’ per il trattamento che persone come Silvio e Mario stanno subendo. Scappare, e dove? Reiterare, e come? Inquinare, e come? Non posso fare altro che sperare che le persone che in questo momento ne stanno determinando il destino siano cosi’ intellettuamente oneste nell’ammettere che non esistono pericoli nel concedere a Silvio e Mario la liberta’ in attesa che un processo stabilisca la verita’ dei fatti. Un forte abbraccio ad entrambi. Manilo

  • Alida Greco:

    Gentilissima Monica,
    mi ha commosso leggere l’articolo su Io Donna. Ho avuto modo di consocere l’Ingengner Scaglia 15 anni fa quando molto giovane, alla mia prima esperienza di lavoro in Omnitel, lui già si faceva apprezzare per professionalità, trasparenza e onestà. Io e mio marito ( anche lui ex omnitel) Vi siamo vicini e Le assicuro che per noi Silvio non è “sparito”. Sono sicura che alla fine si chiarirà tutto.
    Affettuosamente Alida

  • Daniela:

    Cara Monica,che dirle. L’unica cosa che posso fare é quella di esprimerle la mia completa solidarietà. Sono accanto a lei e a suo marito, che ho avuto la fortuna di incontrare in Piaggio e sia pur per poco tempo di averlo come direttore. Ho sempre, fino dai primi incontri con il Dott. Agnelli, prima della avventura a Madrid, apprezzato l’onestà culturale e la profonda capacitò di suo marito, per cui non ho mai dubitato che fossero false le accuse mosse verso di lui. Spero per voi due e per la vostra famiglia che presto le cose siano chiarite e che questo incubo finisca.
    Sappiate che non ho mai cessato di pregare per voi.
    Un abbraccio

  • Miguel Angel Torralba:

    Brava Monica! Presto si vedrà tutto chiaro e Silvio sarà libero , come quell’ uccello dei primi spots dalla Onmitel.
    Un forte abbraccio. Miguel.

  • gianni:

    Gentile Monica,
    ho letto di corsa il suo intervento e, mi creda, la capisco molto molto bene. Quello che posso consigliarLe con grande umiltà e di stare vicino a suo marito perchè è nei momenti più difficili e assurdi che la famiglia e l’amore dei propri cari può darti la forza ed il coraggio di andare avanti e far fronte a situazioni che definire assurde è ben poco.
    Con stima
    Gianni Rossi

  • Paul:

    Stia tranquilla, signora Scaglia, che siamo in tanti, ma in tanti, ad aspettare questo processo e non ci siamo dimenticati di suo marito. Ma dato che suo marito in questo momento tiene duro, e Lei pure, bisogna portare pazienza ancora un pò. Ormai manca poco al momento in cui si scoprono le carte.

Lascia un Commento

Newsletter
Iscriviti alla newsletter di silvioscaglia.it




ebook il caso scaglia

Perché un blog?

“Questo Blog è dedicato alla figura di Silvio Scaglia, imprenditore ed innovatore, protagonista di start up (Omnitel, Fastweb, Babelgum) oggi impegnato in nuove sfide come il rilancio de La Perla, marchio storico del made in Italy. E' un luogo di informazione e di dibattito per tutti gli stakeholders (dipendenti, collaboratori, clienti) ma anche comuni cittadini che hanno seguito le vicende in cui Scaglia, innocente, si è trovato coinvolto fino alla piena assoluzione da parte della giustizia italiana.” - Stefania Valenti, Chief Executive Officer Elite World