“Quella volta che Scaglia convinse i cinesi”


Daniela Ferretti, in Piaggio sotto la guida di Giovannino Agnelli, racconta al blog del suo incontro professionale con Silvio Scaglia. E di come col “suo rigore morale” riusciva ad ottenere risultati manageriali, perfino a costo di apparire “sconfitto






È lo stesso Silvio Scaglia, in un libro scritto da Giancarlo Mazzuca – I signori di Internet: la via italiana alla new economy –, a descrivere i suoi anni in Piaggio, quando dal 1993 al 1995 Giovannino Agnelli gli offrì la direzione internazionale del gruppo: “Diventai una specie di pendolare di lusso, girai il mondo e soprattutto feci tappa in Cina, India, Indonesia e Sudamerica. In seguito misi su casa a Singapore, che diventò la base di tutte le operazioni estere della Piaggio”. A distanza di anni è Daniela Ferretti, a quell’epoca in Piaggio, sotto la guida di Giovannino Agnelli, a raccontare un episodio della vita professionale del fondatore di Fastweb. “Ho incontrato Silvio Scaglia per la prima volta in Piaggio – dice – quando affiancava il dott. Giovanni Agnelli nelle trattative con la Bajaj indiana per una possibile ripresa dei rapporti fra le due società, rapporti che si erano interrotti anni prima per ragioni governative indiane”.





Il suo incontro professionale?

Scaglia, dopo la sua avventura con Giovannino Agnelli in Spagna, al suo rientro in Italia fu nominato direttore della divisione presso la quale lavoravo. Purtroppo non ho potuto collaborare direttamente con Scaglia a lungo, ma ricordo molto bene, e desidero portare questa testimonianza, del suo rigore morale e della correttezza del suo comportamento in affari.


Ad esempio?

In quel periodo erano in corso trattative con la Cina per un progetto di industrializzazione. L’ingegner Scaglia, a capo della delegazione in visita nella People Republic of China, dopo una serie di trattative estenuanti, dichiarò alla controparte che preferiva chiudere le trattative in quanto i costi di produzione Piaggio non consentivano di accettare il prezzo richiesto dalla controparte. Ci raccontava che la sera in hotel con i suoi collaboratori si sentiva sconfitto, ma sentiva anche che onestamente aveva concesso tutto quello che poteva essere concesso.


Ebbene?

L’indomani la delegazione Piaggio sarebbe rientrata in Italia. Ma a tarda sera Scaglia ricevette una telefonata dal capo delegazione cinese il quale lo informava che la controparte accettava le sue condizioni ed era pronta a firmare l’accordo. Gli disse che erano stati colpiti dalla fermezza e dalla trasparenza della sua condotta. Questo episodio mi é rimasto nella mente, perché non era certamente facile ammettere di aver fallito le trattative; chiunque avrebbe fatto carte false per ottenere il contratto.


Ma non fece carte false…

Al contrario, per quanto ho avuto modo di conoscere Scaglia non ritengo possibile che il suo rigore morale gli abbia permesso di macchiarsi delle colpe di cui é accusato e gli auguro con tutto il cuore che trovi il modo per dimostrare la sua innocenza.



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Perché un blog?

“Questo Blog è dedicato alla figura di Silvio Scaglia, imprenditore ed innovatore, protagonista di start up (Omnitel, Fastweb, Babelgum) oggi impegnato in nuove sfide come il rilancio de La Perla, marchio storico del made in Italy. E' un luogo di informazione e di dibattito per tutti gli stakeholders (dipendenti, collaboratori, clienti) ma anche comuni cittadini che hanno seguito le vicende in cui Scaglia, innocente, si è trovato coinvolto fino alla piena assoluzione da parte della giustizia italiana.” - Stefania Valenti, Chief Executive Officer Elite World