“Traffico telefonico”, il traffico c’è


Alla ripresa del processo la testimonianza dei dipendenti che hanno condotto l’Audit di TIS. «Anche nel caso di servizio generato artificialmente c’è stata un’erogazione effettiva».  E sia i vertici che i dirigenti commerciali “non potevano sapere”. La prossima udienza fissata per il 10 ottobre


È ripreso giovedì 22 settembre, dopo la pausa estiva, il processo per l’“Iva telefonica”. Esaurito l’elenco dei testi relativi al filone Fastweb, l’inchiesta continua con il troncone relativo a Telecom Italia Sparkle. Il calendario, però, prevede dopo le udienze del 22 e del 23 settembre, un nuovo intervallo: il procedimento riprenderà infatti solo il prossimo 10 ottobre.


A comparire davanti al collegio della Prima Sezione Penale del Tribunale di Roma presieduta da Giuseppe Mezzofiore, è stata per prima Paola Zurzolo, dirigente dell’area Audit dell’azienda incaricata di svolgere le prime indagini dopo le notizie stampa circa il coinvolgimento di I-Globe su una presunta frode Iva. La dirigente ha raccontato che le situazioni che potevano prestare adito a sospetti sono venute alla luce solo dopo una serie di accertamenti decisi dopo l’avvio delle indagini della Procura. Ad attirare l’attenzione dell’Audit, infatti, fu la constatazione che alcuni campioni di traffico in una certa percentuale erano distribuiti in maniera omogenea lungo le ore del giorno e che una certa percentuale di chiamate avevano durata simile. È in questo modo che ha preso corpo il sospetto che una parte del traffico – cosa possibile sul piano tecnico – fosse fittizio, ovvero generato artificialmente. Era possibile che i vertici dell’azienda non nutrissero sospetti? O, come ha sostenuto il PM Giovanni Bombardieri, i dirigenti coinvolti nelle indagini “non potevano non sapere”? L’amministratore delegato e i dirigenti dell’area commerciale ricevevano ogni mattina un resoconto dell’attività, in gergo chiamato “file Galloni” (dal nome dell’addetto all’operazione) in cui veniva riassunto il minutaggio complessivo del traffico nella giornata precedente, senza ripartizione per fascia oraria o per durata delle chiamate. Come del resto era prassi per operazioni di questo tipo e soprattutto per il ruolo di pura carrier di transito di TIS che non può entrare nel merito del tipo di servizio trasportato. Solo l’indagine analitica ex-post ordinata dopo l’avvio delle indagini ha permesso di ipotizzare o possibili irregolarità che potevano, al limite, essere rilevate dai tecnici a scopo di dimensionamento di rete o di controllo qualità o piuttosto modelli di business di nuova concezione (micropagamenti telefonici) basati su tecnologie ibride Voce/dati quali il “VoIp”.


Il secondo teste, sentito nell’udienza del 23 settembre, è un altro dipendente dell’Audit, l’ingegnere Davide Ciarniello che ha sostanzialmente ribadito quanto illustrato da Paola Zurzolo soprattutto sul ruolo di TIS come pura carrier di transito e sul fatto che il traffico generato artificialmente (da una macchina o da un dialer su PC) può non implicare la mancanza di servizio erogato. Anche i problemi riscontrati nell’erogazione del servizio, e le successive proteste, stavano del resto a dimostrare che il servizio era effettivamente fornito. Un servizio non solo tecnologico, ma con un rilevante ruolo commerciale, cosa che giustificava il ricorso di I-Globe al supporto di TIS. Il teste, al proposito, è ricorso ad un’immagine: se io possiedo un camion, posso percorrere un’autostrada da solo. Ma se voglio utilizzare il camion per effettuare un trasloco devo affidarmi ad una società in grado di fornirmi il servizio. TIS, in questo caso, ha funzionato da “società dei traslochi” fornendo consulenza commerciale e logistica, oltre che tecnica. Nulla, insomma, poteva giustificare eventuali sospetti del vertice di Telecom Italia Sparkle sul business, è la conclusione della testimonianza dell’esperto dell’Audit.


Finisce qui il breve ciclo di testimonianze dei dipendenti dell’area Audit di Telecom Italia Sparkle. Il processo riprenderà il 10 ottobre. Martedì sarà reso noto l’elenco dei prossimi testi che sfileranno nell’aula della Prima sezione penale del tribunale di Roma.


17 Commenti a ““Traffico telefonico”, il traffico c’è”

  • giovanni:

    Anche in queste udienze le testimonianze confermano la sensazione che abbiamo avuto dall’inizio: un’indagine mal condotta, sensazionalismo, incapacità di analisi e negligenze sono gli ingredienti che hanno portato gente onesta in carcere e lo Stato a sprecare tanti soldi-

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