«Per Scoponi solo un illecito tributario»

Al processo per l’“Iva Telefonica”, gli avvocati Marcello Melandri ed Andrea Miroli, difensori dell’ex amministratore di I-Globe negano l’esistenza del reato e dell’associazione a delinquere

 

L’udienza del processo per l’“Iva Telefonica” che si è tenuta ieri presso la Prima Sezione penale del Tribunale di Roma, presieduta da Giuseppe Mezzofiore, è stata dedicata all’arringa della difesa di Riccardo Scoponi, già amministratore di I-Globe, una delle società a valle del traffico telefonico. Il collegio difensivo ha sottolineato che, al massimo, il loro assistito potrebbe essersi reso responsabile di concorso con Fabio Arrigoni nel mancato pagamento dell’IVA, ma in un’epoca in cui simile condotta non era prevista come reato visto che l’articolo  10-ter D. Leg. 74/2000 è stato infatti introdotto solo nel 2006.

 

Per questo, in linea teorica si può configurare al più un illecito amministrativo tributario, di per sé insufficiente a reggere l’accusa di  partecipazione all’associazione per delinquere. È vero, ammettono i difensori, che per l’esistenza dell’associazione reato è sufficiente, ai sensi dell’articolo 416 del codice penale, l’accordo tra vari soggetti, ma nel caso di Scoponi manca anche la prova della sua partecipazione di Scoponi al presunto accordo.

 

Il processo per l’Iva riprenderà il 9 maggio con la discussione della difesa di La Torre. Slitta al 16 maggio l’arringa dei legali di Luca Breccolotti. La difesa di Gennaro Mokbel avrà a disposizione anche la data del 13 giugno.

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