“Iva Telefonica”. Dopo i gioielli, le opere d’arte


Interrogato Nicola Carlo Luciani, il consulente che ha venduto De Chirico e Botero a Micucci. Slitta la testimonianza del capitano De Lellis


Lezione d’arte ieri al processo per l’“Iva Telefonica” che si celebra alla Prima Sezione Penale del Tribunale di Roma davanti al Collegio presieduto da Giuseppe Mezzofiore. L’udienza, infatti, è stata dedicata in parte al teste Nicola Carlo Luciani, consulente ed intermediario d’opere d’arte tra cui un De Chirico, due Fontana ed un piccolo Botero che sarebbero stati venduti a Massimo Micucci per un importo attorno ai tre milioni. Il pagamento, ha detto Luciani, sarebbe stato però effettuato da Carlo Focarelli, un elemento che, secondo l’accusa, tende ad avvalorare il sospetto di riciclaggio, stavolta attraverso opere d’arte.


Dopo il controesame dei difensori, però, Focarelli ha voluto chiarire di avere acquistato quadri con la consulenza di Micucci, pagandoli con bonifici sul conto indicato da una galleria romana. Lo stesso Micucci ha voluto rendere una dichiarazione spontanea contestando l’affermazione di Luciani secondo cui l’acquirente si era basato solo su una fotografia, senza nemmeno visionare le tele, circostanza smentita con veemenza dal gallerista Micucci, che ha sfoggiato la sua cultura su De Chirico.


In precedenza, era stata ascoltata Wilma Angelinetta, segretaria d’azienda che ha dichiarato di aver portato, in più occasioni, buste contenenti denaro da Chiasso a Roma. Al termine della deposizione la testimone ha avuto un malore.


Non si è invece presentato, causa malattia, il capitano dei ROS Francesco De Lellis. La sua deposizione davanti al pubblico ministero Giovanni Bombardieri continuerà quindi domani, ultima udienza prevista nel 2011, quando probabilmente comincerà il controesame da parte delle difese.


Lascia un Commento

Newsletter
Iscriviti alla newsletter di silvioscaglia.it




ebook il caso scaglia

Perché un blog?

“Questo Blog è dedicato alla figura di Silvio Scaglia, imprenditore ed innovatore, protagonista di start up (Omnitel, Fastweb, Babelgum) oggi impegnato in nuove sfide come il rilancio de La Perla, marchio storico del made in Italy. E' un luogo di informazione e di dibattito per tutti gli stakeholders (dipendenti, collaboratori, clienti) ma anche comuni cittadini che hanno seguito le vicende in cui Scaglia, innocente, si è trovato coinvolto fino alla piena assoluzione da parte della giustizia italiana.” - Stefania Valenti, Chief Executive Officer Elite World