Riparte il “Processo Carosello”


Oggi si decide sul rito abbreviato





Fotogramma de "Il processo" di Orson Welles tratto dall'omonimo libro di Kafka







Si riparte. Stamane, presso la Prima Sezione Penale del Tribunale di Roma, riprenderà il processo per la “frode Carosello”.


Davanti al Collegio giudicante, presieduto dal dottor Giuseppe Mezzofiore, la pubblica accusa replicherà alle eccezioni sollevate da diversi difensori contro la decisione del GIP Paolicelli di concedere il rito immediato, su richiesta della Procura.


Nell’ultima udienza, prima della pausa per le festività, il PM presente in aula, la dottoressa Francesca Passaniti, aveva chiesto al presidente del Collegio i termini per poter rispondere ai quesiti. È probabile che, dopo la replica della pubblica accusa, il Collegio giudicante si ritiri per una decisione che potrebbe già essere comunicata nel coro dell’udienza.





Gli scenari possibili:

  1. il Collegio giudicante respinge tutte le eccezioni. In tal caso, il processo va avanti nella forma attuale;
  2. al contrario, il Collegio accoglie le richieste delle difese in toto. Di conseguenza, il fascicolo torna ai PM per l’istruzione della causa secondo il rito ordinario;
  3. vengono stralciate le posizioni di alcuni imputati;
  4. viene ritenuta fondata l’eccezione di incostituzionalità per l’interpretazione estensiva data all’articolo 453/1 bis del Codice di procedura penale. In tal caso il processo si ferma in attesa della pronuncia della Suprema Corte.


Le eccezioni delle difese vertevano principalmente su:

  1. il fatto che si sia disposto di procedere anche per fatti di cui erano già decaduti i termini di custodia cautelare;
  2. la distinzione delle posizioni delle persone fisiche da quelle giuridiche;
  3. la violazione del diritto al contraddittorio. In particolare, per quanto riguarda Silvio Scaglia, non è stata esaminata la memoria difensiva dell’ingegnere, regolarmente presentata nei termini di legge;
  4. la violazione del diritto di difesa poiché ad oggi, come lamentano alcuni difensori, non risulta nella loro disponibilità una parte rilevante della documentazione;
  5. l’eccezione di incostituzionalità, in merito alla decisione di concedere il rito immediato non sulla base di “prove evidenti”, come espressamente previsto dalla legge, ma solo perché gli imputati erano già sottoposti al regime di custodia cautelare.



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