L’avvocato Merluzzi: “Dai PM palesi contraddizioni”



Secondo il legale degli ex dirigenti TIS, Mazzitelli e Comito: “La Procura ha dimostrato un atteggiamento del tutto autoreferenziale. E adesso si sono accorti dell’errore…”


Autoreferenziali e in palese contraddizione fra loro”. È perentorio il giudizio che l’avvocato Fabrizio Merluzzi, difensore degli ex dirigenti di TIS, Stefano Mazzitelli e Massimo Comito, esprime rispetto alle requisitorie con cui i PM Passaniti e Bombardieri, nella quinta udienza, hanno replicato alle “eccezioni” prodotte dai collegi di difesa, chiedendo al Tribunale di respingerle. “Prendo atto – aggiunge Merluzzi – che una risposta tecnica alle eccezioni non l’abbiamo sentita. Il che la dice lunga”.


La dice lunga su cosa, avv. Merluzzi?

Sul fatto che la Procura ha un atteggiamento autoreferenziale. Nelle requisitorie abbiamo sentito passaggi inaccettabili…


Ad esempio?

I PM hanno detto che siccome la Procura ha lavorato quattro anni, siccome il Tribunale del Riesame gli ha dato ragione, allora in pratica l’udienza preliminare poteva diventare inutile. È come se dicessero: poiché sappiamo di avere ragione, si fa come diciamo noi. Ma allora mi domando: se una Procura pensa di avere ragione e questo fa premio su tutto, che si fanno a fare i processi? A che serve il dibattimento?


Accennava a “palesi contraddizioni”…

Certamente. È stata la dottoressa Passaniti a dire che il giudizio immediato non necessita di una valutazione di merito del GIP il quale, pur non conoscendo il fascicolo prende atto della situazione di custodia cautelare degli accusati e dispone il rito su richiesta delle Procura.


Dunque?

Poi, però, pochi minuti dopo, abbiamo sentito il sostituto Bombardieri sostenere che adesso è il Tribunale che non può valutare la decisione del GIP di concedere l’immediato poiché, mentre il GIP valuta gli atti, il Tribunale non può farlo perché non li conosce. Quindi, in un caso si sostiene che il GIP non entra nel merito, nel secondo che è il Tribunale a non poter entrare nel merito, perché tanto lo ha già fatto il GIP. Se non è una contraddizione… vorrei che qualcuno mi spiegasse se per la Procura il GIP Paolicelli poteva entrare nel merito degli atti o non poteva, perché le abbiamo sentite entrambe.


Quindi?

La verità è che, a seconda delle eccezioni delle difese cui intendevano replicare, i PM hanno detto una cosa e il suo contrario. In palese contraddizione. I PM hanno anche chiesto, in subordine, al Tribunale di separare eventualmente il “delitto fiscale” da quello “associativo”. Che ne pensa? Faccio io una domanda: perché non lo hanno detto prima? Perché, al contrario, hanno agito fin dall’inizio come se i reati non potessero essere scissi e, anzi, proprio su questo, hanno costruito la richiesta di rito immediato, tra l’altro senza disporre dell’“evidenza della prova”?


Ha un’ipotesi?

È evidente. Perché per il reato fiscale erano scaduti i termini, quindi le persone andavano liberate e processate per rito ordinario. Invece, la Procura ha fatto di tutto perché i due reati non venissero separati e gli accusati restassero agli arresti, in quanto erano già agli arresti. Ora si sono resi conto dell’errore…


Ma se adesso il Tribunale decidesse per la separazione?

Si creerebbe una situazione assurda, per la quale si può discutere del mezzo, cioè del reato associativo, ma non del fine, cioè il reato fiscale. Mi spiego meglio: se il fine delle persone era il reato fiscale, il fatto di associarsi diventava il mezzo per raggiungere quel fine. Ma se dovessero essere separati i procedimenti, ci troveremmo nella situazione di non poter discutere del reato fiscale, quindi fare domande, accettare documenti o testimoni relativi al reato fiscale, poiché non costituisce l’oggetto del processo. Ma a quel punto come si potrà discutere del mezzo, cioè del delitto associativo?


Conclusioni?

Questo processo andava fatto con rito ordinario.


16 Commenti a “L’avvocato Merluzzi: “Dai PM palesi contraddizioni””

  • stefano:

    In un lavoro normale, quello che hanno fatto i togaparty ha un solo nome: truffa! Far apparire ciò che non è a proprio vantaggio si chiama truffa o frode. Visti i gravi indizi di colpevolezza forse sarebbe bene che qualcuno li mettesse in galera..

  • Cesare:

    …. peggio dei politici…. parole, parole, parole!
    Questo teatro è completamente fuori dal mondo (il mondo degli uomini liberi).
    Qui si sta inventando il lavoro – e paiono tutti d’accordo a tirare il più a lungo possibile.

    Peccato che ci sono persone che sono state private della libertà e quindi il gioco è fatto appunto sulla pelle di queste persone.

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